29 set 2014

Festa del Latte a Malga Fane - Chapter IV

Della penultima tappa del weekend trascorso in Alto Adige, purtroppo non ho foto… avevo la macchina scarica e mi sono rimasti solo pochi scatti sfocati realizzati con lo smartphone.
Forse è giusto così.
Perché la cena al maso Wieserhof della famiglia Huber, sebbene svoltasi in un ambiente grazioso e benché costituita da una successione infinita di portate dall’aspetto invitante, credo portasse, in realtà, un messaggio di “sostanza” e non solo intesa come apporto calorico (indubbio) del menu.
La piccola sala adibita a ristorante è arredata in modo semplice ma curato e accoglie una stube che trasmette un forte senso di intimità e calore. Lo stesso che emanano le parole di Dora, la proprietaria, una donna energica, risoluta, che combatte e vince senza rendersene conto, perché la sua concretezza le permette di leggere la realtà quotidiana per quello che è, anziché di interpretarla come una sfida. Cose da fare, non nemici su cui trionfare.
Ma questa non è la sede per esternare certe riflessioni, né, credo, ve ne sia motivo: come dicevo giorni fa, in questo momento non vorrei disperdere le informazioni importanti che mi stanno arrivando, parlandone troppo.
Del resto, immagino tu sia più interessata a sapere del cestino del pane, generoso di piccole, deliziose forme brunite e profumate di kummel che accompagnano i formaggi prodotti nel piccolo stabilimento sottostante il maso. O della minestra d’orzo, punteggiata di coriandoli di rosa di speck e verdi di erbe fresche. O dei canederli casalinghi.
Ma, soprattutto credo che quello che mi rimarrà nel cuore di questa serata sarà il passaggio dal caseificio, dove Dora prepara per noi sul momento dei panetti di burro dall’aroma intenso di malga, di quel burro che ti mangeresti a morsi, da quanto è ricco di sapore, che quasi sembra formaggio molle.

Forse, l’unico interrogativo che ha veramente senso porsi, dopo una serata così radicata nella vita vera, è “ma questo burro, di preciso, a Firenze come lo portiamo?”

3 commenti:

Ely Mazzini ha detto...

Amo e frequento abitualmente l'Alto Adige, conosco le calde atmosfere e i meravigliosi prodotti delle malghe :)
Anche senza foto sei riuscita a rendere perfettamente l'idea dei meravigliosi momenti che hai passato in quei posti!!!
Che voglia di tornarci...
Bacioni, buon pomeriggio...

Anonimo ha detto...

Ciao Serena,
devo dire che senza foto questo post è anche più interessante... Le parole, lasciate un po' da sole, sono ancora più dense e pregne di vita... E poi a dirla tutta, la tua riflessione sulla capacità di tenuta di fronte alla concretezza delle cose, del lavoro vissuto per quello che è, senza la percezione di una sfida continua beh mi interesserebbe anche più del cesto di pane...
Scrivi bene, davvero.
Un saluto,
Maria

Elena Siano ha detto...

Serata degna per finire un percorso cosi'...ed il burro? te lo sei portato a casa?