8 ago 2008

I miei primi premi!



Ringrazio infinitamente Blunotte, per avermi conferito il mio primo web award, regalandomi un'enorme soddisfazione proprio un soffio prima della chiusura estiva, soprattutto per le motivazioni con cui me lo attribuisce.

"Il Premio brillante Webmws-award 2008 è dedicato a siti e blog che risaltano per la lro brillantezza sia nei temi sia nel design, e con lo scopo di promuovere tra tutti ancora una volta le bloglive nel mondo."

Le regole sono:

-Al ricevimento del premio, occorre scrivere un post mostrando il premio e citando il nome di chi lo ha regalato mostrando il link del suo bloglive;

-Scegliere 7 blog che si crede siano brillanti esibendo il loro nome e il loro link;

-Avvisare chi ha ottenuto il premio.


Questa parte è difficilissima, perché sono entrata nel mondo dei food blogs da pochissimo e non conosco molti bloggers, né, tantomeno, posso dire di conoscere a fondo i loro blog, inoltre ho paura che la maggior parte di loro sia già stata insignita del premio.

Pazienza, andrò a "pelle" e assegno quindi il premio a


  1. Grazia, per la nuova bellissima veste grafica che ha dato al suo blog (e, anche se non c'entra niente, per il grande affetto che mi lega a lei)

  2. Paoletta, per le sue foto meravigliose e la sua enorme competenza (e per tutto il sostegno morale, che mi ha dato in questi mesi, per me molto difficili)

  3. Eli, alla quale ho scoperto, proprio ora, di dovere il secondo premio della mia vita di food blogger, (e perché il mio fidanzato è innamorato del suo blog!)

  4. Roro perché i nostri blog sono nati quasi contemporaneamente (e perché è una ragazza deliziosa e mia conterranea per metà)

  5. Precisina, perché il suo blog (e lei stessa) non si può definire altro che "brillante"

  6. Sweetcook, anche se l'ha già ricevuto, perché le sue ricette sono originalissime e le sue foto fanno venir voglia di essere invitati a merenda da lei (e perché è sempre deliziosa)

  7. Morettina, per la grafica, più che brillante, scintillante (e perché sprizza energia da tutti i pori)

Dato che le motivazioni con cui ho attribuito questo premio sono legate al mio rapporto umano con queste persone, almeno quanto lo sono alla veste dei loro blog, credo che tutte meritino il secondo premio ricevuto oggi:


passatomi dalla dolce Eli, alla quale, però, ovviamente non posso rigirarlo.

La "sostituisco", quindi, con Blunotte e accompagno l'assegnazione del premio a queste fantastiche persone con un ringraziamento per avere portato un po' di luce interiore anche nella mia vita, sarò stupida, ma voglio molto bene a tutte.

Ecco il regolamento del premio:
“Questo premio è da consegnare a circa sette persone che siano generose, spontanee, amici di amici, e mettere il link dei loro blog: sembra un compito facile, il difficile è mantenere accesa la Luce Interiore, coltivarla giorno per giorni, senza farla spegnere…”

So che per molte i premi sono una mezza seccatura, quindi se non volete portare avanti la catena fa lo stesso, ma tenevo particolarmente a ringraziarvi in qualche modo.

4 ago 2008

Muffins al formaggio (e chiusura estiva)



Con questa ricetta chiudo i rubinetti (e i fornelli) fino a Settembre, quando tornerò nera come un tizzone, con i capelli intrecciati fitti fitti e tanti ricordi con cui scaldarmi per tutto l'inverno.


Da premettere che persino in un nucleo familiare di due persone, anche in assenza di bambini e di partecipazioni assidue ai pranzi domenicali all'insegna del "roviniamoci l'unico giorno di riposo con un' indigestione che ci metterà K.O. per il resto del pomeriggio", insomma, anche una minicoppia non sposata può avere dei riti. I nostri sono la carne il sabato sera, il risotto la domenica a pranzo e il finger food la domenica sera.

Ovviamente mi riferisco ai riti gastronomici, sugli altri preferisco glissare ;-)

Quando parlo di finger food non mi riferisco a una tavolata coperta di ogni varietà di stuzzichini, dato che in due avremmo ben poca probabilità di finirli prima del sabato successivo, ma a muffins, cake, tranci di focaccia, torte salate. Non è un "e-e-e", è un "o-o-o". Da mangiare rigorosamente in terrazza (in estate) o sul divano (in inverno), bevendo Martini o vino bianco, come quando eravamo "giovini" e facevamo l'apericena nei locali, intervallando ogni morso con un tiro di Camel.


A questo proposito mi sono procurata alcuni deliziosi ricettari di muffin e cakes, dolci e salati, quiches, focacce, il gielleffe per la macchina del pane e attualmente sto corteggiando l'inserto di Sale&Pepe sui cibi da pic-nic.


Questi muffin sono assolutamente perfetti: sinceramente ho modificato non poco la ricetta originale di Gemma Reece, sostituendo la farina di mais macinata fine (che non trovavo) con farina bianca, l'emmenthal con le sottilette, il latte con il siero e ho aggiustato tempi e temperature sulla base del mio forno, insomma, possiamo dire che cotanta perfezione è tutta farina ("00") del mio sacco!






Ingredienti
  • 2 tazze e 1/4 di farina 00
  • sale
  • mezza bustina di lievito in polvere
  • 2 uova
  • 4 cucchiai di olio di mais
  • 1 tazza e 1/4 di latte
  • 200 gr di sottilette

Procedimento

Si mescolano gli ingredienti solidi separatamente da quelli liquidi, come si fa abitualmente per i muffins, si uniscono i due impasti rimestando rapidamente e si aggiungono le sottilette tagliate a pezzettini (tenetene 3 da parte). Mi raccomando, lasciate grumi, pispoli, pallottole, i muffin risulteranno ancora più buoni!

Distribuite l'impasto nei pirottini o nella teglia, debitamente unta, e coprite ciascun muffin con 1/4 di sottiletta.

Infornate a 180° per... non so per quanto tempo: infornando a freddo 1/4 d'ora dal raggiungimento della temperatura è sufficiente, infornando a caldo penso occorra di più, forse 20-25 minuti.


Pollo alla brasiliana riadattato




Che significa "riadattato"? Significa che dopo tre anni di latitanza dai regni delle spezie la mia dispensa comincia a piangere miseria; significa che la radice di ginger grattugiata comprata al mercato di Stone Town è finita e che non la si può sostituire con quel ridicolo intruglio del super; significa che l'unico tipo di curry rimasto in casa (prima ne avevo almeno 4, ciascuno nel suo sacchettino, contrassegnato con un etichetta frettolosamente scritta a mano da un commerciante di Port Louis, per distinguerne le diverse varietà) è in un barattolo di plastica a chiusura ermetica e sa di brodo granulare; significa che la cannella ricorda vagamente il sapore delle Big Babol e lo zafferano anziché arancio brillante è giallo ocra e contenuto in quantità lillipuziane in patetiche bustine di carta.

Ma, dato che vedere il bicchiere mezzo vuoto non serve a niente, sarà bene anche sottolineare che "riadattato" significa anche che, all'approssimarsi del mio tanto sospirato ritorno ne La mia Africa, nell'ambito del programma "svuotamento del frigo" non ho ricomprato i limoni.

E quindi il ginger è diventato curry e il succo di limone è diventato melissa lasciata in infusione nel vino bianco. Il pollo intero a pezzi è diventato 4 cosce e tutto questo, insieme, è diventato questo:

Ingredienti

  • 4 cosce di pollo
  • 200 gr di gamberetti
  • 1 cipolla
  • 40 gr di noci spezzettate
  • olio di oliva
  • il succo di un limone (da me sostituito con vino bianco e foglie di melissa)
  • sale
  • pepe
  • 1 peperoncino
  • 1 cucchiaio di cradice di zenzero grattugiata (io ho usato il curry)
  • farina q.b. per addensare

Procedimento

Far marinare le cosce di pollo in olio, sale, peperoncino, vino bianco e foglie di melissa (o succo di limone) per una mezza giornata.

Tritare 100 gr di gamberetti, tagliare la cipolla a fette sottili e metterli in una pentola con la marinata del pollo. Farli soffriggere e prima che il composto prenda colore aggiungere le cosce del pollo e rosolarle.

Aggiungere 2 bicchieri d'acqua e far cuocere per 40 minuti.

Io ho usato la pap, quindi ho aggiunto solo un bicchiere d'acqua e ho fatto cuocere per 20 minuti dal fischio.

A fine cottura, si aggiungono il curry, le noci, i gamberetti rimasti (interi) e si fa addensare il fondo di cottura con un cucchiaio di farina.

Torta chiffon alla noce di cocco

Questa torta stazionava nella mia wish list da almeno un paio d'anni... mi rileggevo la ricetta, la rigiravo, studiandola da ogni possibile angolazione e mi chiedevo: "Ma ne sarò capace?"
La mia venerazione per il cocco è però riuscita a vincere le perplessità, dandomi persino il coraggio di approntare delle modifiche all'originale.
Lo chiffon cake è una torta tipica americana, spesso paragonata al pan di spagna, ma che, secondo me, con il pan di spagna non ha niente a che vedere: come indica il nome stesso, la chiffon è morbida, umida e, al tatto, sembra quasi di toccare una nuvoletta di schiuma. Esiste in molte varianti, può essere farcita e ricoperta in mille modi.

Io l'ho fatta sostituendo a una parte della farina di grano il cocco grattugiato, omettendo la copertura di crema al burro e cocco della ricetta.

Ingredienti:
  • 90 gr di farina 00
  • 50 gr di farina di cocco
  • 4 cucchiai di fecola
  • 150 gr di zucchero
  • 3 uova
  • 80 ml di olio di semi inodore
  • 90 ml di acqua
  • 1 cucchiaino di cremor tartaro
  • 1 cucchiaino di lievito in polvere
  • sale
Procedimento

Montare gli albumi con il cremor tartaro (io ho usato il bicarbonato) e metterle da parte.

Mescolare farina, farina di cocco, fecola, zucchero, sale e lievito in una ciotola, fare la fontana e versare al centro i tuorli, l'olio e l'acqua, Mescolare fino ad ottenere un composto omogeneo e infine incorporare gli albumi a neve, delicatamente, senza smontarli.

Infornare a 180° per circa 30 minuti.

Le chiffon si fanno raffreddare capovolgendo lo stampo e mettendolo in bilico su altre due pentole/tegami.... Ci credete che nel compiere questa operazione morivo di paura???? Invece è andato tutto bene e dopo circa un'ora di riposo (mio e del dolce) ho sformato la torta più soffice del mondo!


1 ago 2008

Insalata di riso in trasparenza

Anche questa ricetta partecipa alla raccolta di Morettina



Del resto, tanto mi ero scervellata e tante idee mi erano venute, che ora mi sento di dover rendere giustizia a tale lavorio mentale.


Un' insalata di riso che si intende servire nel bicchiere, secondo me, non richiede l'amalgama del normale riso freddo, ma deve essere disposta a strati, per ottenere un effetto cromatico il più possibile vivace.

Ingredienti x 2
  • 125 gr di riso
  • 1 cuore di carciofo
  • un cucchiaio di capperi
  • 10 olive verdi
  • 2 acciughe
  • una scatoletta di tonno
  • 1 uovo sodo

Procedimento

Lessare il riso, scolarlo e farlo raffreddare sotto un getto d'acqua. Mescolarlo a un trito di olive, capperi e acciughe e al cuore di carciofo lessato e tagliato a pezzetti.

Disporre sul fondo di due biccheri abbastanza grandi il bianco dell'uovo sodo tritato, coprirlo con uno strato di riso, fare un altro strato di tonno, altro riso e sbriciolare sulla sommità il tuorlo sodo.

Coppa dell'harem



Con questa ricetta do il mio primo contributo alla raccolta di Morettina , "Ricette in un bicchiere"

E' la prima iniziativa di food bloggers a cui partecipo e confesso che sono un po' emozionata...

E fino a ieri ero anche piuttosto perplessa sulle ricette da proporre.

Innanzitutto, cosa si mette in un bicchiere? La mia unica esperienza di cibo al bicchere risale a un rinfresco di matrimonio a cui ho partecipato mesi fa e che, causa maltempo, si è trasformato da buffet in giardino a cena seduti al chiuso... e, non avendo predisposto le stoviglie necessarie al servizio ai tavoli, il catering ci ha propinato in enormi calici da vino rosso un risotto radicchio e gorgonzola bollente. La cosa ha fatto a tutti uno strano effetto e questo mi ha reso per qualche tempo restia nei confronti dei bicchieri.
La mia antipatia per i dolci al cucchiaio, del resto, non mi aiuta.
D'altronde, io i bicchieri a casa non ce li ho nemmeno: o, meglio, possiedo coppe da spumante, ciotole per il gelato, bicchieri da cocktail, da aperitivo e due set di bicchierini da liquore, più uno strano bicchere della Nutella con gli animaletti, che uso da misurino. Ma non possiedo bicchieri da tavola: i nostri biccheri da acqua sono infatti delle tazze di ceramica grezza, decorate con enormi fiori blu, molto adatte alle nostre cene very trucid.
E allora cosa si mette in un bicchiere?
Parlo di un bicchiere vero, quelli in cui l'elemento trasparenza gioca un ruolo fondamentale nel mettere in risalto colori e accostamenti...

Inutile girarci intorno: cosa si mette in un bicchiere?
Pensa che ti ripensa, l'illuminazione: ma è ovvio!!! Nel bicchiere si mette... lo yogurt!!!

No, non è vero, io lo yogurt lo mangio nel suo vasetto.

Epperò se invece di mangiare lo yogurt bianco, curativo e punitivo, decidessi di regalarmi uno yogurt speciale? Magari esotico, magari sensuale, magari spolverato di cannella? E con un goccio di miele sul fondo e di frutta secca, come una turkish delight ipocalorica?




La ricetta mi vergogno quasi a scriverla, tanto è elementare, ma credo che il regolamento lo richieda, quindi eccola:


Ingredienti:
  • Un cucchiaio di miele
  • Due noci, oppure 3 mandorle o 4 pistacchi
  • Cannella in polvere

Procedimento:

Versare sul fondo di una bella coppa un generoso cucchiaio di miele, aggiungere della frutta secca a piacere e coprire con yogurt bianco, preferibilmente denso, meglio ancora se di produzione propria. Con l'aiuto di un colino far cadere sulla superficie una spolverata abbondante di cannella.

E dopo aver realizzato il dovuto reportage fotografico fashion e aver documentato la distinzione dei vari strati... mescolare!!!