13 mar 2009

Falafel


Di falafel ho sentito parlare la prima volta più di vent'anni fa, quando, atterrata in Giordania in un'epoca in cui ancora la Giordania era solo una macchia sull'atlante e la professoressa di lettere, chiedendomi dov'ero stata in vacanza, mi correggeva "Serena, si chiama Germania e si trova nel nord Europa, non esistono nazioni chiamate Giordania", ho avuto il mio primo, intenso contatto con la cucina mediorientale.

Oggi, parlare di cous cous, di pita, di hummus, di taboulé e di falafel sembra una banalità: questi prodotti si trovano precotti al supermercato, in rete esistono migliaia di ricette per realizzarli in casa, non è difficile reperire gli ingredienti necessari a tal fine, ogni città è punteggiata di empori di prodotti etnici, di kebabbari e di ristoranti fusion.

Nel 1988, invece, nella provincialissima Firenze, che tutt'ora dichiara, intervistata sulle prossime elezioni amministrative, che il suo più grosso problema è la presenza dei peruviani che ascoltano rancheras indiavolate la domenica al parco delle Cascine, il cibo etnico era pressoché sconosciuto e l'unico profumo che si sentiva, camminando per le anguste viuzze del centro, era quello del lampredotto e dei bomboloni, il nostro street food. La domenica si mangiavano le tagliatelle panna, piselli e prosciutto e il ciambellone bicolore, come nella migliore tradizione degli anni '80, gli altri giorni le penne rosé e il budino in busta e nelle grandi occasioni i poveri passerotti venivano spiumati e infilzati tutti interi, su rametti di rosmarino, per gli spiedini.


Immaginate, quindi, la sorpresa di una preadolescente, appena dodicenne (a quel tempo a dodici anni eravamo poco più che bambine) nel vedersi servire, in un ristorante all'aperto riparato dal rovente sole desertico da un gazebo bianco, tra minuscoli canali scavati nel pavimento a dividere i tavoli, cascate artificiali e macchie scarlatte d'ibisco, uno smisurato piatto carico delle specialità mediorientali che menzionavo all'inizio e nell'assaporare il gusto inedito delle spezie, pure adesso così familiare.

La stessa sorpresa che mi assalì poche ore dopo, camminando in souk affollato, rumoroso, polveroso e bardato di colori accecanti che occhieggiavano da ogni bottega scavata nella pietra delle case circostanti, nell'essere investita dall'odore acre delle fritture da strada, carico di cumino, curry, peperoncino, miele, il profumo della vita, il colore della passione, il sapore del primo bacio, ma io allora ero troppo giovane per saperlo.


E'difficile riprodurre nell'ambiente domestico, così rassicurante, accogliente, quotidiano, certe sensazioni.

Questi falafel, che ho visto da lei, qui, e che ho modificato, un po' in base alla mia memoria remota, un po' in base a quello che, mio malgrado, non avevo in casa, un po' per la regola "niente fritto in casa Onde" (nella mia personale concezione di cucina araba, sono piuttosto convinta che i falafel originali si friggano perché si tratta di street food, certamente quando li preparano tra le pareti domestiche li infornano, proprio come ho fatto io, mica le signore vorranno andare in giro con l'olezzo di frittura sul chador!), non vogliono quindi essere un patetico tentativo di ritrovare il sapore della mia adolescenza; del primo complimento sussurrato sulle rive del Mar Morto (gli arabi sono maestri nell'arte di mentire, molto più dei latin lovers, la cui fama è più millanteria che fondata); della scoperta, che ha condizionato tutta la mia vita, anche le scelte più importanti, che oltre santa Maria del Fiore esisteva un mondo; del ristorante con le cascate o del bagliore rosato di Petra, che compare all'improvviso sul fondo di un canyon oscuro, così stretto che lo si può percorrere solo a cavallo.

Sono solo polpette di ceci, scevre di ogni contenuto emozionale.

La ricetta originale la trovate da lei; io ve la riporto con le mie variazioni.




Ingredienti:
  • 250g di ceci (peso da secchi)
  • 1 manciata di prezzzemolo
  • 2 cucchiai rasi di farina
  • mezzo cucchiaino di bicarbonato
  • sale
  • pepe
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 1-2 cucchiai di olio di mais

Procedimento:

I ceci vanno ammollati almeno 24 ore prima; io, non fidandomi della cottura in forno, che secondo me poteva asciugare molto il composto, li ho messi a bagno al mattino per la sera del giorno successivo.

Trascorso questo tempo, si scolano e si mettono nel robot con tutti gli altri ingredienti, ad eccezione della farina e dell'olio

Si frulla il tutto, fino ad ottenere un composto omogeneo, quindi si aggiungono olio e farina alla bisogna, in base alla consistenza ottenuta. Comunque, cuocendoli in forno, un po' d'olio conviene aggiungerlo comunque.

Si formano quindi delle polpette della dimensione di un'albicocca e si dispongono in una teglia da forno unta, irrorandole, poi, nuovamente, d'olio e cospargendole di sale.

Si inforna a 180°, per circa 20-25 minuti.

Nel frattempo si preparano le salse, mescolando:

Per la salsa al curry:

  • 3 cucchiai di yogurt bianco
  • 2 cucchiaini colmi di curry

Per la salsa alle erbe

  • 3 cucchiai di yogurt bianco
  • 1 manciata di erbe di Provenza secche o altre erbe aromatiche








37 commenti:

Fra ha detto...

I falafel sono buonissimi e questa tua cottura al forno me li rende ancora più intriganti! Ho giusto giusto un sacchettino di ceci da finire!
Grazie per aver condiviso i ricordi del tuo viaggio. La giordania deve essere splendida, peccato che ora la sua condizione politica non sia delle migliori
Un bacio e buon fine settimana
fra

manu e silvia ha detto...

Ciao! noi ne abbiamo sentito parlare, ma non sapendo esattamente cosa fossero! grazi eper la spiegazione..esauriente come sempre..e anche la ricetta è tutta da provare!!
bacioni

valina ha detto...

Falafel al forno????????? :-D
Facciamo il club delle "in casa niente fritti"????????:-P

Lisa ha detto...

Onde ti sono venuti perfettissimi!!!! io li adoro e proverò sicuramente questa versione al forno, BRAVA!!!

Mirtilla ha detto...

le falafel sono buonissime,e tu le hai preparate alla grande,complimenti ;)
sono uno dehli antipasti che preferisco quando vado a mangiare marocchino ;)

Maya ha detto...

mai frovati... e me lo sono ripromessa mille volte... ma sono semplici semplici.....mmmmm devo rivedere la lista della spesa! buon w.e.

comidademama ha detto...

Ho in ammollo 500 g di ceci secchi per fare le falafel domani sera.
Normalmente uso la ricetta collaudata del libro di Claudia Roden "La cucina del Medio Oriente e del Nord Africa", se vuoi vedere come sono trovi il post qui.
Anche io ero a caccia delle stesse falafel che mi avevano stregato in pieno quartiere ebraico a Parigi e questa versione mi ha soddisfatta al 100%.

Ma la tua interessante variante al forno mi fa venire voglia di provare. Quindi domani alcune le cuocerò come dici tu, grazie per lo spunto!

Francesca ha detto...

Bellissima idea...complimenti..
buon pomeriggio

dolci a ...gogo!!! ha detto...

sono rimasta ondina affascinata da tutto il racconto e la storia di questi falafel che secondo me devono essere deliziosi insieme alle salsette!!baci imma

Micaela ha detto...

che bello visitare posti sempre diversi!!! io oltre al mio viaggio di nozze non sono andata da nessun altra parte! la cosa più bella è proprio il fatto di scoprire nuovi sapori, nouve abitudini!! non conoscevo i falafel!!! adesso ne so qualcosa in più!

eli ha detto...

Ciao, sono eli, che belle ricette originali! questa dei falafel la copio subito, ho dei ceci che mi guardano tristemente dalla dispensa e finalmente li userò. in seconda battuta farò anche il pane ai semi di papavero, che dalla foto è meraviglioso!
Complimentoni alla prof di lettere!!!
mi ricordo della mia maestra alle elementari che mi aveva corretta così:
"andai al parco con un'amichetta e la gettai nel laghetto ai paperi".
io avevo scritto una michetta!!!
A presto :)

Onde99 ha detto...

@ Fra: all'epoca era l'unica nazione mediorientale in cui si potesse viaggiare tranquillamente, è un peccato che ora la situazione si sia esacerbata, perché è una terra splendida
@ Manu&Silvia: lieta che troviate esauriente la mia spiegazione, rileggendo il post mi era venuto il dubbio di aver parlato di tutto fuorché di falafel...
@ Valina: temo sia un club molto numeroso, non credo di essere la sola a non apprezzare l'effetto sagra della ficattola sulla tappezzeria
@ Lisa: addirittura perfetti: arrossisco!
@ Mirtilla: beata te che hai vicino un ristorante marocchino!
@ Maya: anche per me era la prima volta e li ho trovati semplici, oltre che molto buoni
@ Comida: ho visto la ricetta a cui ti riferisci, sono certa che sia molto più appetitosa, io ho puntato sulla comodità e sulla leggerezza. Se tu volessi provare il mio metodo ne sarei onorata
@ Francesca: buonissima serata anche a te
@ Imma: il racconto affascinò parecchio anche me, quando lo vissi in prima persona... sono contenta di essere riuscita a trasmettervi un po' delle mie sensazioni
@ Micaela: viaggiare per me è un arricchimento indispensabile, è una passione molto importante alla quale sono disposta a sacrificare molte altre cose
@ Eli: sono morta dal ridere nel leggere dell' "amichetta" gettata nel lago!!!

Saretta ha detto...

Mi ioncantata ancora una volta col tuo bellissimo racconto e col dipinto di Firenze(città troppo bella).La ricetta te la rubo, visto che nella mia micro casa non posso friggere!!!
Bacioni

Luciana ha detto...

Ma che belli, sembrano fritti, gran bella idea, io pensavo venissero asciutti nel forno,li proverò sicuramente, grazie dell'idea!

Onde99 ha detto...

@ Saretta: è vero, Firenze, pur nel suo provincialismo, è bellissima!
@ Luciana: no, non vengono asciutti! Certo, non fragranti come sarebbero da fritti, ma nemmeno secchi!

sweetcook ha detto...

Ciao ondina, sono venuta appena ho letto il tuo commento, ti ringrazio per la citazione...quindi il primo falafel toccherebbe a me, giusto?
perdonami se non leggo adesso tutto il post (sto o meglio dovrei lavorare) ma mi sa che è uno di quei post interessanti che tanto mi piacciono, quindi tornerò a leggerlo:)
P.s. Mi sa che a giorni ti citerò anch'io...ho fatto le quenelle alla zucca!!! Con una salsina leggermente diversa...vedrai:))
Bacio e buon we:)

Onde99 ha detto...

@ Sweetcook: ma figurati, sono io che ringrazio te per la ricetta e ti offro una coppetta piena di falafel variamente accompagnati da salsine e verdure.
Oh, ma davvero hai fatto le quenelles? Non le hai trovate adorabili?
Un bacione e buonissimo fine settimana

Gaia ha detto...

fantastici i falafel!!!!
li mangiavo sempre al cairo quando ero piccola, e hai ragione quando dici che riproporli qui in un ambienete completamente diverso non è la stessa cosa, però è come se fossero un cibo-coccola che riporta al palato profumi e sapori che qui ogni giorno non abbiamo in tavola, per quello li amo sempre di più!!!

Pippi ha detto...

Grazie per la tua ricetta di strudel non ti preoccupare per il logo lo puoi semplicemente inserire nella colonna di destra come informazione per i tuoi lettori sai come inserirlo? vai su layout e poi gadget, cerchi inserimento foto (il logo lo puoi salvare su immagini nel tuo computer)prelevi la foto dal pc e poi inserisci l'indirizzo del post della raccolta ok? a breve lo inserirò ma in questi giorni ho il collegamento internet caput a casa e in ufficio non ho tempo ! grazie ancora ciao Pippi

Pippi ha detto...

a proposito .. ricettina sfiziosa questa che hai pubblicato!!! come del resto tutte quelle che proponi, sei molto brava! complimenti!

Onde99 ha detto...

@ Pippi: grazie, provvedo subito a linkarti!

L'Antro dell'Alchimista ha detto...

Questa ricetta è sfiziosissima, li conosco di nome ma non li ho mai provati e le tue foto mi fanno venire una grande voglia di mettermi all'opera!!! Buon fine settimana Laura

Mariluna ha detto...

Che racconto speziato...pieno di atmosfera solare naturalmente quando ti riferisci al Marocco, anche se si, Firenze é assolata quando c'é il sole...ma anche molto umida vero?...cmq, sai che oggi sono riucita a mettermi in macchina, andare in farmacia comprarmi altre medicine e una fascia elastica con stecche per reggermi e poi sono passata dal mio negozio di surgelati per prendere dei filetti di pesce per velocizzare la cena di stasera e...passando tra gli saffali refrigerati del cibo del mondo..volevo comprarmi proprio queste palline che adoro che non faccio perché credevo nn poterle fare al forno, nel senso che perdono molto della loro bontà...poi ho deciso di saltare quel reparto perché sono una che viene tentata ma che poi decide sempre di realizzare da se certe pietanze....ora me le vedo belle e pronte e per giunta la forno!!!! bhe questa volta le voglio proprio provare , mi fido....scusa...forse non ho letto bene, ma i ceci non si devono cuocere prima?....un 'abbraccio e buon we.

Sara ha detto...

Che buone devono essere, mi piace un sacco come scrivi i post, molte precisa e dettagliata, creando sempre interesse...
E mi hai convinto anche a provarle...
Un bacione ondina

Cuoche dell'altro mondo ha detto...

Ahhh, magari fosse la Germania terra dei Falafel. Mi troveresti ogni giorno in un ristorante diverso a mangiarli!!! Sento ancora il profumo di quelli provati a Parigi. Non li scorderò così facilmente. Ma sono davvero curiosa di provarli al forno.
Baci
Alex

Gunther ha detto...

che meraviglia che sono i falafel, bel racconto si è meglio farli al forno, le salsine sono molto invitanti

Elga ha detto...

Il racconto rende giusta l'atmosfera per l'assaggio di queste polpettine deliziose, e anche le foto rendono giustizia!

manu ha detto...

mi stupisci sempre con effetti speciali!!!! bravissima buon w.e.

Romy ha detto...

Che forza! Ecco perchè sei venuta su così in gamba! Perchè mentre i tuoi coetanei mangiavano le tagliatelle coi fegatini la piccola Onde già assaporava le spezie più esotiche....e la sensibilità si affinava, gli orizzonti si allargavano, il palato si esercitava!...Veramente... secondo me assaggiare fin da piccoli i gusti più disparati e i più vari tipi di cucina allarga le vedute, e rende più aperti, e anche tolleranti, se vogliamo dirla tutta...Un bacio, cara Serena! :-)

tartina ha detto...

Che meraviglia il tuo racconto.
E anche i Falafel!
Sono un mio sogno proibito da tempo immemore, mi devo decidere a provarci.

Bacione*

sly ha detto...

sai che non li ho mai assaggiati?pero' adoro i ceci e quindi prima o poi li provo...anche io cerco di friggere il meno possibile, quindi li provo cotti al forno molto piu' leggeri anche per i cuccioli.e le salse poi....mmmmmm
ciao

Lo ha detto...

ecco una cosa che mi ripropongo di fare e che non ho fatto, ora le ho segnato sul mio quaderno delel cose da fare...quindi prima o poi arrivano....trovo i tuoi ricordi deliziosi e romantici, di quella romanticheria che sai di lontano ed è un po' ruvida ma che si imprime sulla pelle...un bacione

kristel ha detto...

Ah i falafel quanti ricordi! Mi ricordo quando lavoravo in un ristorante siriano e li facevo. Sono buonissimi, mi piacciono un sacco. Ti sono venuti perfetti. Buona domenica cara!! Bacioni!

lenny ha detto...

Ultimamente consumo legumi in quantità ed in questa nuova ottica i tuoi falafel al forno mi tentano particolarmente.
Ciao

Rossa di Sera ha detto...

Ciao, Ondina!
Ho scoperto il tuo blog solo oggi e, confesso, è stata una bellissima sorpresa! I tuoi racconti, descrizioni, foto...
Ti metto subito tra i preferiti!
Ah, il falafel nel forno non l'ho mai fatto, ma ora lo proverò!
A presto e buona serata!

comidademama ha detto...

carissima, ho provato il tuo metodo e sono molto soddisfatta, grazie! e la tua versione completa la proverò appena avrò nuovamente per le mani i ceci.

Grazie ancora per questo post!

comidademama ha detto...

ciao cara, ti rispondo qui perchè forse non vedi i miei post :(
temo di avere fatto qualche pasticcio con il foglio di stile. Con i browser che non siano Internet Explorer mi sembra che il blog non abbia problemi.
Non ci sono plug in per risolvere la questione, ma dovrei traslocare in un guscio non fatto a mano come il mio, che è molto utile per fare esercizio, ma ha sempre qualche problema.

le tue falafel sono ottime e le abbiamo finite ieri. Le ultime quattro.