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20 mag 2016

Muffin al Caffè e Doppio Cioccolato con Cuore di Mandarino


E’un pezzo che non preparo dolci e, pertanto, che non ne pubblico.
Crescendo (invecchiando?), mi scopro sempre più ghiotta di preparazioni salate e il dessert, prima irrinunciabile al termine di ogni pasto, è diventato un dettaglio pressoché trascurabile. In una sorta di regressione infantile, mi rivolgo (peraltro di rado) alla crema spalmabile al mou, al latte condensato o al gelato alla stracciatella spolverato di cannella, tutti rigorosamente pescati dalla confezione, ma, se si tratta di mettere le mani in pasta o anche semplicemente di accostarmi ai fornelli, insomma, qualsiasi cosa che richieda un coinvolgimento attivo, mi scomodo solo se si tratta di pasti veri, colazioni e merende non mi attraggono più un granché.


Forse perché per un po’ ho tentato di confezionare soltanto torte vegan e il risultato non è quasi mai stato memorabile, riesco a eliminare il burro in favore dell’olio, i latticini in favore degli equivalenti vegetali, ma, seriamente, non capisco come fa un impasto morbido a stare insieme senza uova…


Con questi muffin ho deciso di lasciar perdere per un po’ questa faccenda, perché più che una scelta etica stava diventando una lotta contro i mulini a vento. 


Ingredienti:




Procedimento:
In una fondina capiente mescola le polveri.
A parte, sbatti le uova, stemperale con il latte e lavorale con il burro ammorbidito.
Rovescia il tutto sugli ingredienti solidi e mescola approssimativamente, senza curarti troppo di eventuali grumi. Distribuisci metà dell’impasto in una teglia da muffin foderata eventualmente con dei pirottini o leggermente sporcata d’olio. Cola in ogni stampo un cucchiaino di marmellata e ricopri con il resto del composto.
Inforna a 180° per 20-25 minuti, finché i muffin non saranno gonfi e non supereranno la prova stuzzicadenti.

2 dic 2015

Muesli allo Zenzero con scaglie di Cioccolato, Pistacchi tostati e Bacche di Goji


Dubito che riuscirò a pubblicare gran quantità di pensierini home made, anche perché, sinceramente, penso che i vasetti di confettura, i sacchettini infiocchettati con i biscotti fatti in casa e i preparati artigianali per cioccolata in tazza abbiano senso solo per i regali dell’ultimo minuto, quelli fatti per sdebitarsi o mettere una pezza su una visita inaspettata per lo scambio degli auguri, tanto per tirarli fuori in caso di emergenza, se l’ospite si presenta con un pacchettino e non si vuole fare brutta figura.


Io però non faccio né ricevo regali di circostanza, tantomeno a/da gente che non vedo da mesi, per gli altri cerco di acquistare qualcosa di mezzo decente e utile, e, francamente, se ricevessi un barattolo di marmellata di arance o di crinkles da un parente o da amici stretti, penserei tanto a una toppa. 


Va bene, lasciamo stare, oggi non sono in modalità buonista, però una tazza di muesli di prima mattina può sempre aiutare ad affrontare la giornata con un po’ di carica. Ovviamente puoi metterci un po’ quello che ti pare, variare il tipo di cereali, di spezie, di frutta secca, usare cioccolato fondente… insomma, non è una ricetta, solo un’idea, che si conserva abbastanza a lungo da poter essere dignitosamente insacchettata, guarnita di nastrini e bigliettini universalmente validi e consegnata al rompiscatole di turno che si presenta a casa tua “per gli auguri”, con una stupida pianta che lascerai morire nel giro di tre giorni, mentre sei alle prese con le lasagne per il pranzo del 25 e la cucina (che ovviamente è a vista) sembra la striscia di Gaza.


Ingredienti:

Procedimento:
Tosta i pistacchi in una padella senza aggiunta di grassi, pestali grossolanamente al mortaio e ripassali un altro minuto sul fuoco, per abbrustolire anche l’interno.
Tosta anche i semi di lino.
Mescola il farro con il cacao in polvere, lo zucchero a velo e lo zenzero, finché i chicchi non ne saranno completamente rivestiti. Aggiungi i pistacchi e i semi di lino tostati, il cioccolato tritato a coltello in grosse scaglie e le bacche di goji.
Mescola bene e conserva in un barattolo a chiusura ermetica. 


11 nov 2015

Veggie Muffin ai Mirtilli, Basilico e Pepe Lungo


Ho preparato questi muffin per un pic nic organizzato tra le vigne ormai “saccheggiate” (cit) e festonate di foglie d’ambra e rubino, nel cuore del Chianti.

Ci siamo lasciati alle spalle il caos del mercato settimanale di Greve e abbiamo percorso un’erta, inizialmente stretta tra le mura delle vecchie case e che, dopo una curva, inaspettatamente si apriva sulle colline tinteggiate di giallo.



Quest’anno, grazie al trekking, ho vissuto veramente a fondo tutte le stagioni della mia terra… ricordo ancora con molto affetto la mia prima escursione nel pistoiese, a fine Aprile, con la neve che bordava i sentieri percorsi tanti anni prima dai partigiani, in una natura che ancora doveva risvegliarsi… poi la primavera che esplodeva improvvisa in una cascata fluttuante di petali pastello… l’estate torrida dai colori impolverati, appisolata sui ciottoli di un fiume, sul bordo di una piscina illuminata dalle candele, sui massi attorno a un lago montano… e infine l’autunno di vigne prima rigogliose di verde e grappoli rubino che adesso sfumano nei colori caldi, punteggiati di raspi neri, a cui è ancora appeso qualche acino avvizzito e dolce come un mosto. Sono certa che alla prossima uscita i tralci si saranno ormai spogliati e avranno assunto quell’aspetto spettrale che invita a cercare la protezione del focolare.



Ingredienti:
  • 1 mela
  • 2 cucchiai di acqua
  • un cucchiaio di acquavite di mele (Gravensteiner Roner)
  • 2 cucchiai di olio extravergine di oliva al basilico (Bioitalia)
  • una tazza di the nero (io ho usato del the alla rosa) dolcificato con un cucchiaino di stevia 
  • 1 tazza + 3/4 di miscela per torte di farro (Lady Farro Novaterra Zeelandia)
  • (in alternativa, 1 tazza e mezzo di farina di farro, 4 cucchiai rasi di zucchero grezzo, una bustina di lievito in polvere)
  • un cucchiaino di pepe lungo
  • 1 tazza di mirtilli freschi o surgelati

Procedimento:
Affetta sottilmente la mela e cuocila per 10 minuti al microonde alla massima potenza con l’acqua e l’acquavite. Lasciala raffreddare completamente e riducila in una purea, che mescolerai con l’olio e il the.
In un’altra fondina setaccia le polveri, unisci i mirtilli e versa sopra i liquidi. Incorpora i due composti, mescolando approssimativamente, non preoccuparti se rimangono dei grumi.
Distribuisci l’impasto in una teglia da muffin sporcata leggermente d’olio o foderata con dei pirottini e inforna a 180° per 20-25 minuti, finché i dolcetti non saranno gonfi e dorati.


NB: Ho voluto preparare dei muffin vegani perché credo sia giusto così. Credo sia giusto e coerente con me stessa e cercare alternative ai prodotti animali e voglio educare il mio gusto in questo senso. Puoi sostituire l'olio con 50 gr di burro e un po' di basilico fresco e la mela con 2 uova. Vedi tu, a noi sono piaciuti così.  

NB2: Vorrei avere delle foto pubblicabili dei miei trekking, ma, purtroppo, una brutta infiammazione a una scapola mi impedisce di portare pesi, compresa la mia reflex. Posso solo ringraziare di avere dei buoni amici che, pur di avermi con loro, portano il mio zaino. Per qualche scatto dovrai aspettare la prossima stagione. 




21 nov 2014

Crostata "Intreccio" (o almeno ci proviamo) con Marmellata di Arance Amare, Nocciole Tostate e Cannella

 Teglia per Crostate Festonata Domo SpA

E’ solo una crostata e non dovrebbe stare qui… la pubblico perché era buonissima e perché, per realizzarla, ho utilizzato un paio di tecniche che avrebbero dovuto, teoricamente, garantirle l’aspetto della classica pie o tart americana: griglia intrecciata e bordi pizzicati…

Beh, immagino di dovermi esercitare un bel po’, visto che il mio compagno, non solo non ci ha minimamente fatto caso, ma quando ho insistito con petulanza perché lo notasse, mi ha chiesto

“E dovrebbe essere una bella cosa, una cosa positiva?”

“Sì… è… è per via di Nonna Papera…”

“Non noto alcuna differenza”

“Ma ho impiegato più di un’ora”

“E perché hai fatto tanto lavoro per una cosa che non si vede?”


Insomma, fai come ti pare, se vuoi arrotolare dei cordoncini di frolla e spargerli a caso sulla marmellata, non sarò certo a io a dissuaderti, tanto mi pare di capire che non importa a nessuno.


Teglia per Crostate Festonata Domo SpA 

Ingredienti:
  • 100 gr di zucchero di canna
  • 1 uovo
  • 100 gr di burro
  • un vasetto di marmellata di arance amare
  • una manciata di biscotti sbriciolati



Teglia per Crostate Festonata Domo SpA

Procedimento:

Nel boccale del mixer, mescola tutti gli ingredienti in polvere, unisci l’uovo e il burro a pezzetti e lavora fino ad ottenere un impasto omogeneo.

Riponi in frigo a riposare per circa 30 minuti.

Nel frattempo tosta brevemente le nocciole in una padella senza grassi e pestale grossolanamente al mortaio.

Imburra bene una teglia da crostate di 26 cm di diametro e fodera il fondo e i laterali con 2/3 della frolla. Riempi l’interno con la marmellata di arance.

Stendi la frolla restante e ricavane 10 strisce. Mettendo la teglia davanti a te, distribuisci la metà di esse sulla marmellata, orizzontalmente rispetto a te.

Ripiega la prima, la terza e la quinta striscia su sé stesse, molto vicino al bordo, e disponi un’altra striscia verticalmente. Passaci sopra quelle precedentemente ripiegate, quindi ripiega la seconda e la quarta e stendine un’altra per verticale. Ripeti questo procedimento fino a esaurimento della frolla. Ho cercato diversi tutorial per mostrarti come fare, forse il più attendibile è questo, anche se io non ho ottenuto un intreccio così fitto e l’ho realizzato direttamente sulla torta, basandomi sulle indicazioni trovate nel Jamie’s di novembre. Nel link che ti ho dato, consiglia di aggiungere un cucchiaio di aceto all’impasto, per una frolla più elastica.

Per il bordo smerlato, pizzica tutto attorno i bordi tra il pollice e l’indice della mano destra e premi nell’incavo ottenuto con l’indice della sinistra, per formare una specie di V. Anche in questo caso, immagino che l’uso dell’aceto sia utile.

Cospargi la superficie della crostata con le nocciole tostate e le briciole di biscotti e spolvera la griglia con lo zucchero a velo.


Inforna a 180° per circa 30 minuti. 

14 nov 2014

Muffins di Ricotta con Crumble al Caffè


Il mese di Novembre ci sta regalando quanto di meglio da questa stagione ci si possa aspettare: fine settimana inteneriti da un sole timido e tiepido, che accarezza le foglie degli alberi, ormai intensamente gialle, tranne qualche esplosione di rosso che ti lascia senza respiro; temperature abbastanza clementi da rendere indimenticabile il tempo trascorso all’aria aperta, che la sera si abbassano quel tanto che basta per lasciarti gioire di una tazza di brodo caldo o di vin brulée; cieli bianchi che sembrano di ovatta e ammantano di nebbia il paesaggio e piogge battenti che rendono ancora più dolce il languore di certe serate illuminate solo dall’abat jour, rotte solo dal fruscio delle pagine di un romanzo fantasy che ti trasporta dove le nevi e i ghiacci sono perenni.  
Anche i profumi nell’aria sono cambiati: quello frizzante del mosto ottobrino ha lasciato il posto al fumo delle stoppie e delle caldarroste, ai semi di finocchio di certi salumi, al borbottio denso dei cocci dove ribolle la zuppa e a qualche spruzzata di cannella, che anticipa il Natale. 


Le mie mattine, però, in qualsiasi periodo dell’anno, a qualsiasi latitudine mi trovi, sono sempre impregnate di caffè. Il mio caffè è fatto con la moka, cialde e capsule sono riservate alla colazione al bar che mi concedo il sabato quando vado al mercato o sulla strada che porta verso la meta della consueta gita domenicale; sdegno le macchinette automatiche; mi adatto al caffè americano, come alle stravaganti declinazioni di Starbucks per la merenda; anche nei miei viaggi più remoti non ho mai mancato di imbarcare al check in il bollitore e una confezione di solubilecomedicoio.

Non c’è da stupirsi che un cake al caffè cosparso di crumble al caffè diventasse la mia ossessione dal momento in cui ne ho letto su Sale&Pepe (mi sembra di ottobre) a quando, finalmente, ho trovato il modo di prepararlo, suddividendo, però, l’impasto in 8 pirottini da muffin, per nessun motivo in particolare, se non che mi sembravano più graziosi. 


Ingredienti per il crumble:

Procedimento:
Setaccia gli ingredienti in polvere, unisci il burro freddo in dadini e lavora rapidamente con la punta delle dita per formare delle briciole. Riponi in frigo mentre prepari i muffin.

Ingredienti per i muffin:

(oppure 130 gr di farina di farro, 100 gr di zucchero e un cucchiaino di lievito per dolci)

Procedimento:
In una fondina capiente mescola gli ingredienti in polvere (io ho utilizzato una miscela professionale, ma ti ho dato in corsivo, tra parentesi, le dosi esatte per sostituirla con prodotti che puoi trovare in vendita al dettaglio) e il caffè.
In una bastardella sbatti leggermente le uova, lavorale a crema con la ricotta e stempera con la grappa.
Versa gli ingredienti liquidi su quelli in polvere e mescolali sommariamente, lasciando dei grumi, se capitano, come si fa normalmente per i muffin.
Distribuisci il composto in uno stampo per muffin rivestito di pirottini e spolvera la superficie con le bricioline al caffè.
Inforna a 180° per circa 15 minuti o fino a quando uno stuzzicadenti, inserito al centro di uno dei dolcetti, non ne uscirà pulito.
Fai intiepidire prima di sformare. 

10 set 2014

Pancakes alla Lavanda con Salsa di Mirtilli al Cardamomo... e l'arte di rigirare la frittata




C’è gente bravissima in questo. Nella vita e probabilmente anche in cucina.
Io no.
Io sono negata su entrambi i fronti. Non ho la benché minima capacità di ritorcere contro gli altri le meschinerie che mi piovono addosso, nemmeno quando sono immotivate. Io incasso. Mi rimangono in gola, provocandomi una sorta di bolo isterico che mi lascia senza fiato per giorni, poi scendono verso lo stomaco degenerando in rabbia che cerco di reprimere e infine mi scivolano tra le dita, lasciandomi sulle mani una sensazione appiccicosa di delusione, come se avessi toccato una ragnatela.
La stessa inettitudine mi perseguita ai fornelli, quando tento di preparare omelette, crèpes, pancakes e qualsiasi altro impasto morbido che richieda di essere rivoltato. Il fondo rimane attaccato alla padella, la superficie cola in rivoli tutto attorno, deformando definitivamente la preparazione, che diventa sgradevole anche a vedersi, oltre che mal cotta,  e se, per caso, riesco a sollevare la mia frittatina agevolmente, senza che il lato superiore, ancora troppo crudo, si spatasci, al momento di rivoltarla, manco dell’abile colpo di mano dello chef e la mia quasi opera d’arte si ripiega su sé stessa. Trovo che tutto ciò sia molto simbolico del mio modo di essere.
Con i preparati è più semplice. Spero mi perdonerai se vi faccio ricorso, peraltro quelli che ti ho indicato fanno parte di una linea dietetica iperproteica, disponibile qui, appositamente studiata per ritrovare o mantenere la forma fisica.
Mi auguro esista qualcosa di simile anche per la salute mentale.

Ingredienti

Procedimento:
Porta l’acqua a ebollizione e, fuori dal fuoco, aggiungi 2 cucchiaini di lavanda e lasciala in infusione per 20 minuti, coperta.
Filtra l’infuso e fallo raffreddare completamente, dopodiché stemperavi la lavanda rimasta e il preparato per pancake.
Versa il composto a cucchiaiate in una padella ben calda, leggermente unta con il burro, e, aiutandoti con una spatola, rifila i bordi di ciascun pancake in maniera da dare loro una foggia il più possibile circolare; quando sulla superficie cominceranno a formarsi delle bollicine, girali e completa la cottura dall’altro lato.
Impila i pancakes su un piatto e mantienili in caldo, mentre prepari la salsa: mescola i mirtilli con i semini di cardamomo estratti dalle bacche e pestati al mortaio, la stevia e il limone e lascia sobbollire per una decina di minuti, finché non saranno leggermente compostati.

Servi i pancakes nappati con i mirtilli al cardamomo. 

3 set 2014

Pane ai Cranberries


Come sempre, arrancando fuori da un periodo un po’ così, riparto dai fondamentali: un passo alla volta, il primo fuori dal letto (finché non farà troppo freddo e anche riemergere dalle lenzuola non sarà troppo traumatico), il secondo verso la moka, il terzo… beh, ti racconterò a breve della magnifica esperienza in Val Pusteria, dove ho partecipato in qualità di foodblogger alla Festa del Latte.
Fatto sta che in uno dei ristoranti in cui ho avuto il piacere di cenare, una tipica malga specializzata in cucina tirolese, la proprietaria ci ha condotto in visita al piccolo caseificio annesso e ci ha preparato sul momento un panetto di burro, lavato, messo in forma e quindi estratto e incartato.
L’ideale per la colazione, quindi come non rendergli onore con un pane semidolce, ricco di frutta essiccata e semini, come nella migliore tradizione del cestino del pane tirolese? Una delle mie compagne di avventura, la deliziosa Anna Maria de La Cucina di QB mi ha suggerito l’uso del kummel persino nei dessert.
Mi è sembrata un’idea particolare, che sicuramente sperimenterò, per adesso mi limito a inserirlo in una pagnotta.


Ingredienti:
  • 400 ml di birra scura
  • 200 gr di confettura di ribes rosso
  • 6 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 250 gr di farina integrale
  • 600 gr di farina manitoba
  • un cucchiaino di zucchero
  • un cucchiaio di sale
  • due bustine di lievito di birra secco
  • 200 gr di cranberries essiccati (Madi Ventura)
  • 70 gr di semi di girasole
  • un cucchiaino di semi di finocchio
  • un cucchiaino di kummel

Procedimento:
Introduci i primi 8 ingredienti nel cestello della macchina del pane e avvia la funzione “solo impasto”.
Al beep per l’aggiunta degli ingredienti, unisci i cranberries, i semi e le spezie.
Al termine del programma, sistema l’impasto in due stampi da plum cake e lascia lievitare per almeno un’ora, fino al raddoppio del volume.

Inforna a 180° per circa 40’.


18 giu 2014

Strawberry Ring Tart


Questa deliziosa torta da credenza viene dal blog di Raffy, che pubblica sempre ricette adorabili, impregnate di sapori del suo incantevole Sud.
Appena ho letto il procedimento, non ho avuto alcun dubbio su quale sarebbe stata la mia prossima impresa pasticcera: si tratta di un’idea assolutamente geniale, che combina la golosità della frolla croccante con l’aspetto accattivante del ciambellone, due must della rassicurazione, di cui in questo periodo ho tanto bisogno. Sinceramente ero partita con l’idea di fare mezza dose, poi mi sono detta che quel panetto di burro da panna centrifugata e le uova di giornata che avevo in frigo non potevano trovare impiego migliore.

Ovviamente, non è un raffinato dessert da fine pasto, ma per la colazione o l’ora del the è perfetto, visto che qui il tempo ha tutta l’aria di essersi stabilizzato in mood autunnale.


Ingredienti:

(oppure la tua ricetta preferita di pasta frolla lievitata)
Procedimento:
Prepara la pasta frolla come d’abitudine, ma senza amalgamare completamente il composto, cerca di mantenerlo in briciole, come un crumble. Riponilo in frigorifero per un paio d’ore o anche in freezer per una mezz’ora.
Trascorso questo tempo, sporca con un filo d’olio uno stampo da ciambellone e lascia cadere su tutto il fondo 1/3 dell’impasto a manciate. Distribuisci al centro della base la confettura e ricopri il tutto con la frolla rimasta.

Fai riposare in frigo ancora per una mezz’ora, quindi inforna a 180° per circa 30 minuti o finché la superficie del ciambellone non sarà dorata.

Quando si sarà raffreddato, sformalo e spolvera con abbondante zucchero a velo.

12 giu 2014

Granola di Cereali Soffiati con Frutta Mista e Gocce di Cioccolato


Dopo alcune settimane di indulgenza nell’autocompatimento, provo, con qualche resistenza e molta fatica, a rimettermi in sesto: “l’importante è sopravvivere abbastanza da essere ancora in circolazione quando ricominceranno a succedere cose belle” (Kathleen Tessaro).
Si riparte da piccoli gesti, di quelli che non richiedono un grosso impegno mentale, né un coinvolgimento emotivo, due sfere che, per il momento, mi si sono prosciugate: immagino che una dieta sana e l’idratante per il viso funzionino anche se non si è sentimentalmente partecipi all’atto.
Ho comprato della frutta fresca, della verdura di stagione, ho invasato qualche conserva, uno scrub per il corpo con le alghe comprate per sushi che non preparerò mai e del muesli maison, che dubito possa regalarmi maggiore energia o buon umore di caffè nero e biscotti confezionati, ma farlo è stato divertente.

Il procedimento è molto semplice, in passato avevo seguito quello della Pèltre, ma non mi aveva soddisfatto, stavolta ho tratto la ricetta da un libro sulla dieta detox, anche se, ovviamente, la versione originale, non prevedeva le gocce di cioccolato.


Ingredienti:


Procedimento:
Mescola il farro, il cocco, le noci e i semi di girasole in una ciotola capiente, cola sopra il miele e mescola ancora per avvolgerli completamente. Rovescia il tutto in una teglia da forno e stendi in un solo strato.
Lava e affetta sottilissimamente la mela e disponi le lamelle sopra una griglia.
Inforna il mix e la mela a 180° per 20 minuti, quindi estrai la teglia con la granola, e lascia la mela ad asciugare ancora per un po’ nel forno spento.
Quando il tutto sarà a temperatura ambiente, unisci ai cereali la mela, i frutti di bosco e le gocce di cioccolato.

Puoi conservare la tua granola in un barattolo a chiusura ermetica per circa un mese.

Per una colazione più completa, ma leggera, anziché il latte vaccino puoi affogare il tuo muesli nello yogurt o nel latte di soya alla vaniglia, uno dei golosi gusti proposti da Alpro per le sue bevande aromatizzate. 


11 giu 2014

Granola di Cereali Soffiati con Frutta Mista e Gocce di Cioccolato


Dopo alcune settimane di indulgenza nell’autocompatimento, provo, con qualche resistenza e molta fatica, a rimettermi in sesto: “l’importante è sopravvivere abbastanza da essere ancora in circolazione quando ricominceranno a succedere cose belle” (Kathleen Tessaro).
Si riparte da piccoli gesti, di quelli che non richiedono un grosso impegno mentale, né un coinvolgimento emotivo, due sfere che, per il momento, mi si sono prosciugate: immagino che una dieta sana e l’idratante per il viso funzionino anche se non si è sentimentalmente partecipi all’atto.
Ho comprato della frutta fresca, della verdura di stagione, ho invasato qualche conserva, uno scrub per il corpo con le alghe comprate per sushi che non preparerò mai e del muesli maison, che dubito possa regalarmi maggiore energia o buon umore di caffè nero e biscotti confezionati, ma farlo è stato divertente.
Il procedimento è molto semplice, in passato avevo seguito quello della Pèltre, ma non mi aveva soddisfatto, stavolta ho tratto la ricetta da un libro sulla dieta detox, anche se, ovviamente, la versione originale, non prevedeva le gocce di cioccolato.


Ingredienti:
  • 125 gr di farro soffiato
  • 3 cucchiai di cocco disidratato in lamelle
  • 80 gr di gherigli di noce
  • 2 manciate di semi di girasole
  • 250 ml di miele
  • una mela
  • 200 gr di Mix di Frutti Rossi Disidratati Madi Ventura
  • due manciate generose di gocce di cioccolato fondente


Procedimento:
Mescola il farro, il cocco, le noci e i semi di girasole in una ciotola capiente, cola sopra il miele e mescola ancora per avvolgerli completamente. Rovescia il tutto in una teglia da forno e stendi in un solo strato.
Lava e affetta sottilissimamente la mela e disponi le lamelle sopra una griglia.
Inforna il mix e la mela a 180° per 20 minuti, quindi estrai la teglia con la granola, e lascia la mela ad asciugare ancora per un po’ nel forno spento.
Quando il tutto sarà a temperatura ambiente, unisci ai cereali la mela, i frutti di bosco e le gocce di cioccolato.

Puoi conservare la tua granola in un barattolo a chiusura ermetica per circa un mese.


7 mag 2014

Brownies Muffin


“Chiunque abbia troppo accostato alle labbra il calice della voluttà; chiunque abbia occupato nel lavoro gran parte del tempo destinato al sonno; chiunque, essendo uomo intelligente, si sente momentaneamente svanito; chiunque non possa sopportare l’aria umida, il tempo lungo, l’atmosfera pesante; chiunque sia tormentato da un’idea fissa che gli toglie la libertà di pensare: tutti costoro si prendano un buon mezzo litro di cioccolata ambrata...”
(Anthèlme Brilaat-Savarin)

Mi riconosco in ciascuno dei suddetti tormenti e in altri più o meno analoghi… non so se il cioccolato possa rappresentare una soluzione per qualcuno di essi. Ma sicuramente averne da parte un po’ mi fa sentire meglio.

Se è troppo, prepara i muffin. 


Ingredienti:

Procedimento:
Monta le uova con lo zucchero. In una casseruola scalda il burro e l’olio per fondere il primo e incorporali caldi al composto precedente.
Fondi il cioccolato a bagnomaria e amalgamalo al resto
Setaccia le polveri in una terrina e mescolale grossolanamente all’impasto. Non preoccuparti se rimarranno dei grumi di farina, il segreto della sofficità dei muffin sta in questo, lo sanno tutti.

Distribuisci il composto in una teglia da muffin, foderata con gli appositi pirottini e inforna a freddo, impostando la temperatura a 180°, calcolando circa 12 minuti da quando il forno l’avrà raggiunta. Verifica la cottura con uno stuzzicadenti, tenendo presente che l’interno rimarrà comunque piuttosto umido e solidificherà completamente raffreddandosi.

15 gen 2014

Oat Caramel Macadamia Choco Bars


Ho trovato la ricetta di queste barrette strepitose in un bellissimo libro che ho comprato poco tempo fa, Torte d’America: quando l’ho visto sullo scaffale è stato amore a prima vista… mi è bastato sfogliarne qualche pagina per capire che era il libro che cercavo da tempo o, quantomeno, da quando, per il Giorno del Ringraziamento, ho partecipato a una vera cena americana e ho assaggiato i veri dessert a stelle e strisce.
Pochi giorni dopo l’ho trovato su IBS a prezzo scontato e l’ho ordinato senza pensarci un attimo, insieme ad altri libri, ovviamente sempre di cucina… non che legga solo quelli, ma di narrativa mi rifornisco in biblioteca :-)
Comunque, Torte d’America è una smisurata raccolta di ricette tradizionali rivisitate da una coppia di statunitensi trapiantati a Londra per lavorare in radio, ma che, poi, appassionati di cucina come sono, hanno cominciato a vendere le loro torte al farmer’s market, per poi aprire una bakery e infine scrivere un libro… sembra una bella favola, il sogno di molti di noi, credo. Mi piace immaginare che sia possibile e i due autori me lo dimostrano.
La lista dei dessert è da perderci la testa, sono uno più goloso dell’altro e adoro come sono raccontati, in tono colloquiale e con grande semplicità, nessuna ricetta è dogmatica, anzi… finalmente qualcuno che sfata il mito della pasticceria come assioma e delle dosi al milligrammo: l’importante è mantenere sommariamente le proporzioni tra ingredienti umidi e secchi, poi se preferisci le nocciole alle noci o in casa hai lo zucchero raffinato e non quello di canna, il dolce viene ugualmente, sarà differente ma comunque buono.


La ricetta originale di queste barrette, per esempio, prevedeva i fiocchi d’avena e le gocce di cioccolato, ma l’unica cosa che avevo a disposizione a base di avena era la crusca e non avevo voglia di cercare le gocce di cioccolato in dispensa, così ho usato un blocco di fondente che era più a portata di mano. Inoltre la mia teglia rettangolare era in lavastoviglie, quindi ne ho usata una rotonda e anziché dei quadrati ho tagliato degli spicchi.
Insomma, credo che d’ora in poi lascerò perdere la delicata pasticceria europea e mi dedicherò a dolci ricchi e confortanti come questi, che contengono burro a profusione (ne ho usato uno di ottima qualità e ti consiglio di fare altrettanto, perché il sapore si sente davvero tanto e un prodotto economico potrebbe rovinare tutto), cioccolato, caramello, noci di macadamia… insomma, tutte le cose che mi piace trovare in un dessert!



Ingredienti per la base:


Ingredienti per la farcitura:


Procedimento:
Per preparare la base, mescola i primi 5 ingredienti in una zuppiera capiente, fondi il burro nel microonde, lascialo raffreddare un po’ e versalo sopra alle polveri. Mescola con un cucchiaio finché non avrai ottenuto delle briciole, quindi prelevane metà e compattalo sul fondo di una pirofila da 20 cm x 30, abbondantemente oleata.
Inforna a 180° per 10 minuti.
Nel frattempo, trita il cioccolato al coltello, spezzetta le noci e lavora un po’ il dulce de leche con un cucchiaio, per ammorbidirlo.
Sforna la base e lasciala raffreddare altri 10 minuti, mantenendo il forno acceso, quindi cospargila di cioccolato e noci di macadamia e colaci sopra la crema al caramello.
Distribuisci il resto dell’impasto su tutta la superficie, senza pressarlo, deve rimanere frammentato, come in un crumble.

Rimetti ancora in forno per circa 20 minuti, finché non sarà dorato e, se puoi, pazienta finché non sarà completamente raffreddato prima di tagliarlo in barrette o in spicchi (il top sarebbe riporlo in frigo per tutta la notte e solo dopo procedere a porzionarlo, ma non credo riuscirai ad attendere così tanto)



Anche se ormai è passato un bel po' di tempo, voglio raccontarti ugualmente in che occasione ho preparato queste barrette/spicchi: era il 24 dicembre, l'ultimo pomeriggio di quiete prima dell'inizio di una corvée interminabile di impegni familiari, gli ultimi momenti di quell'intimità che tanto mi piace del periodo che precede le festività vere e proprie, troppo caotiche per me.
Avevo già messo insieme l'impasto il giorno prima, così ho deciso di cuocerlo per la merenda e accompagnarlo con una tazza di the di Natale Cuidate, un marchio rappresentato in Italia da Arol Srl e che quest'anno ha deciso di deliziarci con questo delicata miscela di the nero, al profumo di cacao e caramello: aromi lontani da quelli caratteristici del Natale (io avrei pensato più banalmente a un the alla cannella, no?) e che, proprio per questo non trovo affatto fuori luogo consigliarti ora: fa ancora così freddo e sono certa che ci aspettino almeno altri due mesi di the pomeridiani...


12 dic 2013

Christmas Time: Treat Menu - Brioche Francese all'Arancia e Noci con Crema al Limone, Fichi e Zenzero


Brioche Francese all'Arancia e Noci con Crema al Limone, Fichi e Zenzero
Piattino da the Easy Life Design

Da qualche giorno è calata su Firenze una nebbia talvolta spessa come una coltre di lana non cardata, talvolta evanescente, appena un pizzo che vela il panorama, talvolta sono solo dei ciuffi che il terreno pare spruzzare fuori come geyser.
Sabato pomeriggio sembrava una bella giornata e siamo usciti per una lunga passeggiata in riva all’Arno.
Partendo da casa, per raggiungere il fiume, dobbiamo attraversare un parco, con un piccolo lago artificiale, circondato dagli alberi, e percorrere un sentiero che passa in mezzo agli appezzamenti che il Comune ha assegnato ad un gruppo di pensionati, La Valle degli Orti, si chiama: la natura aveva dei colori bellissimi, soprattutto il riflesso delle foglie nell’acqua del laghetto e la temperatura era così gradevole che non sembrava affatto dicembre.
Eravamo usciti subito dopo pranzo, per non trovarci in aperta campagna a buio fatto, in questi giorni le giornate sono così brevi… ma mentre rientravamo, inevitabilmente, il sole ha cominciato a calare, la luce si è fatta sempre più radente e il freddo pungente. Contemporaneamente, dall’Arno, che stavamo costeggiando, si sono levate le prime “fiammelle” di nebbia, hanno cominciato a salire lentamente, come piccoli fantasmi: era uno spettacolo indimenticabile, in quel momento, più ancora di quando splendeva il sole, ho rimpianto di non avere con me la macchina fotografica.
Il paesaggio palustre del lungarno di periferia ha assunto in pochi minuti dei toni lugubri, quasi cimiteriali, a metà tra la Londra vittoriana e il neogotico, del resto non so se in foto sarei riuscita a rendere l’idea e probabilmente non ci riesco nemmeno con le parole.
Ti dico solo che, a un certo punto, quando la nebbia era diventata una vera e propria cataratta, siamo arrivati in prossimità del maneggio: c’erano dei cavalieri che stavano montando al galoppo, se ne distinguevano solo le silhouettes scure e sembrava veramente di trovarsi da qualche parte nello Yorkshire, in un romanzo di Jane Austen…
Siamo tornati a casa infreddoliti, con i capelli increspati dall’umidità… per fortuna le brioches erano finalmente lievitate, le ho infornate e, nel tempo che ci asciugavamo, erano cotte. Le abbiamo mangiate così, fumanti, ustionandoci con la marmellata che ancora ribolliva, e, rinfrancati, abbiamo aperto gli scatoloni degli addobbi natalizi, che da qualche giorno ci guardavano minacciosi, ricordandoci che era ora di darci da fare.

Brioche Francese all'Arancia e Noci con Crema al Limone, Fichi e Zenzero

Ingredienti per l’impasto:
  • 50 ml di acqua
  • 75 gr di burro
  • un uovo
  • 2 cucchiai di acqua di fiori d’arancio (o aroma all’arancio o la buccia di un’arancia grattugiata)
  • 250 gr di farina manitoba (Molini Rosignoli)
  • 50 gr di stevia (Truvia Eridania)
  • 5 gr di lievito di birra secco


Ingredienti per il ripieno:
Brioche Francese all'Arancia e Noci con Crema al Limone, Fichi e Zenzero


Procedimento:
Introduci tutti gli ingredienti per l’impasto nel cestello della macchina del pane, nell’ordine indicato dal produttore, e avvia il programma “impasto e lievitazione”.
Al termine, dai all’impasto due giri di pieghe del secondo tipo, chiudendo i lembi dell’impasto al centro, rovesciandolo sul lato opposto e ripetendo l’operazione anche su questo.
Avvolgilo in un foglio di pellicola e fai lievitare per tutta la notte.
All’indomani, usando una spianatoia leggermente infarinata, stendilo in un rettangolo sottilissimo: distribuisci sopra la marmellata, i fichi tagliati a dadini e le noci spezzettate grossolanamente.
Arrotola la sfoglia strettamente, sigilla le estremità e, con un coltello affilato, affettala in 8 tranci.
Disponili “a corolla”, l’uno abbastanza ravvicinato all'altro, ma non attaccati, in una pirofila rotonda, foderata di carta forno, con la parte del taglio rivolta in verticale (un po’ di ripieno sborderà, ma non preoccuparti, puoi reinserirlo tra i giri della sfoglia o lasciarlo caramellare sulla superficie, sarà buonissimo ugualmente). Lascia lievitare ancora per circa due ore.
Preriscalda il forno a 200° e cuoci per 40 minuti o finché le “roselline” non saranno ben dorate in superficie.

Nell'impasto, in sostituzione dello zucchero, ho utilizzato Truvia, un nuovo dolcificante a base di stevia:
Trovo che la stevia sia un prodotto fantastico, a cui mi sto affezionando sempre più, perché regala la giusta dose di dolcezza, a 0 calorie. Temevo che, impiegandola per un lievitato non rendesse, dato che i lieviti per fermentare hanno bisogno di zucchero, ma, prolungando un po' i tempi di riposo, è andato tutto bene.
Truvia è disponibile in vasetto, che puoi riciclare grazie alle apposite confezioni ricarica, ma anche in pratiche bustine monodose, che tengo sempre in ufficio, nel cassetto della scrivania, accanto alle mie tante latte di the e al thermos di caffè che mi preparo ogni mattina e che porto con me al lavoro, per tagliare sulle spese evitando il distributore automatico (bevo moltissimo caffè e quando lo prendevo alla macchinetta sprecavo almeno 10 € alla settimana solo per quello!!!).

Brioche Francese all'Arancia e Noci con Crema al Limone, Fichi e Zenzero
Piattino da the Easy Life Design

Se desideri gustarle per colazione sono buonissime anche così, magari ancora calde, o passate brevissimamente al microonde (mi raccomando, solo pochi secondi!), ma non c’è alcuna ragione per negarsele a fine pasto, sempre rapidamente riscaldate, ma ingentilite da una nappatura di crema fredda al limone e zenzero:
Ingredienti:

Procedimento:
Mescola la polvere del preparato con lo zenzero e preparala come da istruzioni sulla confezione, sostituendo, però, circa 1/6 del latte indicato con lo sciroppo di fichi (o un altro a tua scelta).

Brioche Francese all'Arancia e Noci con Crema al Limone, Fichi e Zenzero
Piattino da the Easy Life Design

In questo caso, non può mancare un vino dolce, ma non troppo: io ho scelto il Verduzzo Friulano della Tenuta Luisa, non so se perché ispirata dal suo colore dorato, che mi pareva tanto in tono con quello della marmellata d’arance (del resto sono quella che assegna un colore ai profumi e si spruzza quello in pendant con l’abbigliamento).
Il Verduzzo giallo, detto anche dorato, deriva dall’omonimo autoctono friulano (esiste anche un corrispondente ad acino verde, che dà origine al Verduzzo secco) ed è un capolavoro di questo territorio, che, enologicamente parlando, sto scoprendo da poco, con sempre maggiore piacere.
Il colore, lo dice il nome stesso, è intensamente giallo, con note d’ambra, il profumo è intenso di fiori bianchi, miele, frutta bianca matura, ma non passita. E questo è sorprendente perché spesso i vini da dessert hanno quella nota di dattero che li rende stucchevoli, mentre qui l’albicocca fresca prelude all’acidità delle sensazioni gustative, che è il segno distintivo del terroir e che rende gradevolissimi anche i vini più zuccherini.


Brioche Francese all'Arancia e Noci con Crema al Limone, Fichi e Zenzero