28/nov/2014

Pasta al Pomodorino




Eccoci al terzo appuntamento con la nutrizionista Concetta Mauriello, per il progetto di educazione alimentare promosso da Bioitalia attraverso i foodblog.
Quello di oggi è un classico della cucina italiana di tutti i giorni e proprio per questo mi è sembrato importante proportela: dato che mangiamo pasta al pomodoro così spesso, credo possa essere utile conoscerne una ricetta bilanciata e poco calorica, che non fa uso di soffritti, se non il passaggio veloce del peperoncino in poco olio caldo, una variante che ho introdotto rispetto alla ricetta base sul sito perché apprezzo la nota piccante e perché la mia pianta di peperoncini ha cominciato a fruttificare con un ritardo disdicevole rispetto al dovuto.
Ho scoperto, tra l’altro, che anche la puntina di zucchero, che sempre si aggiunge al pomodoro, per mascherarne la naturale acidità, può essere sostituita dalla stevia (non si risparmia un granché sulle calorie, visto che la quantità di zucchero, sull’intera preparazione, è veramente scarsa, ma è sempre qualcosa).

Per le porzioni, mi sono mantenuta sulle dosi standard indicate nello schema, perché non seguo una dieta ipocalorica, ma puoi ridurle in base alle indicazioni per la versione light o medium. 




Ingredienti:

Procedimento:
Affetta finemente il peperoncino e soffriggilo nell’olio. Unisci i pomodorini con la salsa di conservazione, poco sale e la stevia. Fai sobbollire dolcemente per tirare il sugo e renderlo cremoso.
Nel frattempo, cuoci la pasta secondo le istruzioni sulla confezione, scolala al dente e saltala nel tegame con il condimento.

Servi cospargendo ogni porzione con una spolverata di origano.

26/nov/2014

Barrette Croccanti di Farro Soffiato e Pistacchi al Cioccolato al Latte e Zenzero



Il maltempo della settimana passata mi ha affossato il fisico e il morale: per quanto trovi il ticchettio della pioggia e i cieli plumbei molto sentimentali, per quanto il tappeto di foglie gialle non più fruscianti, ma pressate contro il terreno umido, solleciti la mia tendenza alla malinconia e mi faccia sentire finalmente sintonizzata con il mondo, lo scroscio del temporale, la luce accesa anche a mezzogiorno e gli scivoloni sul muschio non mi piacciono affatto.

Da qualche giorno, ho tagliato sulle attività mattutine e riesco a puntare la sveglia un po’ più tardi, ma riprendere il contatto con una realtà appena rischiarata dalla poca luce che filtra attraverso le nubi, spesso desaturata da una griglia di gocce petulanti come spilli, è comunque difficile. I miei biscotti al cartone spalmati di composta di frutta senza zucchero e pucciati nel latte di riso non mi confortano un granché, come non mi conforta il pensiero che “fanno tanto bene”. A cosa? Considerato che mi aspetta una giornata chiusa in ufficio, la prospettiva di sentirmi male e dover tornare a letto mi sembra di gran lunga migliore.

Cerco un compromesso nei cereali integrali soffiati e nella frutta secca, tenuti insieme, però, da uno strato spesso di cioccolato e burro di cacao, con un pizzico energizzante di zenzero.E torno in trincea.


Ingredienti:




Procedimento:
Preriscalda il forno a 150°. Disponi i pistacchi su una teglia foderata di carta forno e tostali per 15 minuti, mescolandoli a metà cottura.
Lasciali raffreddare, quindi mescolali con il farro soffiato e i marshmallows.
Trita grossolanamente il cioccolato al coltello e fondilo con il burro a fiamma dolce. Fuori dal fuoco, incorpora lo zenzero e il mix precedente.
Rovescia il composto su un foglio di carta forno, poggiato sul piano di lavoro o in una teglia e stendilo in uno strato uniforme.
Riponi in frigorifero per almeno due ore per riportare il cioccolato allo stato solido, prima di spezzare il dolce in barrette.


24/nov/2014

Piemontesini sott'olio




Ormai l’ho ripetuto fino alla nausea: certe stoltezze primaverili ed estive mi hanno fatto trascurare l’abituale preparazione di conserve, un’"usanza" che ho appreso da bambina e che, fino a questo strano anno, che per fortuna volge al termine, avevo sempre mantenuto.
Aprire la dispensa e non vedere le file di vasetti mi ricorda il tempo che ho perso e mi sta proprio bene non poter contare su finocchietto, erbe di campo, more, lamponi e confetture e sulla sicurezza che i miei barattolini mi hanno sempre dato. Che mi sia di lezione.



Rimedio con qualche esperimento pre-natalizio, da testare, correggere e, eventualmente, migliorare e impacchettare per destinarlo a chi ama i regali home-made o  anche da servire.
Le tome sott’olio sono un classico della gastronomia piemontese, anche se, purtroppo, spesso, nelle versioni industriali viene impiegata materia prima di seconda scelta, soprattutto per quanto riguarda l’olio di conservazione, spesso di semi.

Tagliere e Coltelli da Formaggio Easy Life Design


Io ho preferito utilizzare dell’ottimo extravergine di oliva, spezie pestate a mano e tomini di buona qualità per un risultato eccellente, da conservare in frigo per  gli ospiti improvvisi, insieme a una bottiglia di Moscato Giallo il Barleit 2013 Erste Neue, un’esclusiva specialità altoatesina, vinificata in ipossigenazione, al fine di preservare al meglio il ricco bouquet di aromi varietali tipici di questo uvaggio. In effetti, appena stappato, il Barleit sprigiona una vera e propria esplosione di profumi cha partono dalla frutta gialla, pesca e banana matura, evolvendosi poi, via via che si apre, verso il macis e persino, sul finale, una nota caramellata.La gradevole freschezza bilancia la tendenza untuosa e dolce del formaggio affinato nell’olio, il sentore di noce moscata si accorda con quello pungente, ma non troppo, dei due pepi e la persistenza è quella più appropriata per sostenere un formaggio fortemente caratterizzato dalla fioritura della crosta. 

Tagliere e Coltelli da Formaggio Easy Life Design

Ingredienti

Tagliere e Coltelli da Formaggio Easy Life Design


Procedimento
Taglia i tomini a cubetti e disponili in un vasetto, intervallando gli strati con qualche grano di pepe e una spolverata di lemongrass.
Copri con l’olio (tutti i cubetti devono essere completamente sommersi), chiudi il coperchio e riponi in frigo.

Tagliere e Coltelli da Formaggio Easy Life Design

Lascia marinare per un paio di settimane, prima di consumare.

Tagliere e Coltelli da Formaggio Easy Life Design

21/nov/2014

Crostata "Intreccio" (o almeno ci proviamo) con Marmellata di Arance Amare, Nocciole Tostate e Cannella

 Teglia per Crostate Festonata Domo SpA

E’ solo una crostata e non dovrebbe stare qui… la pubblico perché era buonissima e perché, per realizzarla, ho utilizzato un paio di tecniche che avrebbero dovuto, teoricamente, garantirle l’aspetto della classica pie o tart americana: griglia intrecciata e bordi pizzicati…

Beh, immagino di dovermi esercitare un bel po’, visto che il mio compagno, non solo non ci ha minimamente fatto caso, ma quando ho insistito con petulanza perché lo notasse, mi ha chiesto

“E dovrebbe essere una bella cosa, una cosa positiva?”

“Sì… è… è per via di Nonna Papera…”

“Non noto alcuna differenza”

“Ma ho impiegato più di un’ora”

“E perché hai fatto tanto lavoro per una cosa che non si vede?”


Insomma, fai come ti pare, se vuoi arrotolare dei cordoncini di frolla e spargerli a caso sulla marmellata, non sarò certo a io a dissuaderti, tanto mi pare di capire che non importa a nessuno.


Teglia per Crostate Festonata Domo SpA 

Ingredienti:
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 100 gr di burro
  • un vasetto di marmellata di arance amare
  • una manciata di biscotti sbriciolati



Teglia per Crostate Festonata Domo SpA

Procedimento:

Nel boccale del mixer, mescola tutti gli ingredienti in polvere, unisci l’uovo e il burro a pezzetti e lavora fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Riponi in frigo a riposare per circa 30 minuti.

Nel frattempo tosta brevemente le nocciole in una padella senza grassi e pestale grossolanamente al mortaio.

Imburra bene una teglia da crostate di 26 cm di diametro e fodera il fondo e i laterali con 2/3 della frolla. Riempi l’interno con la marmellata di arance.

Stendi la frolla restante e ricavane 10 strisce. Mettendo la teglia davanti a te, distribuisci la metà di esse sulla marmellata, orizzontalmente rispetto a te.

Ripiega la prima, la terza e la quinta striscia su sé stesse, molto vicino al bordo, e disponi un’altra striscia verticalmente. Passaci sopra quelle precedentemente ripiegate, quindi ripiega la seconda e la quarta e stendine un’altra per verticale. Ripeti questo procedimento fino a esaurimento della frolla. Ho cercato diversi tutorial per mostrarti come fare, forse il più attendibile è questo, anche se io non ho ottenuto un intreccio così fitto e l’ho realizzato direttamente sulla torta, basandomi sulle indicazioni trovate nel Jamie’s di novembre. Nel link che ti ho dato, consiglia di aggiungere un cucchiaio di aceto all’impasto, per una frolla più elastica.

Per il bordo smerlato, pizzica tutto attorno i bordi tra il pollice e l’indice della mano destra e premi nell’incavo ottenuto con l’indice della sinistra, per formare una specie di V. Anche in questo caso, immagino che l’uso dell’aceto sia utile.

Cospargi la superficie della crostata con le nocciole tostate e le briciole di biscotti e spolvera la griglia con lo zucchero a velo.


Inforna a 180° per circa 30 minuti. 

19/nov/2014

Pancakes di Zucca e Sgombro al Cren e Insalata di Germogli Misti alla Vinaigrette di Alici Piccanti


Oggi ti propongo una ricetta particolare: Pancakes di Zucca e Sgombro alla Salsa Kren e Insalata di Germogli Misti alla Vinaigrette di Alici Piccanti

Premessa:
La ricetta dei pancakes alla zucca era comparsa sul Jamie’s Magazine di ottobre (a proposito, qualcuno è riuscito a trovare il numero di novembre? Qui sembra irreperibile…) e mi aveva colpito tantissimo.

Ho indugiato un po’ prima di realizzarla, perché mi sembrava un po’ laboriosa, il passaggio di precuocere la zucca complica un filo le cose, ma se hai occasione di accendere il forno per altre preparazioni, puoi cogliere la palla al balzo, infilarci anche un pezzo di zucca e arrostirla finché non diventa morbida.


Dato che, per festeggiare i successi universitari di mio cugino, gli avevo promesso una cena di pesce, ho avuto l’idea di aggiungere all’impasto anche dei filetti di sgombro, basandomi su un abbinamento proposto dallo chef Igles Corelli, che sul momento mi parve un po’ strano, ma, in realtà, funziona molto bene, perché la tendenza dolce della zucca si combina con il gusto deciso del pesce e dà luogo a un risultato bilanciato.

Questo equilibrio mi ha permesso di servire con l’entrée un Prosecco DOCG Brut Carpené Malvolti particolarmente profumato e armonioso, con note fruttate e vegetali, caratterizzato da un raffinato e persistente perlage che ne garantisce il retrogusto pronunciato necessario a prepararsi al boccone successivo. La sua caratteristica morbidezza, malgrado il basso livello di zuccheri residui, sostiene bene anche la vena piccante della vinaigrette e quella pungente dei germogli.


Ingredienti per i pancakes:
  • 400 gr di zucca arrostita, pesata al netto degli scarti
  • 100 gr di filetti di sgombro al naturale
  • un cucchiaino di Salsa Kren Zuccato
  • sale
  • pepe
  • due confezioni di miscela per pancakes (Minceur Discount)
  • olio extravergine di oliva


Ingredienti per la Vinaigrette:


Ingredienti per l’insalata:


Procedimento:
Passa al mixer la polpa della zucca e lo sgombro, scolato del liquido di conservazione. Trasferisci la purea ottenuta in una fondina e condiscila con la Salsa Kren, il sale e il pepe. Unisci la miscela per pancakes e la metà dei liquidi indicati sulla confezione.
Scalda un filo d’olio in una padella e versa una cucchiaiata di composto. Rifila i bordi con l’aiuto di una spatola, spingendoli delicatamente verso l’interno, in maniera da dare ai tuoi pancakes una forma regolare. Se sei abbastanza abile puoi cuocerne anche 3-4 per volta, secondo le dimensioni del tegame.
Quando sulla superficie del pancake si cominciano a formare delle bolle, giralo e completa la cottura dall’altro lato (essendo il composto reso molto umido dalla presenza della zucca, occorrerà più tempo del normale).
Tieni i pancakes in caldo, mentre prepari la vinaigrette: sciogli le alici, con il loro fondo piccante su fiamma bassa.  A parte, incorpora la senape al succo di limone, unisci le alici disciolte e sbatti bene con una forchetta, per emulsionare.
Servi i pancakes contornati di germogli conditi con la vinaigrette.
Per risultati ottimali vi consiglio di utilizzare la Salsa Kren Zuccato.



17/nov/2014

Gnocchi di Patate al Pesto con Pinoli Tostati e Pomodori Confit


So che tecnicamente i pomodori non sono di stagione, ma, di fatto, sono un po’ in ritardo con la pubblicazione della ricetta, che inserisco adesso per spezzare il filone sui toni del giallo arancio che ultimamente la fa da padrone nel mio blog. Se poi mi è concesso di essere spudoratamente sincera, devo ammettere che, magari non in Gennaio, ma almeno fino a ottobre-novembre riesco a trovare dei bei pomodorini e non ho troppi rimorsi nell’acquistarli, credo vengano dalla Sicilia e, comunque, dopo le recenti polemiche sul made in Italy, a meno di non disporre di un proprio orto personale, mi sembra non sia il caso di andare tanto per il sottile.
Sicuramente il mio blog è ricchissimo di primi piatti con pomodori confit, ma avevo sempre utilizzato pasta o riso, mai gnocchi, ed ero curiosa di scoprire come funziona l’abbinamento tra una base a tendenza dolce, come la patata, e un condimento la cui naturale acidità si trasforma lentamente in caramello profumato, attraverso la lenta cottura al forno.
Beh, sicuramente l’apporto sapido del pesto (o quantomeno di un formaggio a media stagionatura) è utile, quindi è in questa veste che ti propongo i miei gnocchetti.

Questo piatto si sposa bene con un vino “pulito” al gusto e all’olfatto: personalmente per le preparazioni a prevalenza vegetale prediligo il Pinot Bianco, ma, stavolta, per la presenza del pomodoro e del formaggio, ho pensato a qualcosa di più strutturato, un Pinot Nero vinificato in bianco, una pratica di cantina normalmente utilizzata per la produzione di spumanti, ma che trova nell’Oltrepò Pavese un’espressione autonoma molto felice, come dimostra la versione proposta dall’Azienda Agricola Francesco Quaquarini, gradevole armonia di profumi fruttati freschi, che si aprono gradualmente verso note verdi, ad ammiccante richiamo di quelle del pomodoro e del basilico.



Ingredienti:


Procedimento:
Disponi i grappoli di pomodorini, completi di raspo, in una pirofila (ti servirà più tardi per condire gli gnocchi, quindi utilizzane una abbastanza profonda, tipo quelle da soufflé), cospargi con il basilico sminuzzato con le mani il sale, il miele, irrora con l’olio e inforna a 180° per circa un’ora. Normalmente, quando voglio candire qualcosa, approfitto per cuocerla insieme ad altre pietanze, per ottimizzare l’uso del forno, quindi, anche se la procedura prevedrebbe temperature basse e tempi lunghi, la adeguo alle esigenze delle altre preparazioni, il risultato non cambia un granché.
Quando i pomodori saranno quasi raggrinziti e avranno rilasciato buona parte del proprio succo, che, sul fondo, avrà formato un caramello deliziosamente scuro, sfornali e stacca il gambo.
Tosta velocemente in padella i pinoli, senza farli scurire troppo e mettili da parte.
Lessa gli gnocchi secondo le istruzioni sulla confezione e, via via che vengono a galla, scolali con una ramina e trasferiscili nella pirofila con i pomodori.

Mescola bene, aggiungi il pesto (io preferisco farlo all’ultimo momento, per evitare che il formaggio, dopo essersi fuso, si rapprenda e assuma una consistenza che non gradisco) e servi cosparsi di pinoli tostati. 

16/nov/2014

Cucina Consapevole: Senape Vegana e qualche idea per servirla



Eccoci al terzo appuntamento con Emanuela di Reiki Metodo di Benessere, per parlare di chackra e cucina, un connubio insolito, che, però, sta dando ad entrambe, e speriamo anche ai nostri lettori, molti spunti interessanti.
Molta acqua è passata sotto i ponti da quando Emanuela mi ha proposto di unire le nostre forze in una direzione creativa, che ci fornisse un’occasione di crescita e apprendimento. Io sto riscoprendo una mia dimensione spirituale ed Emanuela si è messa a cucinare. Sono convinta che, se nemmeno a metà del percorso siamo tanto cambiate, il futuro ci riserverà altrettante sorprese.

Emanuela oggi ci parla di Manipura, il terzo chackra, quello che, volgarmente, definiamo la bocca dello stomaco, quello che ci brucia quando siamo convinti di aver mangiato qualcosa di indigesto e che invece, con questa infiammazione, vuole comunicarci che non è il cibo, ma una particolare situazione della nostra vita a non essere adatta a noi.
Per approfondire, ti rinvio al blog di Emanuelache oggi, tra le altre, cose, per rimanere in tema gastronomico, farà un po’ di chiarezza sulle tanto diffuse intolleranze e sul tipo di segnali che intende trasmetterci il nostro corpo quando sembra rifiutare un alimento.

"Eccomi a parlare del terzo chakra, prima però questa volta mi soffermo a dirvi cosa è un chakra.

La parola chakra, viene dal Sanscrito e significa "ruota" e sta ad indicare i setti centri energetici nel nostro corpo sui quali Reiki lavora profondamente.
Ciascuno di questi centri è connesso con il nostro Sistema Nervoso Autonomo, nonchè ai livelli della Coscienza, ai colori, ai suoni, alle funzioni del nostro corpo e alle fasi dell'esistenza.



Il terzo chakra o Manipura è il luogo della Luce, dell'energia solare, della combustione, della trasformazione della materia in energia.
E' il regno dell'affermazione, della volontà, del potere che nasce da dentro, dell'autonomia e del taglio del cordone ombelicale.
In Manipura noi ci innalziamo per trasformare qualsiasi evento in Energia vitale, in forza e in saggezza. 
Nel terzo chakra risiede il vero potere ed è potente e solare, rivela ad ognuno di noi il diritto di esistere e la propria collocazione nell'universo, promuovendo l'auto accettazione.
Il terzo chakra è collocato all'altezza del nostro stomaco e la ghiandola corrispondente è il pancreas.



Simbolo: Città dei gioielli
Localizzazione: Plesso solare, stomaco

Ghiandole: Pancreas
Bija mantra: Ram
Verbo: Io posso
Colore: Giallo, rosso
Aromi collegati:Lavanda, rosmarino, bergamotto
Pianeta reggente: Giove
Cibi: Carboidrati
Metallo: Rame
Pietre:Oro, quarzo citrino, occhio di tigre
Aspetti preferiti della natura: Luce del sole, campi di grano maturo, girasoli
Funzione: Volontà, potere
Parti del corpo associate: Stomaco, milza, pancreas, milza, dotti biliari




Cosa non riesco a mandare giù?
Chi o cosa non sopporto?
Cosa o chi mi da fastidio?
Ho un peso sullo stomaco perchè? 


Facciamoci queste domande quando ci fa male, quando abbiamo dei bruciori o pesantezze allo stomaco che non riusciamo a spiegare..
Siamo incapace di vedere cosa sta accadendo dentro di noi, cosa sono e da dove arrivano le nostre emozioni, quindi è piu' semplice e piu' comodo dare la colpa al cibo, a qualche cibo che pensiamo non poter digerire e così inconsciamente rifuggiamo dai nostri conflitti, dalle paure e dai nostri veri problemi.


Quando abbiamo questi fastidi significa solitamente che non riusciamo ad esprimere positivamente la nostra aggressività, la tratteniamo dentro e ce la rivolgiamo contro, da qui ulcere, gastriti e bruciori di stomaco, oppure la proiettiamo sul cibo e lo facciamo diventare il responsabile dei nostri malesseri, quelle che poi chiamiamo, intolleranze, allergie e intossicazioni.
Facciamoci quelle domande quando abbiamo un malessere allo stomaco e rispondiamoci con sincerità e invece di eliminare subito il cibo, eliminiamo quello che invece proprio non riusciamo a digerire della nostra vita.

Manipura come lo riequilibriamo?

Per armonizzare il terzo chakra possiamo fare una meditazione ad occhi chiusi, sdraiate e con il capo rivolto a sud, appoggiamo i cristalli sulla pelle all'altezza del terzo chakra, utilizziamo il quarzo citrino, occhio di tigre e tutte le pietre di color giallo e arancio, ricordiamoci di sciacquarle sotto l'acqua corrente dopo che le abbiamo usate.
Possiamo fare dei massaggi circolari all'altezza del plesso solare con olio sesamo e poche gocce di oli essenziali di arancio, finocchio, geranio e zenzero.
Per il nostro terzo chakra indossiamo qualcosa di arancio, come una sciarpa visto che la stagione invernale è alle porte.
Alcune tecniche di Yoga o di Tai Chi Chuan riportano equilibrio i chakra. 
Facciamoci fare un trattamento completo di Reiki da un operatore e ci renderemo subito conto in che stato di completo benessere e relax ci ritroveremo. 
Il Reiki ci aiuta anche a prendere coscienza delle situazioni della nostra vita che .. "ci stanno sullo stomaco"


Grazie


Io contribuisco con una ricetta irriverente, quella per preparare in casa la senape, una salsa notoriamente pungente e da molti considerata “eccessiva” e possibile causa di acidità di stomaco.
Per venire incontro alle esigenze del progetto, ne ho elaborata una versione vegan, che utilizza la stevia al posto del classico miele e un condimento balsamico, per non esaltare la componente amaricante di questi semini.
Ci aggiungo anche una proposta di abbinamento, con delle cotolette vegetali e delle patate al cartoccio, perché il principio nutritivo chiave per il riequilibrio del terzo chakra sono proprio gli amidi. 


Ho trovato particolarmente interessante l'accostamento tra un'etica alimentare rigorosa come quella vegana e un vino che della frivolezza è invece, un po' il simbolo. Sarà che lo si considera prevalentemente un aperitivo, sarà per la bassa gradazione alcolica, ma spesso si dimentica che un prosecco ben fatto può sostenere con disinvoltura anche piatti meno immediati del finger food, sempre che non siano particolarmente elaborati. Il Prosecco DOCG Brut Carpené Malvolti si fregia di una struttura particolarmente pronunciata, legata anche al basso residuo zuccherino, che, tuttavia nulla toglie alla sua complessiva rotondità e armonia. Il profumo è soavemente fruttato, venato di verde, e la persistenza al palato piuttosto prolungata, come già rivela, all'esame visivo, la finezza del perlage. 


Ingredienti per la senape vegana:
Procedimento:
Trita grossolanamente i semi di senape, senza ridurli in polvere troppo fine. Versa acqua a filo, sbattendo con una forchetta, in maniera da incorporarla ed ottenere una consistenza cremosa.
Lascia riposare per circa mezz’ora, prima di aggiungere gli altri ingredienti.
Trasferisci la senape in vasetti a chiusura ermetica, riponi in frigorifero e attendi almeno una giornata prima di consumare, affinché le componenti amaricanti dei semi di senape si disperdano parzialmente.

Per servire
Per le jacked potatoes, acquista delle patate biologiche, coltivate senza uso dei pesticidi e della cui provenienza sei assolutamente sicura, così potrai consumarne anche la buccia: lavale bene e raschia l’esterno con uno spazzolino, per eliminare tutta la terra. Con i rebbi di una forchetta, pratica dei fori su tutta la superficie, incidi una croce e avvolgi ciascuna in un foglio di stagnola. Passale in forno a 180° per circa un’ora o finché non saranno tenere. Negli ultimi 10 minuti di cottura, inforna anche le cotolette, irrorate con un filo d’olio.