23 nov 2015

Pappa di Farro Spezzato con Porcini e Nepitella


Da qualche settimana l’ ”olio nuovo”, l’olio di nuova spremitura, verde, denso, pungente, è arrivato sulle nostre tavole. Insieme al vino novello, al castagnaccio e alla ribollita, è uno dei prodotti che maggiormente sono cari alla gastronomia toscana autunnale. Non posso fare a meno di separare le sensazioni legate al pane bruscato, grondante d’olio e annerito da una tostatura distratta, dal profumo frizzante dell’aria ubriaca di mosto, nei pressi delle cantine e il fruscio delle foglie che ammantano i sentieri nei castagneti dalle piante di cavolo nero che svettano cupe contro il cielo grigio di novembre e dai paioli di coccio che gorgogliano sul gas.
Il farro fa parte della tradizione culinaria della mia terra, anche se utilizziamo soprattutto quello integrale o quello perlato. Lo spezzato è una raffinatezza, che permette di ottenere zuppe molto dense, le quali, lasciate riposare, si trasformano in vere e proprie creme, quasi delle “pappe”, fantastiche da servire ben calde, nei tegamini di terracotta, con un “C” d’olio e tanta nepitella raccolta nei campi. 


… e un calice di Sterpato Rosso Varramista, interessante blend di Sangiovese del pisano invecchiato in rovere e bordolesi barricati, successivamente assemblati per dare vita a un vino dal colore vivo, un po’ scarico sull’unghia, in cui si percepiscono chiaramente note fruttate e boschive, con una lieve punta balsamica e una contenuta speziatura, in seconda battuta. Al gusto è brioso, caratterizzato da una buona freschezza e da un tannino smussato dalla caratteristica rotondità.



Ingredienti

Procedimento:
Copri i porcini con acqua bollente, per farli rinvenire.
Nel frattempo, affetta metà della cipolla in rondelle sottili e il resto a cubotti. Dadola le altre verdure. Quando i funghi saranno morbidi, scolali, conservando il liquido dell’ammollo, sciacquali sotto l’acqua per eliminare i residui di terra e tagliali a listarelle.
Versa un po’ di olio di semi sul fondo di una pentola a pressione, aggiungi le rondelle di cipolla, i dadi ai funghi, le bacche di ginepro pestate al mortaio, le erbe e cuoci lentamente, finché la cipolla non sarà imbiondita. Unisci il resto degli ortaggi, il farro, l’alloro, la crosta del parmigiano e una metà delle foglie di nepitella. Versa l’acqua di ammollo dei funghi, filtrandola attraverso un colino a maglie fitte, 4 tazze d’acqua, chiudi la pentola e cuoci per 20 minuti dal fischio.
Servi la zuppa calda, con un giro di olio nuovo e il resto della nepitella come guarnizione.

8 commenti:

Elena Siano ha detto...

Zuppe...pappe...sto tornando dall'Avellinese dove da 19 gradi di qualche giorno fa la temperatura è calata di botto....urge qualcosa di caldo...perché no con il buon olio novello!!!!

Elena Siano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Elena Siano ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
lucy ha detto...

ecco un buon farrotto è sempre molto confortante!!

speedy70 ha detto...

Mmmmm quanto mi piacciono questi piatti, perfetti per l'autunno!!!!!

Simo ha detto...

interessante questa zuppa...o pappa, come la vuoi chiamare...
Non conoscevo il farro spezzato, ma mi intriga assai, la consistenza di questo farrotto è proprio nelle mie corde!
bacione cara

voyance par mail ha detto...

Bravo et merci pour ton blog et bon courage pour le maintenir en vie de longues années !!

Blogger ha detto...

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