La leggenda vuole che il kugelhopf sia approdato in Alsazia tra le mani dei Re Magi, che lo avrebbero regalato a un pasticcere di Ribeauvillé.
Naturalmente, nemmeno io potevo esimermi dal cadere vittima di questa febbre da kugelhopf, solo che ho seguito il percorso inverso: sedotta dalla bellissima forma di questo pan brioche, ho acquistato subito lo stampo, per poi scoprire, all'ora della merenda, che il kugelhopf non mi piaceva: troppo secco, poco dolce, un dessert, tutto sommato, povero. Poco male, mi sono detta, riciclerò lo stampo diversamente, magari ci pianterò una gerbera.Poi, una volta a casa, il ricordo del kugelhopf si è addolcito, come sempre accade con i ricordi, e non ho più pensato al suo sapore neutro e alla consistenza stopposa, mi è rimasta in mente solo la fontana fiorita vicino alla quale ero seduta mentre lo sbocconcellavo.
E ho deciso di farlo così, come da ricetta allegata allo stampo, che sembra sia quella originale, senza cambiare niente.
Beh, evidentemente, in quella boulangerie, mi avevano piccionata, perché il kugelhopf originale è buonissimo, soffice e dolce al punto giusto e si mantiene tale per giorni, dopodiché, quando comincia ad asciugarsi, un'abbondante strato di Nutella lo fa rinvenire.
Ingredienti:
- 250 gr di farina 0 o metà manitoba e metà 0
- 100 gr di burro
- 50 gr di zucchero + un altro po' per lo stampo
- 1 uovo
- 125 ml di latte
- 25 gr di uvetta ammollata nel liquore
- 1 pizzico di sale
- 1 bustina di lievito di birra secco
Procedimento:
Per l'impasto, io ho utilizzato la macchina del pane, mettendo tutti gli ingredienti, tranne l'uvetta, nel cestello e selezionando il programma "Impasto". Al beep ho aggiunto l'uvetta ammollata nel liquore.
Mentre il composto lievitava, ho imburrato lo stampo, l'ho spoverato di zucchero semolato (cosa non proprio ortodossa, perchè lo zucchero andrebbe messo a cottura ultimata e dovrebbe trattarsi di zucchero a velo), poi ho sistemato una mandorla in ogni scanellatura, sul fondo.
Al termine del programma della mdp, ho sistemato l'impasto sull'asse e gli ho impresso le doppie pieghe del secondo tipo, spiegate qui. Ho lasciato riposare circa 1/4 d'ora, infine ho sistemato il tutto nello stampo e ho lasciato lievitare finché l'impasto non ha sbordato.
A quel punto, ho infornato a 180° per circa 35 minuti.
In molti mi avete chiesto come si "pretratta" uno stampo da kugelhopf:stando alle istruzioni che accompagnavano il mio, occorre imburrarlo e tenerlo in forno caldo per una decina di minuti, quindi farlo raffreddare, imburrarlo nuovamente, infornarlo ancora per 10 minuti, dopodiché è pronto per l'utilizzo. Lo stampo non va mai lavato, ma semplicemente passato con un panno pulito.


Ingredienti:













So di ripetermi frequentemente nella scelta ingredienti, ma la versatilità dei frutti di bosco è tale da indurmi a proporli molto spesso nelle più svariate vesti.






Ingredienti per 4 verrines:
A circa un mese dall'acquisto del mio librino sulle verrines e dopo svariati tentativi, sono fermamente persuasa che chi ha inventato questo genere di portata fosse una persona profondamente disturbata e con molto tempo libero.
Innanzitutto, la realizzazione delle verrines, anche delle più semplici, prevede l'impiego di quantità infinitesimali di un'interminabile lista di ingredienti, il che porta a comprare buste di mozzarella, vaschette di ricotta e confezioni di piselli surgelati per utilizzare una cucchiaiata scarsa di ciascuno, lasciandoci con il frigorifero e il freezer invasi da pacchetti aperti. Poi, comportano il confezionamento di dosi altrettanto irrisorie di pesto, tapenade, uova strapazzate, crema di mascarpone e mousse di cioccolato, a ciascuna delle quali occorre dedicare lo stesso tempo che servirebbe per cucinarne una porzione ragionevole, che, da sola, basterebbe per un pasto, ma che, nel caso delle verrines, deve essere affiancata da almeno altre due preparazioni.





