
Premetto che, malgrado i tre pasti alle belve susseguitisi tra il 24 e il 25 Dicembre, non sento l'impellente necessità di rimediare: un po' per forma mentis personale, un po' per tradizione familiare (che nemmeno le insistenze della mia famiglia acquisita - suocera &Co. - riescono a scalfire) non ho mai trovato particolarmente intelligente abbuffarmi per due giorni di fila e poi fare penitenza fino al 31 Gennaio... Anche in presenza di pasti pluriportata mi limito all'assaggino, al rifiuto della seconda porzione e allo scarto di tutto quello che non mi fa impazzire, certa che, tanto, gli avanzi derivanti da quello che ho disdegnato finiranno incartati nella stagnola e potrò gustarmeli con calma e a stomaco lucido il giorno dopo.
Da dove mi venga tanta abnegazione non lo so, ma comincio a pensare che una vita contemplativa di rinuncia mi si addirrebbe maggiormente di quella conviviale che le feste comportano.
Dicevamo comunque delle ricette depurative... forse a questo punto sarebbe più sensato parlare del cenone del 31, ma ormai da tre anni passo la notte di San Silvestro in una camera d'albergo, mangiando cibi pronti, sacrificando la mia passione per la cucina a quella per i viaggi e, ovviamente, rifiutandomi di investire una cifra equivalente a quella che spendiamo per l'albergo, in un cenone al ristorante.
Quest'anno tocca alla Provenza, dove arriveremo domani nel tardo pomeriggio... presumo quindi che cercare un posto dove mangiare sarà impossibile e per questo mi sono premunita con salmone in scatola, carne di maiale in gelatina, panbauletto integrale, cous cous precotto, salumi, bollitore e dolcetti vari...
Triste? Non saprei, a me l'idea di passare il primo giorno dell'anno sur le pont d'Avignon (L'on y danse, l'on y danse) piace più di quella di trascorrere la sera precedente a tavola.
Preferisco quindi lasciarvi, con i miei auguri per un 2009 di gioia e pace per voi e tutti i vostri affetti più cari, una scelta di zuppe/minestrine/vellutate da preparare nei "pasti tampone", per tornare allo sbaraglio con qualcosa di più robusto al mio rientro (quando sicuramente sarò munita di prodotti tipici strampalati da impiegare con solerzia in invenzioni culinarie altrettanto stravaganti).

Effettivamente, in origine, non si trattava di un piatto propriamente ipocalorico, ma con le dovute accortezze salvalinea può diventare un pasto completo gratificante e digeribile.
Ingredienti:
- 100 gr di gries (semolino)
- 20 gr di burro (io ho usato un cucchiaio di margarina bio senza grassi idrogenati, che non ha meno calorie del burro, ma è più sana)
- 1 uovo
- 1 bicchiere di latte (io ho usato acqua, si risparmiano 60 calorie a porzione)
- 1 grattugiata di parmigiano
- sale
- noce moscata
- 1 lt di brodo vegetale
Procedimento
Si impastano tutti gli ingredienti e si formano delle palline, che si cuociono nel brodo bollente per 20 minuti. Si possono servire con un'altro po' di parmigiano.

La Vichyssoise nasce fredda... ma quello delle zuppe fredde è un capitolo che mi ripropongo di approfondire con la bella stagione, anche se temo mi causerà qualche problema di coordinamento, dato che non riesco ancora a immaginare come potrei preparare la zuppa al ritorno dall'ufficio e farla raffreddare in tempo per la cena... forse potrebbero diventare il mio pranzo del sabato da maggio a settembre, voi che ne pensate?
In ogni caso, nel mio libro delle zuppe, che propone 100 ricette di zuppe diverse, con 5 varianti per ciascuna, per un totale di 500 preparazioni, una delle possibili versioni della Vichyssoise era proprio "in caldo".
La Vichyssoise è una zuppa classica, tutt'altro che leggera, per la compresenza di panna e latte, ma ve la propongo ugualmente, perché con queste dosi vengono fuori 4 porzioni abbondanti e sazianti, che possono fare le veci di un pasto. Inoltre è a base di porri, che sono diuretici e indicati per i disturbi gastrici che spesso si presentano alla terza fetta di panforte.

Ingredienti:
- 3 porri (compresa la parte verde)
- 1 patata medio-grande
- 25 gr di burro (idem come sopra, si può sostituire con margarina bio)
- 400 ml di brodo vegetale
- 175 ml di latte
- 150 ml di panna
- sale
- pepe
- erba cipollina
Procedimento:
Sul fondo della pentola a pressione, far appassire nel burro i porri affettati finemente per qualche minuto, aggiungere la patata a cubotti, il brodo, il latte, chiudere il coperchio e far cuocere per 10 minuti dal fischio.
Frullare il tutto e aggiungere la panna. Riportare a ebollizione e far addensare a piacere.
Si serve cospargendo la superficie di erba cipollina.
- 1/4 di cipolla
- 300 gr di piselli
- 350 ml di brodo vegetale
- 2 cucchiai di latte
- olio
- sale
- pepe
- crostini di pane abbrustoliti (o fritti) per accompagnare
















































