12 dic 2014

Gubana di Natale


Quando era molto piccola, la mia mamma ha vissuto per alcuni anni a Cividale del Friuli. Era appena finita la guerra e la famiglia dei miei nonni si spostava da un estremo all’altro di un’Italia disastrata, perché il mio nonno lavorava all’Istituto Geografico Militare ed era incaricato dei rilievi per la ridefinizione i confini sulle mappe.

La situazione generale del paese non era tra le migliori, il conflitto aveva lasciato tanta miseria, tanta distruzione, tanti rancori, tanti posti vuoti attorno alle tavole di ogni famiglia. Ma chi era rimasto aveva voglia di crescere, di lavorare, di ricostruire. E, soprattutto, al di là dell’acredine tra quelle che, fino a poco prima, erano state fazioni opposte, c’era solidarietà.

Tutti valori che oggi, mi sembra, mancano molto e questo, forse, facilita il ristagno dell'attuale situazione socioeconomica non facile.

Ma che diamine sto dicendo, non è da me parlare di politica sul blog.

Il senso del mio discorso, che poi ha debordato, è che la famiglia della mia mamma, tutto sommato, visti i tempi, se la passava benino: tramite l’esercito, avevano accesso a condizioni di vita decorose, ai farmaci e a qualche capriccio occasionale.


La gubana, che a quei tempi costava l’equivalente della paga giornaliera di un operaio, era uno di questi: un pane (poco) dolce, ripieno di frutta secca, canditi, talvolta un po’ di quella cioccolata che gli americani avevano portato pochi anni prima e che le generazioni più giovani, cresciute nel periodo dell’autarchia, non conoscevano. Un dolce di frontiera, di paternità incerta, friulana, slovena, all’epoca il confine, politico e culturale, era così sdrucciolevole… un dolce poco conosciuto, a tutt’oggi, ed è un peccato, perché è una delizia.

Su Sale&Pepe di Dicembre è riportata la ricetta tradizionale cividalese (posto che poi, come sempre succede, ogni famiglia ha la sua), quella slava prevede, una colata di miele prima dell’infornata e, tanto per gradire, una di Slivovitza subito dopo. La mia è molto fantasiosa, comprende un po’ di avanzi della dispensa, tante spezie e una farina molto particolare, arricchita di nocciole e aroma di mela, che mi sento proprio di invitarti a provare se, oltre che della gubana, vuoi godere per giorni anche di una casa profumata di autunno.



Ingredienti per l’impasto:

 

Ingredienti per la farcia:

  • 100 gr di frutta a guscio e disidratata mista
  • 1 mela
  • 40 gr di cioccolato al latte grossolanamente tritato al coltello (Icam)
  • una cucchiaiata di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • un vasetto di marmellata di mandarini (Rigoni di Asiago)
  • latte qb per spennellare
  • un cucchiaio colmo di zucchero all’anice (Novaroma Novarese Zuccheri)

Procedimento:

Inserisci gli ingredienti per l’impasto nel cestello della macchina del pane nell’ordine indicato dalle istruzioni del produttore e avvia il programma “impasto e lievitazione”.

Nel frattempo prepara la farcia: mescola la frutta secca con la mela sbucciata a cubetti, lo zucchero e il tuorlo dell’uovo. Monta a neve l’albume e amalgamalo delicatamente al composto.

Al termine della prima lievitazione, estrai l’impasto dal cestello, sgonfialo e imprimigli due giri di pieghe a fazzoletto (o di rinforzo). Lascia riposare per 15 minuti.

Trascorso questo tempo, stendilo in un rettangolo sottilissimo su un foglio di carta forno cosparso di farina, spalmalo con la marmellata di mandarini e distribuisci il ripieno. Avvolgi strettamente la sfoglia in diagonale, in modo da ricavare un lungo filoncino. Sigilla le estremità e, aiutandoti con la carta forno stessa, avvolgilo su se stesso a formare la tipica “chiocciola”.

Spennella abbondantemente la superficie con il latte, cospargila con lo zucchero all’anice e spennella ancora per distribuirlo e scioglierlo in parte.

Trasferisci la gubana su una teglia e lasciala lievitare ancora per 30-40 minuti.


Inforna a 200° per 45’. 

10 commenti:

Kittys Kitchen ha detto...

Buongiorno Serena,
molto meglio parlare di Gubana che parlare della nostra attuale situazione socioeconomica. Mamma mia!
Sai che la gubana io non l'ho mai preparata?
Ma è una preparazione che mi intriga tanto, la tua ha un aspetto invitante. bacino

Pippi ha detto...

wow come mi piace quella crosta,fa una gola,deve essere davvero buono questo dolce!!

Manuela e Silvia ha detto...

La conosciamo eccome anche noi :-) Nei giorni invernali, caldissima e ben bagnata di liquore è davvero fantastica!
Bellissima questa tua versione home made: sempre soffice l'impasto e ancora più ricco il ripieno!

Simo ha detto...

conosco una signora trentina che fa un dolce praticamente simile (lei lo chiama diversamente) e quando me ne da una fetta, beh...vado letteralmente in visibilio!
La tua gubana è uno spettacolo, bella cicciotta e super ripiena...
baci e buon we cara!

Raffi ha detto...

mi piacerebbe tanto assaggiarla.. posso averne una fetta?

Ely Mazzini ha detto...

L'ho assaggiata una volta tanti anni fa, mi era piaciuta moltissimo :) adoro quel ripieno di frutta secca e tanto altro ...un dolce oserei dire "affascinante"!!!
Buona serata serena...

Giulia ha detto...

Conosco la Gubana solo di nome perché purtroppo non ho mai avuto il piacere di assaggiarla, ma mi ha sempre incuriosita ed attirata moltissimo per via di tutti i sapori che racchiude tra le sue volute.
La tua interpretazione mi piace molto.
Buona serata

Claudette ha detto...

Profuma di Natale, di feste, di casa....Claudette

Elena Siano ha detto...

Cara Sere credo che accogliere' il tuo invito alla prova perché da sabato mi mettero'all' opera perché la casa profumi di Natale ...queste ricette tramandate anche se rivisitate hanno un sapore tutto speciale ....

Eleonora Gambon ha detto...

Ah!!! Mi ero persa questo post!!! Ma lo sai che io (anzi i miei, ormai io non ho una fissa dimora da 10 anni!!) vivo a 10 miunti da Cividale??? Però non ho mai fatto la gubana in casa, anche perchè è un dolce che ammetto non amo molto...lo slivowitz sopra però aiuta molto ;))