04 mar 2014

Mia suocera, le Acciughe e le Cime di Rapa



Mi imbarazza un po’ ammetterlo, ma fino a un po’ di tempo fa non riuscivo ad avere un buon rapporto con mia suocera: non ci sono mai state vere e proprie discussioni, ma sicuramente incomprensioni, ripicche e capricci, soprattutto da parte mia.
Siamo due persone molto diverse, per l’educazione e l’ambiente da cui proveniamo, lei è sempre vissuta in un contesto di rapporti familiari intensi, in cui l’amore e la dedizione agli altri hanno il primo posto, io ho ricevuto una formazione più pragmatica, individualista e poco incline ai sentimentalismi.
Per molti anni, ho considerato il suo un approccio quasi tribale e sono stata infastidita da certe sollecitudini, ma poco a poco, mi sono addolcita e ho cercato di creare con lei una qualche forma di complicità. All’inizio non nego di essermi dovuta sforzare parecchio, ma piano piano abbiamo stabilito un’intesa e talvolta e con molta misura accetto anche di essere “coccolata”.
Qualche giorno fa mi sono svegliata al mattino con un peso sul cuore e un gran bisogno di affetto e, nel dormiveglia, la prima persona a cui ho pensato è stata lei. Mi è sembrato singolare non pensare a mia mamma, ma bisogna anche dire che nella mia famiglia nessuno è propenso a grandi slanci.  
Poco dopo le ho telefonato, tanto so che, come me, si sveglia presto, e le ho chiesto la ricetta per la pasta con le cime di rapa. “Fatti dare quelle con i boccioli, non solo le foglie, che qui non le conoscete e l’ortolano cerca sempre di rifilarti le foglie senza le infiorescenze. Dai napoletani devi andare, loro lo sanno”.
Due ore dopo ero dal mio ortofrutta di fiducia, che è egiziano, non napoletano, ma non mi tradisce mai, e per pranzo ho preparato questo bellissimo primo piatto della tradizione pugliese, a cui ho aggiunto un mio personalissimo tocco marino a base di gustosissime acciughe.

A desinare, normalmente, non bevo alcolici, ma da qualche parte avevo letto un’interessante articolo che proponeva il Cabernet come rosso da pesce, in particolare in abbinamento a piatti sapidi, con una forte presenza vegetale, che richiamasse la nota di peperone tipica di questo uvaggio e ne bilanciasse la dolcezza con una punta di amaro. Non c’era storia, volevo provarlo! Ho soddisfatto la mia curiosità con un Cabernet   Perlage, azienda affermatasi per la produzione di vini e prosecchi di pregio nel rispetto più rigoroso dei dettami dell’agricoltura biologica: in particolare il loro Cabernet è un bel blend di Franc e Sauvignon, dal colore cupo e dal profumo intenso di lampone e marasca, con un fondo verde di foglia di pomodoro e un po’ di spezie amare. Il sapore è appena meno sontuoso e più agile e asciutto; servito fresco, secondo me, con un piatto di mare ben condito, cucinato in umido o con sughi vegetali, il risultato è interessante, sicuramente da provare, per cambiare rispetto allo sfruttatissimo rosé che si rispolvera sempre e soltanto in queste situazioni un po’ al limite.


Ingredienti:

Procedimento:
Scola le acciughe dall’olio, elimina le eventuali lische più evidenti e mettile in ammollo per circa un’ora, cambiando l’acqua almeno 3-4 volte, per eliminare il sale in eccesso, visto che anche le acciughe sott’olio sono spesso piuttosto sapide.
Nel frattempo, prepara le cime di rapa: stacca le infiorescenze e scottale a vapore per 5 minuti. Io preferisco questo metodo, a quello classico, che consiste nel lessare le cime contemporaneamente alla pasta, perché così mi regolo meglio con i tempi e posso insaporire a dovere la verdura in anticipo, anziché  all’ultimo minuto, insieme alla pasta, trovo che il risultato sia più gustoso.
Scola le acciughe dall’ammollo, tamponale un po’ per asciugarle e disponile in una padella con una cucchiaiata o due di olio extravergine, il peperoncino a rondelle e il concentrato di pomodoro e scalda a fiamma bassa per sciogliere i filetti e formare una salsina densa e scura. Unisci le cime di rapa e rosolale un minuto.
Lessa la pasta secondo le istruzioni sul pacchetto, scolala al dente e saltala con il condimento alle cime di rapa.



Come vedi il procedimento è molto semplice e serve per ottenere una pasta con le cime di rapa un po’ più saporita di quella tradizionale. Mia suocera, ad esempio, mette solo un’acciuga e un po’ più di peperoncino.
Per una versione “ortodossa”, esistono anche molti preparati/liofilizzati, a me piacciono molto i primi Tiberino, che non sono proprio di quelli pronti in 5 minuti, ma quanto meno, racchiudono, in una busta, pasta e condimenti e permettono di preparare delle perfette orecchiette alla pugliese aggiungendo soltanto acqua e olio e senza sporcare troppe pentole. Per la verità, io aggiungo al piatto finito anche un’ulteriore spolverata di peperoncino e una manciata di friselle sbriciolate, per un tocco croccante.

Ti lascio con una domandina facile – facile, che ti permetterà di partecipare a un’iniziativa molto divertente, promossa da Fattoria Italia in occasione del lancio dei suoi Fancy Cubes. Per saperne di più, visita la pagina FB https://www.facebook.com/fattoriaitaliadadi.
Ma passiamo al quiz:
"Quale verdura, oggi ampiamente usata in cucina, era utilizzata come cibo per animali?"
Io lo so. E’ un ortaggio che amo tantissimo. E so anche che in alcune regioni italiane è a tutt’oggi considerato un alimento per il bestiame… allora? Indovinato?

Puoi rispondere inviando un’email all’indirizzo fattoriaitaliadadi@gmail.com

10 commenti:

Simo ha detto...

Sere, non parliamo di suocere, io vivo accanto alla mia e all'inizio non è stato facile neppure per me.
Ottimo questo piatto, che trovo rassicurante ed è uno dei miei primi preferiti!
Ti abbraccio

Ilenia Meoni ha detto...

Come ti capisco!!! quando magari vivi per tanti anni in una certa "restrizione" di sentimenti è molto difficile abbandonarsi ma quando ci riesci ti senti molto più felice....bellissima la tua scelta di apertura verso tua suocera è un gesto di profonda maturità dei sentimenti secondo me....a parte questo adoro questo piatto....anche in toscana amiamo la pasta con le rape e come dice tua suocera con le cime sono meglio!!! l'abbinamento con le acciughe poi deve essere super!!!

Valentina Profumo di cannella e cioccolato ha detto...

io adoro questo piatto!! acciughe e cime di rape.. buone!!

mango dash ha detto...

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Luca and Sabrina ha detto...

Sorvolo sul rapporto con la suocera. Prima di passare al piatto forte ti dico che sono curiosissima e non riesco ad immaginare quale verdura in passato fosse destinata al nutrimento del bestiame.
Quel piatto è squisito, gran carattere, sì mi piace, così come mi piace la tua scelta osata del vino. I rosè personalmente non rientrano nelle mie preferenze, ne ho bevuti tanti, ma mi hanno sempre convinta a metà, a parte uno, umbro, il 101 della Cantina Briziarielli, un colpo di fulmine, un incanto, un capolavoro.
Baci
Sabrina&Luca

Luca and Sabrina ha detto...

Sorvolo sul rapporto con la suocera. Prima di passare al piatto forte ti dico che sono curiosissima e non riesco ad immaginare quale verdura in passato fosse destinata al nutrimento del bestiame.
Quel piatto è squisito, gran carattere, sì mi piace, così come mi piace la tua scelta osata del vino. I rosè personalmente non rientrano nelle mie preferenze, ne ho bevuti tanti, ma mi hanno sempre convinta a metà, a parte uno, umbro, il 101 della Cantina Briziarielli, un colpo di fulmine, un incanto, un capolavoro.
Baci
Sabrina&Luca

CONTROTUTTI ha detto...

le acciughe non ci piacciono perciò la nostra ricetta prevede solo le cime di rapa, comunque il tuo piatto è meraviglioso

lucy ha detto...

alla fine andare d'accordo anche se si è diversi è una bella cosa e soprattutto tutti ci guadagnano...anche nelle piccole cose come chiedere una ricetta perchè si sa alle volte la saggezza la vince!ottima pasta

Alice ha detto...

la ricetta mi piace un sacco e terrò a mente l'idea di mettere a bagno le acciughe! di solito infatti ne metto pochissime e non salo assolutamente il piatto, ma voglio vedere come viene con il tuo suggerimento!

Elena Siano ha detto...

Sai Serena, quando ho letto di te e tua suocera mi sono venute in mente mia mamma e mia nonna paterna...da giovane mia mamma aveva delle crisi di insofferenza ma col tempo e' cresciuta apprezzando quell' atteggiamento che dall'oppressione sembrava essersi trasformato in protezione. ?.questo piatto e' buonissimo, noi lo facciamo spesso e l'acciuga e' stata aggiunta da quando abbiamo provato la ricetta barese che la contempla...ed hai ragione...e' tanto azzeccata! !! Trovo queste foto tanto carine.... bacioni!!!