30 lug 2008

Peperoni ripieni in pentola a pressione



A dir la verità già i peperoni ripieni di per sé erano un esperimento, perché non li avevo mai fatti... Ma la ricetta che ho, dal libro "Verdure" di Lisa Biondi, prevedeva 1 ora e mezzo di cottura in forno!!! Siamo impazziti? E il risparmio energetico? E l'inquinamento? E la temperatura esterna di 40 gradi dopo il tramonto? Ho girovagato un po' su internet alla ricerca di altre ricette, per vedere quanto tempo li facevano cuocere, ma tutte li arrostivano prima sulla griglia, li spellavano... Non mi piace spellare le verdure: la buccia è la parte più ricca di fibre e vitamine. "L'amaro tienlo caro" diceva infatti la mia bisnonna, proprietaria di un hotel che vantava la migliore cucina della riviera, che come tutte le bisnonne proprietarie di hotel che vantano la migliore cucina della riviera, la sapeva lunga.

Alla fine ho trovato una ricetta che proponeva la cottura in pentola a pressione e mi sono decisa per questa.

Ieri mattina alle alle 6.00 ho preparato il ripieno. Comincio a somigliare alla mia prozia di Catanzaro che si alzava alle 5, lavava i pavimenti e poi cominciava a sbucciare le melanzane. Alle 8.30 sedeva alla cattedra con le unghie viola e spiegava le tabelline. O alla mia dirimpettaia, che quando apro la finestra al mattino, invece di sentire odore di caffè, vengo investita da quello dello spezzatino di cinghiale, anche in Agosto. Devo ancora capire se soffro di insonnia o di demenza senile.



Ingredienti


  • 5 peperoni

  • 1 melanzana piccola

  • 3 cucchiaiate di olive verdi snocciolate

  • 100 gr di tonno

  • 30 gr di capperi

  • 2 acciughe sott'olio

  • basilico

  • olio

  • aceto

  • sale


Procedimento



Per questa ricetta ho fatto trottare la pap: soprattutto in estate, è comodissimo non dover stare a mescolare, rimestare, controllare che i cibi non si attacchino... si rovescia tutto nella pentola si chiude e ci si dedica ad altro.



Si versa un filo d'olio sul fondo, si lasciano tostare appena la melanzana a cubotti e un peperone tagliato in falde e le olive. Si aggiunge mezzo bicchiere di aceto e si chiude la pap, calcolando 10 minuti dal fischio.



Si frullano le verdure cotte con il resto degli ingredienti, tranne i 4 peperoni rimasti, che vanno tagliati a metà, ripuliti del torsolo e farciti con il ripieno.



Si versa ancora poco olio sul fondo della pap e si dispongono i peperoni. Quelli che non entravano li ho sovrapposti agli altri: la pap cuoce grazie al vapore e al calore che si forma al suo interno, quindi non fa differenze tra gli strati. Si aggiunge un bicchiere d'acqua, un dado e si lascia andare per venti minuti dal fischio.



Si tolgono i peperoni dalla pentola, si dispongono su un vassoio e si irrorano col fondo di cottura, da far restringere un po' con l'aiuto di un cucchiaio di farina. Non avendo lavato la pap dopo aver cotto le verdure del ripieno, il mio sughino aveva preso un delizioso gusto di aceto, che si armonizzava in maniera eccellente con il resto della preparazione.

28 lug 2008

Muffin ai mirtilli con glassa di zucchero

Tutte pazze per i muffins... eh sì, la maggioranza delle forumine di ALF, in testa a tutte Maura, che segnalo per la simpatia e l'eleganza nello stile del blog, ma anche tutte le altre partecipanti a questo interessantissimo forum, hanno perso la testa per questi meravigliosi dolcetti. Nei nostri forni campeggiano stampini pieni per 2/3 di impasti grumosi, che col calore si alzano fino a formare una cupoletta che poi si spaccherà leggermente, lasciano intravedere un ripieno umido e soffice.


Io, ma non solo io, mi sono procurata un libro apposito, splendidamente illustrato, interamente dedicato ai sovrani della pasticceria americana. "Muffins" di Gemma Reece. Oltre, naturalmente, a scaricare da internet l'impossibile e l'impensabile.


Il libro della Reece ha il veniale difetto di riportare il dosaggio in tazze e cucchiai, quando ci si prende la mano non è così difficile.


Vi lascio quindi le dosi così come le ho trovate:
  • 1 tazza e mezzo di farina
  • 1/2 tazza di zucchero
  • 1/3 di bustina di lievito

Mescolare tutti gli ingredienti sopra citati in una ciotola

  • 2 uova
  • 4 cucchiai di burro fuso
  • 3/4 di tazza di yogurt
  • 4 cucchiai di burro fuso

Mescolare separatamente anche questi ingredienti, infine unire i due composti e mescolare sommariamente (6 giri di cucchiaio). Aggiungere 1/2 tazza abbondante di mirtilli disidratati o 1 tazza di mirtilli freschi e dare altri 6 giri con il cucchiaio . Non di più, anche se rimangono grumi.

Versare il composto negli stampini e spolverare la sommità con un po' zucchero (la ricetta originale prevede parmigiano grattugiato... se avete il coraggio...)

Io i muffin li inforno a freddo, accendo a 180° e, dopo il raggiungimento della temperatura, aspetto circa 10 minuti prima di fare la prova dello stecchino, che deve uscire non appiccicoso, ma nemmeno troppo asciutto... ma la mia tecnica non ha convinto le cuochine di ALF, che preferiscono infornare a caldo... a me vengono perfetti, vedete voi come vi trovate meglio...



Paprikache ungheresi a modo mio



Io in Ungheria sono stata un milione e mezzo di anni fa, quando il muro era crollato da poco e i paesi ex-oltrecortina rappresentavano ancora la tipica vacanza da studenti, perché tutto costava pochissimo.
Quando sono stata in Ungheria ero talmente al verde che compravo le scatolette al LIDL di Budapest e le mangiavo in camera. Ma riesco a ricordare una zuppa di gulash caldissima, mangiata in un giorno di pioggia, sopra il bastione dei pescatori, e una palacinka ripiena di noci e innaffiata di cioccolato fuso, con un violinista tzigano che strimpellava girandomi intorno, spero per lui non aspettandosi che gli dessi dei soldi.

In seguito ho provato spesso a riprodurre il gulash, i cevapcici e gli knodel e i risultati non sono mai stati malvagi, non fosse per l'assenza assoluta, in Italia, di paprika degna di tale nome.

Le paprikache originali richiedono l'agnello, ma io mi rifiuto di mangiare quelle povere bestioline, e aglio, ma sono allergica. Quindi ho modificato la ricetta per evitare crisi anafilattiche e di coscienza.

Ingredienti

  • 1/2 Kg di spezzatino
  • 1 cipolla
  • 2 pomodori
  • 1 peperone
  • 100 ml di panna acida o yogurt
  • sale
  • pepe
  • paprika

Per snaturare definitivamente questa ricetta, l'ho preparata in pentola a pressione. Un giorno, quando avrò un po' di tempo, parlerò un po' di quanto ami la pap e di quanto più sano sia cucinare con questo sistema.

Ho fatto soffriggere la cipolla in poco olio, aggiungendo acqua per farla appassire, poi ho aggiunto lo spezzatino e l'ho fatto rosolare da tutti i lati. Ho imparato a mie spese che questa operazione, che prima saltavo allegramente a pié pari, è fondamentale, affinché intorno alla carne si formi una "barriera" che limiti la dispersione dei liquidi in cottura e il tutto si mantenga morbido.

Ho aggiunto pomodori e peperone a dadini, sale, pepe, paprika e pochissima acqua, ho chiuso la pap e l'ho fatta andare per circa 20 minuti dal fischio. A cottura ultimata ho aggiunto la panna e ho lasciato addensare un po' il sugo che si era formato.

Questa preparazione è ottima servita con degli

Gnocchetti di farina e pangrattato

Mescolate 150 gr di pangrattato e 75 di farina con qualche cucchiaiata d'acqua, appena sufficiente a rendere l'impasto manipolabile. Formate delle palline e cuocetele come gnocchi


Spaghetti calabro-provenzali con olivette di carne

Io la Calabria ce l'ho nel sangue.

E anche se non so cucinare un solo piatto tipico di questa terra, i pigri pomeriggi di bambina trascorsi allo "stazzo", i pranzi interminabili sulla terrazza aggettante sullo Jonio e le colazioni a base di brioches col gelato da Scalamandré mi hanno lasciato nelle vene... i semi del peperoncino!!!

Proabilmente mi hanno anche bruciato le papille gustative, dato che non posso fare a meno di far cadere nei cibi (salati, ovviamente... almeno per ora!!!) interi peperoncini rossi essiccati, tagliati a striscioline sottili, con semi e tutto... Che posso farci? Mi scappa la mano...

Con questi spaghetti si celebra il matrimonio tra il peperoncino di Soverato e la lavanda di Grasse (la Provenza... altra mia passione), un connubio che d'ora in poi intendo rinnovare spesso, perché è davvero molto molto felice.





Ingredienti x 2

  • 200 gr di spaghetti
  • 2 fette sottilissime di lonza di maiale
  • caciocavallo
  • pancetta
  • 2 pomodori
  • 1 peperoncino
  • 1 rametto di lavanda
  • Olio
  • Sale
  • Pepe

Procedimento

Si battono bene le fette di lonza e si divide ciascuna di esse in 4. Si condisce ciascuna con sale e pepe (aglio, per chi lo gradisce) e si mette su ciascuna un bastoncino di caciocavallo e uno di pancetta. Si arrotolano a mo' di involtino, fermandole con uno stecchino e si fanno rosolare. Si aggiungono i pomodori, la lavanda, il peperoncino spezzettato e si fa cuocere finché il sugo non ritira.


Si tolgono gli involtini dalla padella e si mettono da parte per la presentazione.


La pasta, lessata al dente, si fa saltare nel sugo di pomodoro e si impiatta, mettendo sulla sommità, 4 dei minuscoli involtini.

Crostata di cocco alla nutella

Per la riuscita di questa ricetta devo ringraziare Marjlet e la sua crema senza uova, senza la quale non sarei mai riuscita a trovare una farcitura adatta per questa crostata delicatissima e speciale: la presenza della farina di cocco nella frolla fa sì che non sia la copertura a fare da protagonista, ma la base. Occorreva quindi una crema che si armonizzasse con il gusto aromatico e fresco del cocco, senza soffocarlo.

Quando si pensa al cocco, si pensa automaticamente alla Nutella, ma una crema di nocciole "dura e pura" avrebbe assassinato la frolla "coccolosa".




Ingredienti

Per la frolla:
  • 175 gr di farina 00
  • 75 gr di farina di cocco
  • 1 uovo
  • 125 gr di burro
  • 125 gr di zucchero

Per la farcitura

  • 1/4 di crema di Marjlet
  • 2 o 3 cucchiai di crema di nocciole



Procedimento

Ho allestito la pasta frolla come d'abitudine, ma avendo l'accortezza di manipolarla a lungo: la presenza del cocco la rende comunque friabile, quindi anche se la si scalda con le mani, la riuscita è assicurata. Può darsi che lavorandola poco venga addirittura meglio, non saprei...

Ho quindi steso i 2/3 della "coccofrolla" sul fondo di una tortiera graziosa che andasse nello Sfornatutto De Longhi (grande invenzione, che mi permette di non rinunciare ad accendere il forno nemmeno il 15 Agosto!) e l'ho coperta con la crema di Marjlet mescolata a una congrua quantità di Nutella, anzi, di Mondial Cream bigusto, dal barattolo della quale era misteriosamente sparita la crema bianca...

Ho coperto la farcitura con una griglia di striscioline di frolla, cercando di non romperle e le ho coperte di zucchero per coprire le inevitabili magagne.

Infine ho infornato a freddo, calcolando circa 1/4 d'ora-venti minuti dal raggiungimento della temperatura.

Panzanella indiavolata



Mi piace l'idea di inaugurare questo spazio tutto mio presentandovi un piatto tipico della mia terra, opportunamente rivisitato, perché, si sa, l'Ondina una cosa normale non riesce a farla.
Si tratta, tra l'altro, dell'unico cibo di cui mi posso dire realmente golosa e del quale continuo a servirmi a oltranza, quindi mi pare giusto dargli la precedenza.

Della panzanella classica canta opportunamente le lodi la grande Paoletta, io mi sono presa la libertà di reinterpretarla.




Ingredienti:
  • Mezzo filone di pane toscano
  • 4 pomodori maturi
  • 2 cipolle
  • 1 peperone verde
  • due cucchiaiate di olive verdi
  • 4 acciughe sott'olio
  • 1 peperoncino piccante
  • sale
  • pepe
  • olio
  • aceto

Procedimento

Non è così rigido: molti ammollano il pane, tagliato a cubotti, in una miscela di acqua e aceto, io preferisco bagnarlo prima in sola acqua, strizzarlo bene e successivamente, dopo averlo disposto in una zuppiera capace, condirlo con l'aceto. Aggiungo quindi i pomodori a dadini, i peperoni a falde, la cipolla ad anelli, le olive e le acciughe a pezzi piccoli. Si condisce con olio, sale e olio abbondante e si lascia riposare per almeno mezza giornata, mescolando ogni tanto.

E magari, data la presenza della cipolla cruda, per la mezza giornata successiva al pasto, si evitano incontri ravvicinati di qualsiasi tipo...

Catapultata nel mondo dei blog

... da una divorante passione per la cucina, per la cultura e la tradizione alimentare dei paesi di tutto il mondo, per il potere consolatorio e rassicurante del cibo, non solo di quello che si mangia, ma anche di quello che ci si accinge a preparare, per il profumo delle erbe aromatiche, della cannella e della frolla burrosa che invadono la dispensa, per quello pungente dell'arrosto che si spande per la casa, per la gioia di sfogliare un ricettario nuovo... per il gusto della sfida di provarci e riuscirci e per la lezione impagabile impartita da ogni fallimento.