02 ott 2015

Mezzi Paccheri Imbottiti con Strolghino, Polpettine e Caciotta di Capra


Tanto tempo fa ho pubblicato la ricetta della pasta imbottita alla calabrese, uno di quei piatti freschi e disinvolti che si usano al sud per il pranzo di Ferragosto con i parenti, oppure da portare in spiaggia, come primo piatto, dopo l’impepata di cozze e prima della parmigiana di melanzane e dei cannoli, per non appesantirsi troppo prima di fare il bagno. Per me è un piatto che trasuda ricordi, oltre che trigliceridi, e non sono mai riuscita a prepararla nemmeno lontanamente simile a quella che cucinava la mia zia, mi mancano troppe cose, molte delle quali non hanno niente a che fare con gli ingredienti utilizzati.


Per un po’ ho lasciato perdere, ma tempo fa, parlando con una ragazza americana ospite in casa mia delle rispettive origini e tradizioni, mi è tornata in mente e ho deciso di preparare qualcosa del genere con gli ingredienti che avevo in casa, per fargliela assaggiare e dimostrarle che, in definitiva, anche noi abbiamo i nostri “spaghetti&meatballs”.


La mia amica Justine, tra l’altro, ha raggiunto da poco l’età legale necessaria negli Stati Uniti per bere alcolici ed era molto incuriosita dalla mia “cantina” (più che altro è un sottoscala), così ho pensato di offrirle qualcosa di altrettanto legato alle mie radici, stavolta quelle paterne, solidamente affondate nel territorio toscano, un Chianti Classico Riserva Natale Verga, etichetta che, secondo me rappresenta un po’ il prototipo di questa DOCG per come dev’essere: Sangiovese quasi in purezza, con un impercettibile 5% di Canaiolo; granato intenso, più scarico, quasi ramato, sull’unghia; profumo intenso di confettura di prugna in prima istanza, rosa rossa un po’ sfiorita, poi un fondo di spezie amare e pungenti. In bocca è secco, fresco, con una buona sapidità, armonizzata dalla rotondità e dall’alcolicità equilibrata.  


Ingredienti:

Procedimento:
Rassoda le uova, lasciale raffreddare, sbucciale e tagliale a fette.
Riduci la cipolla in rondelle sottilissime, affetta lo strolghino allo spessore di ca 1 cm e sminuzza il peperoncino. Soffriggi il tutto, con il dado, in un filo d’olio, finché non si sarà formato un fondo cremoso. Unisci la passata di pomodoro e altrettanta quantità d’acqua, aggiusta con un pizzico di zucchero, porta a ebollizione e cuoci coperto, a fuoco basso, per circa mezz’ora. Passato questo tempo, aggiungi le polpettine ancora congelate, l’origano e fai ritirare per 10 minuti.
Cuoci la pasta secondo le istruzioni sulla confezione, scolala molto al dente e condiscila con il sugo appena preparato. Aggiungi le uova sode, metà della caciotta tagliata a cubetti e trasferisci il tutto in una pirofila da forno. Spolvera la superficie con il resto del formaggio e inforna a 180° per circa 30’, impostando la funzione grill per gli ultimi 5.



7 commenti:

speedy70 ha detto...

Un piatto unico gustosissimo, da leccarsi i baffi!!!!!!

elenuccia ha detto...

Tanto per rimanere leggeri prima di fare il bagno ;-)
fortuna che dici che non hai più voglia di stare in cucina, io quando non ho voglia di cucinare vado di salamino e taralli se non peggio...questo per me è il primo della domenica, se non quello per le feste

lucy ha detto...

un piatto così ri riconcilia con il mondo, decisamente molto comfort!!

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Grande articolo e dritto al punto. Non so se questo è in realtà il posto migliore per chiedere, ma non che voi umani hanno alcuna ideea dove impiegare alcuni scrittori professionisti? grazie

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