21/nov/2014

Crostata "Intreccio" (o almeno ci proviamo) con Marmellata di Arance Amare, Nocciole Tostate e Cannella

 Teglia per Crostate Festonata Domo SpA

E’ solo una crostata e non dovrebbe stare qui… la pubblico perché era buonissima e perché, per realizzarla, ho utilizzato un paio di tecniche che avrebbero dovuto, teoricamente, garantirle l’aspetto della classica pie o tart americana: griglia intrecciata e bordi pizzicati…

Beh, immagino di dovermi esercitare un bel po’, visto che il mio compagno, non solo non ci ha minimamente fatto caso, ma quando ho insistito con petulanza perché lo notasse, mi ha chiesto

“E dovrebbe essere una bella cosa, una cosa positiva?”

“Sì… è… è per via di Nonna Papera…”

“Non noto alcuna differenza”

“Ma ho impiegato più di un’ora”

“E perché hai fatto tanto lavoro per una cosa che non si vede?”


Insomma, fai come ti pare, se vuoi arrotolare dei cordoncini di frolla e spargerli a caso sulla marmellata, non sarò certo a io a dissuaderti, tanto mi pare di capire che non importa a nessuno.


Teglia per Crostate Festonata Domo SpA 

Ingredienti:
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 100 gr di burro
  • un vasetto di marmellata di arance amare
  • una manciata di biscotti sbriciolati



Teglia per Crostate Festonata Domo SpA

Procedimento:

Nel boccale del mixer, mescola tutti gli ingredienti in polvere, unisci l’uovo e il burro a pezzetti e lavora fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Riponi in frigo a riposare per circa 30 minuti.

Nel frattempo tosta brevemente le nocciole in una padella senza grassi e pestale grossolanamente al mortaio.

Imburra bene una teglia da crostate di 26 cm di diametro e fodera il fondo e i laterali con 2/3 della frolla. Riempi l’interno con la marmellata di arance.

Stendi la frolla restante e ricavane 10 strisce. Mettendo la teglia davanti a te, distribuisci la metà di esse sulla marmellata, orizzontalmente rispetto a te.

Ripiega la prima, la terza e la quinta striscia su sé stesse, molto vicino al bordo, e disponi un’altra striscia verticalmente. Passaci sopra quelle precedentemente ripiegate, quindi ripiega la seconda e la quarta e stendine un’altra per verticale. Ripeti questo procedimento fino a esaurimento della frolla. Ho cercato diversi tutorial per mostrarti come fare, forse il più attendibile è questo, anche se io non ho ottenuto un intreccio così fitto e l’ho realizzato direttamente sulla torta, basandomi sulle indicazioni trovate nel Jamie’s di novembre. Nel link che ti ho dato, consiglia di aggiungere un cucchiaio di aceto all’impasto, per una frolla più elastica.

Per il bordo smerlato, pizzica tutto attorno i bordi tra il pollice e l’indice della mano destra e premi nell’incavo ottenuto con l’indice della sinistra, per formare una specie di V. Anche in questo caso, immagino che l’uso dell’aceto sia utile.

Cospargi la superficie della crostata con le nocciole tostate e le briciole di biscotti e spolvera la griglia con lo zucchero a velo.


Inforna a 180° per circa 30 minuti. 

19/nov/2014

Pancakes di Zucca e Sgombro al Cren e Insalata di Germogli Misti alla Vinaigrette di Alici Piccanti


Oggi ti propongo una ricetta particolare: Pancakes di Zucca e Sgombro alla Salsa Kren e Insalata di Germogli Misti alla Vinaigrette di Alici Piccanti

Premessa:
La ricetta dei pancakes alla zucca era comparsa sul Jamie’s Magazine di ottobre (a proposito, qualcuno è riuscito a trovare il numero di novembre? Qui sembra irreperibile…) e mi aveva colpito tantissimo.

Ho indugiato un po’ prima di realizzarla, perché mi sembrava un po’ laboriosa, il passaggio di precuocere la zucca complica un filo le cose, ma se hai occasione di accendere il forno per altre preparazioni, puoi cogliere la palla al balzo, infilarci anche un pezzo di zucca e arrostirla finché non diventa morbida.


Dato che, per festeggiare i successi universitari di mio cugino, gli avevo promesso una cena di pesce, ho avuto l’idea di aggiungere all’impasto anche dei filetti di sgombro, basandomi su un abbinamento proposto dallo chef Igles Corelli, che sul momento mi parve un po’ strano, ma, in realtà, funziona molto bene, perché la tendenza dolce della zucca si combina con il gusto deciso del pesce e dà luogo a un risultato bilanciato.

Questo equilibrio mi ha permesso di servire con l’entrée un Prosecco DOCG Brut Carpené Malvolti particolarmente profumato e armonioso, con note fruttate e vegetali, caratterizzato da un raffinato e persistente perlage che ne garantisce il retrogusto pronunciato necessario a prepararsi al boccone successivo. La sua caratteristica morbidezza, malgrado il basso livello di zuccheri residui, sostiene bene anche la vena piccante della vinaigrette e quella pungente dei germogli.


Ingredienti per i pancakes:
  • 400 gr di zucca arrostita, pesata al netto degli scarti
  • 100 gr di filetti di sgombro al naturale
  • un cucchiaino di Salsa Kren Zuccato
  • sale
  • pepe
  • due confezioni di miscela per pancakes (Minceur Discount)
  • olio extravergine di oliva


Ingredienti per la Vinaigrette:


Ingredienti per l’insalata:


Procedimento:
Passa al mixer la polpa della zucca e lo sgombro, scolato del liquido di conservazione. Trasferisci la purea ottenuta in una fondina e condiscila con la Salsa Kren, il sale e il pepe. Unisci la miscela per pancakes e la metà dei liquidi indicati sulla confezione.
Scalda un filo d’olio in una padella e versa una cucchiaiata di composto. Rifila i bordi con l’aiuto di una spatola, spingendoli delicatamente verso l’interno, in maniera da dare ai tuoi pancakes una forma regolare. Se sei abbastanza abile puoi cuocerne anche 3-4 per volta, secondo le dimensioni del tegame.
Quando sulla superficie del pancake si cominciano a formare delle bolle, giralo e completa la cottura dall’altro lato (essendo il composto reso molto umido dalla presenza della zucca, occorrerà più tempo del normale).
Tieni i pancakes in caldo, mentre prepari la vinaigrette: sciogli le alici, con il loro fondo piccante su fiamma bassa.  A parte, incorpora la senape al succo di limone, unisci le alici disciolte e sbatti bene con una forchetta, per emulsionare.
Servi i pancakes contornati di germogli conditi con la vinaigrette.
Per risultati ottimali vi consiglio di utilizzare la Salsa Kren Zuccato.



17/nov/2014

Gnocchi di Patate al Pesto con Pinoli Tostati e Pomodori Confit


So che tecnicamente i pomodori non sono di stagione, ma, di fatto, sono un po’ in ritardo con la pubblicazione della ricetta, che inserisco adesso per spezzare il filone sui toni del giallo arancio che ultimamente la fa da padrone nel mio blog. Se poi mi è concesso di essere spudoratamente sincera, devo ammettere che, magari non in Gennaio, ma almeno fino a ottobre-novembre riesco a trovare dei bei pomodorini e non ho troppi rimorsi nell’acquistarli, credo vengano dalla Sicilia e, comunque, dopo le recenti polemiche sul made in Italy, a meno di non disporre di un proprio orto personale, mi sembra non sia il caso di andare tanto per il sottile.
Sicuramente il mio blog è ricchissimo di primi piatti con pomodori confit, ma avevo sempre utilizzato pasta o riso, mai gnocchi, ed ero curiosa di scoprire come funziona l’abbinamento tra una base a tendenza dolce, come la patata, e un condimento la cui naturale acidità si trasforma lentamente in caramello profumato, attraverso la lenta cottura al forno.
Beh, sicuramente l’apporto sapido del pesto (o quantomeno di un formaggio a media stagionatura) è utile, quindi è in questa veste che ti propongo i miei gnocchetti.

Questo piatto si sposa bene con un vino “pulito” al gusto e all’olfatto: personalmente per le preparazioni a prevalenza vegetale prediligo il Pinot Bianco, ma, stavolta, per la presenza del pomodoro e del formaggio, ho pensato a qualcosa di più strutturato, un Pinot Nero vinificato in bianco, una pratica di cantina normalmente utilizzata per la produzione di spumanti, ma che trova nell’Oltrepò Pavese un’espressione autonoma molto felice, come dimostra la versione proposta dall’Azienda Agricola Francesco Quaquarini, gradevole armonia di profumi fruttati freschi, che si aprono gradualmente verso note verdi, ad ammiccante richiamo di quelle del pomodoro e del basilico.



Ingredienti:


Procedimento:
Disponi i grappoli di pomodorini, completi di raspo, in una pirofila (ti servirà più tardi per condire gli gnocchi, quindi utilizzane una abbastanza profonda, tipo quelle da soufflé), cospargi con il basilico sminuzzato con le mani il sale, il miele, irrora con l’olio e inforna a 180° per circa un’ora. Normalmente, quando voglio candire qualcosa, approfitto per cuocerla insieme ad altre pietanze, per ottimizzare l’uso del forno, quindi, anche se la procedura prevedrebbe temperature basse e tempi lunghi, la adeguo alle esigenze delle altre preparazioni, il risultato non cambia un granché.
Quando i pomodori saranno quasi raggrinziti e avranno rilasciato buona parte del proprio succo, che, sul fondo, avrà formato un caramello deliziosamente scuro, sfornali e stacca il gambo.
Tosta velocemente in padella i pinoli, senza farli scurire troppo e mettili da parte.
Lessa gli gnocchi secondo le istruzioni sulla confezione e, via via che vengono a galla, scolali con una ramina e trasferiscili nella pirofila con i pomodori.

Mescola bene, aggiungi il pesto (io preferisco farlo all’ultimo momento, per evitare che il formaggio, dopo essersi fuso, si rapprenda e assuma una consistenza che non gradisco) e servi cosparsi di pinoli tostati. 

16/nov/2014

Cucina Consapevole: Senape Vegana e qualche idea per servirla



Eccoci al terzo appuntamento con Emanuela di Reiki Metodo di Benessere, per parlare di chackra e cucina, un connubio insolito, che, però, sta dando ad entrambe, e speriamo anche ai nostri lettori, molti spunti interessanti.
Molta acqua è passata sotto i ponti da quando Emanuela mi ha proposto di unire le nostre forze in una direzione creativa, che ci fornisse un’occasione di crescita e apprendimento. Io sto riscoprendo una mia dimensione spirituale ed Emanuela si è messa a cucinare. Sono convinta che, se nemmeno a metà del percorso siamo tanto cambiate, il futuro ci riserverà altrettante sorprese.

Emanuela oggi ci parla di Manipura, il terzo chackra, quello che, volgarmente, definiamo la bocca dello stomaco, quello che ci brucia quando siamo convinti di aver mangiato qualcosa di indigesto e che invece, con questa infiammazione, vuole comunicarci che non è il cibo, ma una particolare situazione della nostra vita a non essere adatta a noi.
Per approfondire, ti rinvio al blog di Emanuelache oggi, tra le altre, cose, per rimanere in tema gastronomico, farà un po’ di chiarezza sulle tanto diffuse intolleranze e sul tipo di segnali che intende trasmetterci il nostro corpo quando sembra rifiutare un alimento.

"Eccomi a parlare del terzo chakra, prima però questa volta mi soffermo a dirvi cosa è un chakra.

La parola chakra, viene dal Sanscrito e significa "ruota" e sta ad indicare i setti centri energetici nel nostro corpo sui quali Reiki lavora profondamente.
Ciascuno di questi centri è connesso con il nostro Sistema Nervoso Autonomo, nonchè ai livelli della Coscienza, ai colori, ai suoni, alle funzioni del nostro corpo e alle fasi dell'esistenza.



Il terzo chakra o Manipura è il luogo della Luce, dell'energia solare, della combustione, della trasformazione della materia in energia.
E' il regno dell'affermazione, della volontà, del potere che nasce da dentro, dell'autonomia e del taglio del cordone ombelicale.
In Manipura noi ci innalziamo per trasformare qualsiasi evento in Energia vitale, in forza e in saggezza. 
Nel terzo chakra risiede il vero potere ed è potente e solare, rivela ad ognuno di noi il diritto di esistere e la propria collocazione nell'universo, promuovendo l'auto accettazione.
Il terzo chakra è collocato all'altezza del nostro stomaco e la ghiandola corrispondente è il pancreas.



Simbolo: Città dei gioielli
Localizzazione: Plesso solare, stomaco

Ghiandole: Pancreas
Bija mantra: Ram
Verbo: Io posso
Colore: Giallo, rosso
Aromi collegati:Lavanda, rosmarino, bergamotto
Pianeta reggente: Giove
Cibi: Carboidrati
Metallo: Rame
Pietre:Oro, quarzo citrino, occhio di tigre
Aspetti preferiti della natura: Luce del sole, campi di grano maturo, girasoli
Funzione: Volontà, potere
Parti del corpo associate: Stomaco, milza, pancreas, milza, dotti biliari




Cosa non riesco a mandare giù?
Chi o cosa non sopporto?
Cosa o chi mi da fastidio?
Ho un peso sullo stomaco perchè? 


Facciamoci queste domande quando ci fa male, quando abbiamo dei bruciori o pesantezze allo stomaco che non riusciamo a spiegare..
Siamo incapace di vedere cosa sta accadendo dentro di noi, cosa sono e da dove arrivano le nostre emozioni, quindi è piu' semplice e piu' comodo dare la colpa al cibo, a qualche cibo che pensiamo non poter digerire e così inconsciamente rifuggiamo dai nostri conflitti, dalle paure e dai nostri veri problemi.


Quando abbiamo questi fastidi significa solitamente che non riusciamo ad esprimere positivamente la nostra aggressività, la tratteniamo dentro e ce la rivolgiamo contro, da qui ulcere, gastriti e bruciori di stomaco, oppure la proiettiamo sul cibo e lo facciamo diventare il responsabile dei nostri malesseri, quelle che poi chiamiamo, intolleranze, allergie e intossicazioni.
Facciamoci quelle domande quando abbiamo un malessere allo stomaco e rispondiamoci con sincerità e invece di eliminare subito il cibo, eliminiamo quello che invece proprio non riusciamo a digerire della nostra vita.

Manipura come lo riequilibriamo?

Per armonizzare il terzo chakra possiamo fare una meditazione ad occhi chiusi, sdraiate e con il capo rivolto a sud, appoggiamo i cristalli sulla pelle all'altezza del terzo chakra, utilizziamo il quarzo citrino, occhio di tigre e tutte le pietre di color giallo e arancio, ricordiamoci di sciacquarle sotto l'acqua corrente dopo che le abbiamo usate.
Possiamo fare dei massaggi circolari all'altezza del plesso solare con olio sesamo e poche gocce di oli essenziali di arancio, finocchio, geranio e zenzero.
Per il nostro terzo chakra indossiamo qualcosa di arancio, come una sciarpa visto che la stagione invernale è alle porte.
Alcune tecniche di Yoga o di Tai Chi Chuan riportano equilibrio i chakra. 
Facciamoci fare un trattamento completo di Reiki da un operatore e ci renderemo subito conto in che stato di completo benessere e relax ci ritroveremo. 
Il Reiki ci aiuta anche a prendere coscienza delle situazioni della nostra vita che .. "ci stanno sullo stomaco"


Grazie


Io contribuisco con una ricetta irriverente, quella per preparare in casa la senape, una salsa notoriamente pungente e da molti considerata “eccessiva” e possibile causa di acidità di stomaco.
Per venire incontro alle esigenze del progetto, ne ho elaborata una versione vegan, che utilizza la stevia al posto del classico miele e un condimento balsamico, per non esaltare la componente amaricante di questi semini.
Ci aggiungo anche una proposta di abbinamento, con delle cotolette vegetali e delle patate al cartoccio, perché il principio nutritivo chiave per il riequilibrio del terzo chakra sono proprio gli amidi. 


Ho trovato particolarmente interessante l'accostamento tra un'etica alimentare rigorosa come quella vegana e un vino che della frivolezza è invece, un po' il simbolo. Sarà che lo si considera prevalentemente un aperitivo, sarà per la bassa gradazione alcolica, ma spesso si dimentica che un prosecco ben fatto può sostenere con disinvoltura anche piatti meno immediati del finger food, sempre che non siano particolarmente elaborati. Il Prosecco DOCG Brut Carpené Malvolti si fregia di una struttura particolarmente pronunciata, legata anche al basso residuo zuccherino, che, tuttavia nulla toglie alla sua complessiva rotondità e armonia. Il profumo è soavemente fruttato, venato di verde, e la persistenza al palato piuttosto prolungata, come già rivela, all'esame visivo, la finezza del perlage. 


Ingredienti per la senape vegana:
Procedimento:
Trita grossolanamente i semi di senape, senza ridurli in polvere troppo fine. Versa acqua a filo, sbattendo con una forchetta, in maniera da incorporarla ed ottenere una consistenza cremosa.
Lascia riposare per circa mezz’ora, prima di aggiungere gli altri ingredienti.
Trasferisci la senape in vasetti a chiusura ermetica, riponi in frigorifero e attendi almeno una giornata prima di consumare, affinché le componenti amaricanti dei semi di senape si disperdano parzialmente.

Per servire
Per le jacked potatoes, acquista delle patate biologiche, coltivate senza uso dei pesticidi e della cui provenienza sei assolutamente sicura, così potrai consumarne anche la buccia: lavale bene e raschia l’esterno con uno spazzolino, per eliminare tutta la terra. Con i rebbi di una forchetta, pratica dei fori su tutta la superficie, incidi una croce e avvolgi ciascuna in un foglio di stagnola. Passale in forno a 180° per circa un’ora o finché non saranno tenere. Negli ultimi 10 minuti di cottura, inforna anche le cotolette, irrorate con un filo d’olio.

14/nov/2014

Muffins di Ricotta con Crumble al Caffè


Il mese di Novembre ci sta regalando quanto di meglio da questa stagione ci si possa aspettare: fine settimana inteneriti da un sole timido e tiepido, che accarezza le foglie degli alberi, ormai intensamente gialle, tranne qualche esplosione di rosso che ti lascia senza respiro; temperature abbastanza clementi da rendere indimenticabile il tempo trascorso all’aria aperta, che la sera si abbassano quel tanto che basta per lasciarti gioire di una tazza di brodo caldo o di vin brulée; cieli bianchi che sembrano di ovatta e ammantano di nebbia il paesaggio e piogge battenti che rendono ancora più dolce il languore di certe serate illuminate solo dall’abat jour, rotte solo dal fruscio delle pagine di un romanzo fantasy che ti trasporta dove le nevi e i ghiacci sono perenni.  
Anche i profumi nell’aria sono cambiati: quello frizzante del mosto ottobrino ha lasciato il posto al fumo delle stoppie e delle caldarroste, ai semi di finocchio di certi salumi, al borbottio denso dei cocci dove ribolle la zuppa e a qualche spruzzata di cannella, che anticipa il Natale. 


Le mie mattine, però, in qualsiasi periodo dell’anno, a qualsiasi latitudine mi trovi, sono sempre impregnate di caffè. Il mio caffè è fatto con la moka, cialde e capsule sono riservate alla colazione al bar che mi concedo il sabato quando vado al mercato o sulla strada che porta verso la meta della consueta gita domenicale; sdegno le macchinette automatiche; mi adatto al caffè americano, come alle stravaganti declinazioni di Starbucks per la merenda; anche nei miei viaggi più remoti non ho mai mancato di imbarcare al check in il bollitore e una confezione di solubilecomedicoio.

Non c’è da stupirsi che un cake al caffè cosparso di crumble al caffè diventasse la mia ossessione dal momento in cui ne ho letto su Sale&Pepe (mi sembra di ottobre) a quando, finalmente, ho trovato il modo di prepararlo, suddividendo, però, l’impasto in 8 pirottini da muffin, per nessun motivo in particolare, se non che mi sembravano più graziosi. 


Ingredienti per il crumble:

Procedimento:
Setaccia gli ingredienti in polvere, unisci il burro freddo in dadini e lavora rapidamente con la punta delle dita per formare delle briciole. Riponi in frigo mentre prepari i muffin.

Ingredienti per i muffin:

(oppure 130 gr di farina di farro, 100 gr di zucchero e un cucchiaino di lievito per dolci)

Procedimento:
In una fondina capiente mescola gli ingredienti in polvere (io ho utilizzato una miscela professionale, ma ti ho dato in corsivo, tra parentesi, le dosi esatte per sostituirla con prodotti che puoi trovare in vendita al dettaglio) e il caffè.
In una bastardella sbatti leggermente le uova, lavorale a crema con la ricotta e stempera con la grappa.
Versa gli ingredienti liquidi su quelli in polvere e mescolali sommariamente, lasciando dei grumi, se capitano, come si fa normalmente per i muffin.
Distribuisci il composto in uno stampo per muffin rivestito di pirottini e spolvera la superficie con le bricioline al caffè.
Inforna a 180° per circa 15 minuti o fino a quando uno stuzzicadenti, inserito al centro di uno dei dolcetti, non ne uscirà pulito.
Fai intiepidire prima di sformare. 

12/nov/2014

Ceci con Verdure

“Si mangia, si beve… e chi c’ammazza”.Il mio compagno ed io siamo incorreggibili: usciamo con l’intenzione di assistere a un dibattito sulla vinificazione in anfora e non ci prendiamo nemmeno il disturbo di affacciarci nella sala conferenze, ci fermiamo nell’area dedicata alle degustazioni; ci dirigiamo verso la biblioteca, che ospita la celebrazione del Capodanno Islamico, nell’ambito di un progetto interculturale, e deviamo per la gelateria; facciamo 50 km per un mercatino di filiera corta (e già qui ci sarebbe da opinare) e torniamo indietro non con bietole o cavolfiori, ma con Vin Santo, finocchiona e altre cose che non dovremmo mangiare, almeno io, se non altro perché sono reduce da un’ospedalizzazione lampo, di cui la mia latitanza la scorsa settimana.
Con questi precedenti e appurato che il collante della mia vita sociale e relazionale è non il sottile epicureismo, bensì l’ingordigia in stile baccanale (o party a Capitol City, dipende dal filone culturale a cui ti senti più vicina), mi sento quasi farisea nel proporti una ricetta legata a un progetto di educazione alimentare, quello promosso da Bioitalia attraverso i foodblog, per dare voce ai consigli della nutrizionista Concetta Mauriello. 



Il punto, però, è che non si può sempre assecondare la gola, come nemmeno negarsi tutto, e, senza arrivare a una sorta di bipolarismo gastronomico fatto di peccati capitali e quaresime, esiste tutta una categoria di alimenti/abbinamenti da rivalutare.
L’avresti detto che un’insalata di ceci può essere chic?


Ingredienti:

Procedimento:
Scola i ceci del liquido di conservazione e sciacquali brevemente. Mescolali con i germogli.
Sciogli il sale nell’aceto di mele, aggiungi l’olio e sbatti con una forchetta per emulsionare. Utilizza la
vinaigrette per condire la tua insalata e, se ti piace, aggiungi un po’ di pepe.




10/nov/2014

Fusilli di Timilia con Alici Piccanti e Cavolfiore "di recupero"




Mi piace, di tanto in tanto, affacciarmi sul blog con una ricetta di recupero, per ricordarti quanti di quelli che consideriamo scarti siano, in realtà, alimenti che possono essere consumati e non soltanto in veste punitiva.  Foglie esterne, torsoli, bucce,  gambi, tante cose che non impieghiamo per le preparazioni più delicate o che necessitano di una cottura breve, che le parti più dure ostacolerebbero.
Le foglie esterne del cavolfiore (ma dei cavoli in generale), stufate e condite con un filo d’olio, o lessate nel brodo vegetale, sono un ottimo sistema per ricavare una porzione di verdura a costo zero, ma, combinate con gli ingredienti giusti, possono anche essere la base di un pasto completo e gustoso.
Debitamente saltate in padella, perdono il retrogusto amarognolo tipico delle crucifere, stemperano la vena sapida delle alici piccanti e si sposano felicemente con una pasta di grani antichi, la varietà “Tintilia”, uno di quei cereali di facile coltivazione e ad alta resa che non si trovano quasi più perché il mercato esige prodotti più raffinati.

Qualche tempo fa, al corso FISAR abbiamo tentato un abbinamento tra un Lugana e una zuppa di cavolo, ma niente da fare, il finale ammandorlato del vino innescava l’amaro della verdura e il fin di bocca era sgradevole. Per andare sul sicuro, sulle verdure preferisco sempre un vino profumato, ma più agile, senza venature aromatiche troppo acute che potrebbero riflettersi nel gusto. Perfetto un Pinot Bianco altoatesino, per me il Prunar Erste Neue 2013, un annata non facile, che ha richiesto, in vigna e in cantina, un lavoro accurato, per mantenere gli alti standard qualitativi dell’azienda. Ne nasce un vino odoroso di frutta bianca e fiori delicati, equilibrato e morbido in bocca, con una bella freschezza, ma privo di pungenze. Perfetto da sorseggiare come aperitivo, mentre prepari la pasta, si addice anche ad accompagnarla, grazie alla ricca ed armoniosa struttura.

Ingredienti:

Procedimento:
Lava bene le foglie di cavolfiore e scottale a vapore per  10 minuti (5, se utilizzi la pentola a pressione). Tagliale a listarelle.
Tosta i pinoli in una padella senza grassi e mettili da parte.
Sciogli le alici, con la loro salsa, a fiamma bassa e utilizza il fondo formatosi per insaporire le verdure.
Lessa i fusilli secondo le istruzioni sulla confezione e trasferisci l’amido che via via affiora in superficie nella casseruola con le alici e il cavolfiore.
Scola la pasta al dente e saltala nel condimento.

Servi cospargendo ogni porzione con i pinoli tostati.