27 ott 2014

Cucina Consapevole: Dahl di Zucca, Legumi e Cereali


Come promesso, eccomi al secondo appuntamento con Emanuela di ReikiMetodo di Benessere, per affrontare uno degli scogli più erti che si possano incontrare nel corso di un cammino di crescita interiore, quello rappresentato dal secondo chackra e da tutto ciò che, lavorando su di esso, bisogna accettare di lasciar andare.
Si tratta di un tema molto complesso, che preferisco lasciar trattare in toto a Emanuela, con la sua abituale dolcezza e sensibilità.

La reazione con l'acqua si estende metaforicamente al lasciare scorrere gli eventi della vita, proprio come fa l'acqua, cambiando forma, adattandosi alle circostanze, aggirando gli ostacoli che incontra.
L'acqua è l'origine della vita, è fluida, cedevole, accogliente.
E' legata alla sessualità, alla libido che scorre, alla fertilità, è l'elemento femminile per eccellenza



Oggi parliamo del secondo chakra o Swadisthana
Swadisthana significa: dolcezza e dimora


Il secondo chakra si trova nella parte inferiore del nostro addome, comprende parte dell'intestino, gli organi genitali ed è in stretto collegamento con la procreazione, il desiderio, ma anche la liberazione dagli attaccamenti dei legami e dal nostro passato.

Il nostro intestino è il tunnel interiore, il luogo del passaggio, dello scorrimento e del nutrimento e quindi è molto dannoso che noi continuiamo a vivere di ricordi o serbare rancore, perchè equivale a trattenere gelosamente tutti i prodotti di scarto, che invece vanno lasciati uscire.

Come il nostro intestino assorbe il cibo che mangiamo, noi dobbiamo vivere appieno la nostra vita e una volta integrato il tutto, poi però lo dobbiamo lasciare andare, perchè non ci serve più.

Non possiamo vivere di ricordi e di rancori perchè ci fa male, ci riempe di tossine e ci avvelena.

Così come lavora il nostro intestino dobbiamo vivere la nostra vita;
Assimilazione, assorbimento ed evacuazione 


Anche Bert Hellinger, padre delle Costellazioni Familiari scrive:
Lasciare significa: lasciare che per un po’ le cose seguano il loro corso, che si muovano liberamente senza il nostro intervento, finché la direzione del loro movimento non si mostri spontaneamente.
Se rinunciamo a tentare di guidare le cose e quelle, muovendosi, si allontanano da noi, lasciamole andare. Molliamo la presa. Se le lasciamo andare per la loro strada, ci rendiamo liberi per qualcos’altro.
Bert Hellinger –  Gli ordini del successo.



Simbolo: Loto arancio a sei petali
Bija mantra: Vam
Verbo: Io voglio
Senso abbinato: Gusto
Colore: Arancione
Aromi collegati: Sandalo, Ylang - ylang
Pianeta reggente: Giove
Cibi: Liquidi
Metallo: Oro
Pietre: Ambra, corallo, opale, crisoprasio
Aspetti preferiti della natura: Chiaro di luna, acqua limpida
Fiori di Bach: Mimulus, Cherry plum, Aspen
Funzioni: Desiderio, procreazione, liberazione dal passato
Parti del corpo associate: Gonadi, genitali femminili, cellule enteroendocrine intestinali

L'elemento di questo chakra è l'Acqua, le funzioni che lo riguardano sono in contatto con i nostri liquidi: Circolazione, eliminazione urinaria, sessualità e riproduzione.

E' il chakra della prosecuzione della specie, quindi della riproduzione e per conseguenza logica è la fonte dell'energia e del piacere sessuale.

Swadisthana è anche il chakra che muove la nostra ricerca creativa del piacere materiale, è preposto al gusto delle cose belle, dell'arte, delle emozioni piacevoli ed è infatti il chakra determinante di molti artisti che lavorano con la materia e il corpo.

Creatività e sesso sono gli spazi metafisici di questo chakra ma è anche sede di tutte le nostre paure legate alla anche alla scorretta relazione con l'altro sesso.

Agendo su questo chakra si attiva un processo di autoguarigione e una volta riequilibrato la sua energia positiva si espanderà di conseguenza verso gli altri chakra.


Una tecnica molto semplice per riequilibrare il nostro secondo chakra è la Cromoterapia.
L'arancio, colore di Swadisthana, rappresenta il colore di chi necessita di ottimismo.

L'arancio dona allegria e strappa via la depressione trasformando l'ambiente che ci circonda, quindi indossiamo qualcosa di color arancio se siamo di cattivo umore, anche solo sciarpa o un foulard.
Trasformiamo la nostra casa con punti di colore arancio, delle tende, una tovaglia o una calda coperta per il nostro letto.

Usiamo anche i fiori di Bach per armonizzare il secondo chakra:
Aspen, Cherry plum e Mimulus per le paure, l'eccesso di immaginazione e la stitichezza che ci viene quando non lasciamo andare tutto ciò che non fluisce piu' armoniosamente nella nostra vita, per le ossessioni, le dipendenze a qualcosa o qualcuno che non ci fa del bene e per la troppa sensibilità e insicurezza.

Indossiamo anche pietre con i riflessi arancioni, da portare come ciondoli, bracciali e anelli che
energizzano il chakra, ricordiamoci però di purificarle ogni tanto sotto il getto dell'acqua corrente per alcuni minuti, esse infonderanno gioia, fiducia e armonia.

Usiamo un bel  minerale e una candela color arancione durante la meditazione.


Equilibrare le Due Menti

"La posizione Reiki delle mani sul secondo e sesto chakra dà energia alla "mente razionale" (cervello) e alla "mente corporea" (intestino), portando equilibrio nella dimensione Logica e Intuitiva e bilanciando la facoltà di sentire con la facoltà di programmare"
dal "Grande manuale del Reiki"



In questo caso, davvero, mi sento di intervenire soltanto proponendoti una ricetta allegra e profumata sui toni dell’arancio che ho rielaborato un po’ dal Jamie’s Magazine di ottobre, aggiungendo dei cereali per farne un piatto completo e accostandoci un Daphne, un delicato Malvasia di Candia DOC vinificato in secco dalla cantina Medici Ermete, un vino giovane dall’effervescenza esuberante e dai profumi caratteristici, che ritornano nel gusto gradevolmente aromatico, senza risultare troppo impegnativo. 


Ingredienti:

Procedimento:
Se il tuo mix per zuppe contiene ceci o fagioli, mettilo in ammollo la sera prima.
All’indomani, affetta finemente la cipolla, monda la zucca e rosola entrambe nell’olio per una decina di minuti. Unisci il misto di cereali e legumi scolato, una presa di sale e acqua a coprire, porta a ebollizione, tappa e fai sobbollire a fiamma bassa per circa un’ora.
Nel frattempo, scalda un altro filo d’olio e soffriggi brevemente le spezie. Unisci il latte di cocco sufficiente a formare una pasta morbida e, a cottura ultimata dei legumi, incorporala al dahl.
Lascia andare sul fuoco per altri 10 minuti e servi caldo, decorando con fettine di limone.

12 commenti:

Giuliana Manca ha detto...

Splendidi i colori dell'autunno e di questa zuppa!!!! Complimenti!

Simo ha detto...

Che bella questa rubrica Sere, mi piace un sacco!!
Io da anni ormai pratico il Do In che mi permette di riequilibrare l'energia agendo sui vari meridiani, e ultimamente sto lavorando tanto su questo punto.
Ottimo piattino caldo e confortante, perfetto in questo contesto...
Baciotti e buon inizio settimana.
P.s: come va? Scrivimi!

eli ha detto...

Mi piace proprio questa tua nuova rubrica di cucina consapevole, sono andata a leggere i post precedenti.
E mi piacerebbe anche vivere più a contatto con la natura, ascoltarla, tutte cose per le quali occorre lentezza ed è qualcosa che non ho ancora imparato a gestire!
Leggerò con piacere, sia ricette che consigli ;)

Emanuela Calciati ha detto...

Ringrazio tutte le persone che gradiscono la collaborazione tra me e Serena.. ero certa che il progetto "Conosci i Chakra e cucina consapevole" sarebbe stato un successo! Namastè Un abbraccio Serena

Iulia Lampone ha detto...

Piace moltissimo anche a me questa tua nuova rubrica, proverò sicuramente questa ricetta!

un caro saluto

Dolci a gogo ha detto...

Che bello leggere questo post cosi pieno di parole sagge e piene di spiritualità ed é vero,il nostro intestino é anche il nostro secondo cervello,e se viviamo male anche il nostro organismo vive male!!! Ottima e gustosa la ricetta,piena di salute e bontà!! Bacioneeeeee grande,Imma

elenuccia ha detto...

Sono ignorante come una capra sull'argomento chakra e sono davvero affascinata da questi post, sia dalle spiegazioni di Emanuela, sia dalle ricette che abbini perfettamente all tema. Questo dahl deve essere ottimo, dolce ma speziato.

Eleonora Gambon ha detto...

Che belle immagini! E bella rubrica :)
La ricetta? Spettacolare!

Ely Mazzini ha detto...

Ho letto con piacere questo post, non conosco niente a riguardo, quindi seguo tutto con interesse... grazie!!!
Perfetta nei colori e nei sapori questa ricetta, brava Serena!!!
Bacioni, buona serata...

lucy ha detto...

post molto interessante e ricetta perfetta per il momento!

Elena Siano ha detto...

Una zuppa riconcilia con se stessi a fine giornata ..ovviamente è il mix di spezie che me la rende ancora più invitante ....lasciamo scorrere tutto ...mi dovrei far scorrere davvero troppe cose da dosso oggi ....

Blogger ha detto...

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