Cerco l’ispirazione per scrivere
questo post da ore…. ricordo quando le parole mi fluivano dalle dita e
prendevano forma nel ticchettio della tastiera con la spontaneità con cui
respiravo…
Ho provato, per qualche mese, ad
abbandonare l’arguzia ed uniformarmi alle “regole per tenere un foodblog” che
ho letto qua e là, nei post delle foodblogger davvero dotate, ho provato a
parlare di sentimenti, profumi, storie rubate all’infanzia di qualcun altro.
Volevo dei post che trasudassero buonismo per entrare nel Gotha del blogging,
ma poi mi sono resa conto che non ero io.
Io non ce l’ho il giardino, non
ho la casa in campagna, non ho nonne prodigio che mi hanno insegnato i segreti
della pasta tirata a mano, non ho nemmeno voglia di alzarmi la mattina presto
per impastare il pane a mano e, se proprio devo essere sincera, non credo
nemmeno che cucinare per i propri cari sia il più grande atto d’amore che si
possa compiere verso di loro… ma stiamo scherzando?
Insomma, oggi sono un po’
acidina, è meglio se ci do un taglio con il comfort food :-)
Ingredienti per il pane:
- 250 ml di acqua
- un cucchiaio di olio extravergine di oliva
- 500 gr di farina integrale di farro (Prometeo Urbino)
- due cucchiaini di sale
- un cucchiaino di miele di castagno
- una bustina di lievito di birra secco
- due manciate abbondanti di noci (Eurocompany)
- 3 cucchiai di senape piccante (Ramen)
Procedimento:
Introduci i primi 6 ingredienti
nella macchina del pane nell’ordine indicato dal produttore e avvia il
programma “Rapid Crosta Scura”.
Nel frattempo tosta brevemente le
noci in una padella senza grassi e, al beep per l’aggiunta degli ingredienti uniscile
all’impasto insieme alla senape.
Ingredienti per i sandwiches:
- 8 cotolette di soya (Amica Natura Alcass)
- 16 fette di pane di farro
- una confezione di pesto di rucolae spinaci (BioItalia)
Procedimento:
Banalmente, inforna le cotolette
per 10 minuti a 180°. Nel frattempo tosta leggermente le fette di pane e spalmale
di crema alla rucola. Appena le cotolette saranno cotte, componi i panini.
Chi ha detto che un sandwich non possa
accompagnarsi felicemente con un vino di qualità? In Toscana ci siamo abituati,
perché abbiamo una forte tradizione di salumi e formaggi pregiati, con cui nelle
zone turistiche vengono realizzati taglieri, ripiene e altre forme di street
food, sempre abbinate all’onnipresente Chianti.
Nessuno si sogna di considerare la schiacciata
imbottita un cibo povero, soprattuto in estate è normale farsi preparare dei
panini in qualche alimentari di paese (ce ne sono di certi che sembrano
boutiques) e mangiarli all’aperto, in campagna, portandosi un vino buono da
casa.
Per la ricetta di oggi ho scelto un Pinot
Nero, il Mezzan Erste Neue, affinato in botte e, successivamente, in barrique, una
pratica che stempera le pungenti note varietali di frutti rossi con quelle del
legno. Il gusto è fresco, vivace, tutt’altro che “severo”, come quello di certi
Pinot Borgognoni, e nemmeno facilone come quelli di altre zone italiane. Per
adesso, anche se è arrivato il caldo, grazie al suo naturale brio per la sera
va ancora benissimo.
14 commenti:
ciao Sere, io amo davvero cucinare per i miei cari...credo che per me stessa solamente non farei neanche un uovo fritto...e poi che male c'è? ogni tanto la giornata gira così e il tuo apne è davvero fantastico! Un bacione!
Tesoro mi hai fatto morire...anche nel mondo delle food blogger esistono le sole e quelle che fanno credere di vivere nel mulino bianco....non sempre si ha l'ispirazione per scrivere io poi sono negata se potessi metterei solo gli ingredienti ed il procedimento ma poi mi sembrerebbe una sintesi non consona al mio modo di fare infatti nella vita sono molto logorroica ma quando sono davanti alla tastiera mi blocco completamente!!Ottimo il pane deve essere davvero saporito e gustoso e quelle cotolette le conosco sono molto buone!!Bacioni,Imma
Sere mia cara, continua ad essere te stessa con la tua spontaneità e il tuo modo di scrivere...non devi uniformarti proprio a nulla sai?!
E come dice la Imma...secondo me il Mulino Bianco esiste solo nella pubblicità, credi a me!
Ottimo il tuo pane, io ultimamente sono diventata una frana nella panificazione, non ho più pazienza e mi vengon fuori dei mezzi obbrobri. Vorrei rimettermici, ma non ci sto con la testa...verranno tempi migliori ;)
bacio tesoro, sai che io ci sono, nè?!
È proprio il tuo umore ballerino che riapecchia l 'inquietudine che è in ognuno di noi ...ma perché uniformarsi agli altri ? Non si è speciali nella propria originalità ?? Io questo pane lo prenderei a morsi divorandolo se lo avessi qui ...credo ti sia riuscito buonissino in barba a tutto !!!
È proprio il tuo umore ballerino che riapecchia l 'inquietudine che è in ognuno di noi ...ma perché uniformarsi agli altri ? Non si è speciali nella propria originalità ?? Io questo pane lo prenderei a morsi divorandolo se lo avessi qui ...credo ti sia riuscito buonissino in barba a tutto !!!
Noooo il Gotha dei foodblogger e' noioso! nonono, non ho mai amato uniformarmi agli standard, meglio essere la pecora nera, molto piu' divertente ^__^
Questo pane di farro sembra davvero ottimo, un pane "stile tedesco" che io adoro alla follia. Spalmato con un velo di burro salato.
bellissima ricetta..Bravissima e buona serata.
Inco
Il pane è favoloso, l'idea di mettere la senape mi ispira parecchio...e i sandwiches sono sfiziosissimi!!!
Continua così cara Serena, seguiti per me è sempre un piacere!!!
Bacioni...
Mi piace questo pane, non sono una di quelle seriali ma ogni tanto mi ci dedico!
Io penso che ogni food blogger deve scrivere quello che meglio sente e crede, proprio perchè il blog è una pagina personale, anzi no, personalissima, di conseguenza non ci si può attenere scrupolosamente a "regole di scrittura", io, per esempio i poemi non li ho mai scritti, e nemmeno storie strappalacrime, non perchè non piango e non mi commuovo...no...anzi...ma semplicemente non mi sembra il luogo adatto per queste cose...nè espongo problemi personali..."sono fatti miei"...si, io ho un giardino, una casa in campagna fortemente voluta lontano dal centro di Roma, e ogni tanto metto qualche foto o parlo anche di questo ma...molto brevemente...nonne, purtroppo non ne ho...e non ho una tradizione culinaria familiare, nè nessun parente stretto mi ha insegnato a cucinare...mi sono arrangiata da sola in questi ultimi 5 anni e il blog è il mio stimolo principale per andare avanti ad imparare...mica dobbiamo essere tutti uguali fatti con lo stampino!?!?!? Io non ho molta simpatia per le persone "stampino", io vivo pensando che la "diversità" intesa come fare cose, anche molto diverse dagli altri, sia la miglior cosa, in tutti i sensi... insomma un valore aggiunto... ;) e...passale 2 fette di questo pane di farro no?!?!?! Un abbraccio SILVIA
non sei acidina.
Sei vera, speciale per questo.
E poi mica abbiamo tutti la stessa storia e le medesime motivazioni per cucinare..... ben venga questo tuo post! Baci bella!
Diciamo che le uniche cose belle che posso mettere nei miei post sono le foto con i panorami del del lago e delle montagne (uno dei pochi, piccoli privilegi di cui godo vivendo qui); diciamo che io cucino perchè devo sfamare una famiglia anche se piccola, ma diciamo anche che nei periodi in cui le difficoltà, i problemi, le lacrime e le preoccupazioni si sommamo le une alle altre in casa mia la cucina funziona apieno ritmo, perchè quello è il mio rifugio. Diciamo poi che per me cucinare non è il più grande atto d'amore, ma che però - siccome con le parole a volte mi ingarbuglio - trovo più facile sfornare un dolce per "dire" quello che in altro modo non riesco ad esprimere.Diciamo anche che la mia vita è ovvia e banale, oh sì! Ma leggerti è sempre divertente.......
Claudette
Diciamo che le uniche cose belle che posso mettere nei miei post sono le foto con i panorami del del lago e delle montagne (uno dei pochi, piccoli privilegi di cui godo vivendo qui); diciamo che io cucino perchè devo sfamare una famiglia anche se piccola, ma diciamo anche che nei periodi in cui le difficoltà, i problemi, le lacrime e le preoccupazioni si sommamo le une alle altre in casa mia la cucina funziona apieno ritmo, perchè quello è il mio rifugio. Diciamo poi che per me cucinare non è il più grande atto d'amore, ma che però - siccome con le parole a volte mi ingarbuglio - trovo più facile sfornare un dolce per "dire" quello che in altro modo non riesco ad esprimere.Diciamo anche che la mia vita è ovvia e banale, oh sì! Ma leggerti è sempre divertente.......
Claudette
Ciao Serena! acida? realista! ogni "foodblogger" (come ormai i media ci definiscono) ha la sua vita, i suoi interessi, impegni e preoccupazioni.
Neppure noi abbiamo spesso il tempo di dedicarci al blog come vorremmo ed i nostri post sono fugaci commenti a ciò che prepariamo!
Impastare il pane il mattino è fuori discussione quando si deve andare al lavoro per le successive 8 ore, niente cucina per tutta la famiglia, visto che ci si ritrova solo la sera e il tempo è poco per tutti. Insomma, questo per dirti che non ci sono solo blogger esperte con tanto tempo e bravura, ma anche chi si cimenta per passione, utilizzando tempo e risorse che sono a disposizione....senza pretese di perfezione!
Secondo noi tu sei molto brava: riesci a coltivare questo interesse e ad andare oltre il semplice stare ai fornelli...per questo ti invidiamo non poco! Resta come sei, con alti e bassi, momenti intensi e altri di distacco...a noi piaci così :)
Un Bacione
PS. che bello questo pane! intrigante l'idea della senape nell'impasto, combinata con le noci! Il prossimo di certo anche per noi :)
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