27 feb 2009

Cheese cake al Limone

Con Kiwi Caramellati

(e un buon pre-compleanno a me)



Essere nati il 29 di Febbraio ha i suoi svantaggi: prima di tutto ci si sente subito chiamati in causa e un tantino responsabilizzati quando qualcuno (un po' carente di tatto, per la verità) lamenta, in nostra presenza, "Anno bisesto anno funesto", considerazione che fa scattare automaticamente il meccanismo perverso per cui "Il 29 di Febbraio porta seccia, sarebbe meglio che non esistesse e quindi (per la proprietà riflessiva) che non fossi mai nata e non eistessi nemmeno io perché anch'io porto seccia".

E poi per tre quarti della tua vita sei senza compleanno, inoltre non puoi mai addurre pretese del tipo "Domani si fa questa cosa, per festeggiare il mio compleanno", perché non è vero che domani è il tuo compleanno, domani è il 28 di Febbraio o il I Marzo. Non ti tocca mai l'omaggio di compleanno e lo sconto del 50% compreso nelle tessere delle profumerie.

Una volta, quella capra del mio ex fidanzato si dimenticò completamente del 28 Febbraio e si iscrisse, per quella data, a un torneo di Dungeon&Dragons (sorvoliamo sulla salute mentale di questo tizio). Io corsi a piangere tra le braccia della mia migliore amica (ero giovane... se accadesse adesso andrei a divertirmi tra le braccia di qualche ex compiacente) e lei, per consolarmi, mi disse che non era poi una mancanza così grave, il mio compleanno non esiste.

In sala parto mia mamma urlava "Rimettetela dentro e aspettiamo domani".

Per rifarmi della mia immensa sfortuna, che mi depriva, per quasi tutta la mia vita, della gioia di dire "Oggi è il mio compleanno", ogni anno mi preparo un cheese cake diverso e lo mangio tutto.

Quest'anno mi sono regalata, per la verità con qualche giorno di anticipo, una grande torta di formaggio al limone, con base di panettone bagnato di mirtilli sciroppati e copertura di kiwi caramellati de La Compagnia del Cavatappi, di cui parlavo qui.

La crema di formaggio proviene da qui, mentre la base è una mia invenzione, a cui ho voluto dar vita per far fuori il panettone avanzato, la cui scatola troneggiante sullo scaffale cominciava a darmi sui nervi.






Ingredienti:

Per la base
  • fette di panettone q.b. tagliate sottili
  • mirtilli o altra frutta sciroppata
  • latte q.b.

Per la crema di formaggio

  • 400 gr di formaggio tipo philadelphia
  • 3 uova
  • 150 gr di zucchero
  • il succo di mezzo limone

Per guarnire

  • kiwi caramellati

Procedimento:

Disponete le fette di panettone sul fondo di una tortiera a cerchio apribile e appiattitele leggermente con le mani, in maniera da compattarle. Bagnatene la superficie con un po' di mirtilli sciroppati, mescolati a del latte.

Lavorate tutti gli ingredienti della crema e sormontate con essa la base di panettone.

Infornate il cheese cake a 180° per 10 minuti, poi abbassate la temperatura a 100° e cuocete per altri 50 minuti.

Lasciate raffreddare prima di sformare e coprite con i kiwi caramellati.



26 feb 2009

Zuppa di Ceci al Limone






Un'altra zuppa???

Eh, beh, per forza, sto approfittando degli ultimi freddi per incamerare quante più minestrine possibile, in vista dell'estate, quando le temperature mi terranno lontana da questa splendida categoria di portate, a me fino a pochi mesi fa semisconosciuta, ma che mi sta regalando tante, tantissime soddisfazioni.






Eppertanto, sì, un'altra zuppa, ma, badate bene, non è la solita zuppa.

Sillosò che la minestra di ceci è vecchia quanto il mondo e che tutti avete la vostra ricetta infallibile e rassicurante, ma, per una volta, provate questa.






Questa è un'apoteosi di spezie, in parte frullata, quel tanto che basta a renderla cremosa, senza essere una vellutata, in parte lasciata "a pezzettoni", tanto divertenti da mangiare, avete presente le scenette del tipo "A te cos'è toccato?" "A me una fettina di cipolla, no, aspetta, anche un cece" "Io ho una fogliolina di prezzemolo e... toh, un pomodorino".

Non avete presente?

E' che in casa mia siamo fuori di testa.




Mentre il brodo di base è quello morbido che si forma con la cottura dei ceci, insapidito appena da una punta di limone.







Ingredienti:
  • 150 gr di ceci secchi
  • 1 cipolla
  • 1 cucchiaino di semi di cumino
  • 1 punta di cucchiaino di zenzero in polvere
  • 1 cucchiaino di cannella
  • 1 barattolo di pelati
  • 1 lt di acqua
  • il succo di mezzo limone
  • prezzemolo
  • sale
  • pepe
  • olio evo

Procedimento:

La sera prima ammollare i ceci in abbondante acqua e lasciarveli per 24 ore. All'indomani, scolarli e sciacquarli.

Far soffriggere la cipolla e le spezie sul fondo della pentola a pressione. Aggiungere i pelati tagliati a pezzetti, i ceci, l'acqua, il sale, il pepe e chiudere il coperchio. A questo punto, io ho calcolato 20 minuti dal fischio, perché questo è il tempo che impiegano i miei ceci a cuocere, ma regolatevi voi in base al tipo che usate e alla vostra esperienza. A cottura ultimata, frullate circa 1/3 della zuppa e riversatela nella pentola. Aggiungete il succo di limone, aggiustate di sale e servite, cosparso di prezzemolo sminuzzato.








25 feb 2009

Soupe Niçoise



Questa zuppa, sostanziosa, ma fresca abbastanza per adattarsi anche alle giornate più miti che, cross my fingers, stanno facendo capolino, si rifà alla classica Salade Niçoise, della quale contiene tutti gli ingredienti, ma in forma "destrutturata". Questo parolone l'ho letto su un blog molto chic e ho deciso di utilizzarlo anch'io.




Chi non si è sdilinquito davanti a un tripudio profumato di pomodori sugosi, fagiolini croccanti e filetti compatti di tonno, condito da una stuzzicante tapenade mediterranea, consumato all'ombra di un gazebo affacciato sulla costa provenzale? Non sapete di cosa sto parlando? Comprensibile, non molti vanno al mare in Francia...




Nel caso, in attesa dell'estate, gustatevela in versione brodosa.






Ingredienti:





  • 1 cipolla tagliata a velo


  • 4 pomodori maturi


  • 225 gr di fagiolini


  • 1 patata grande


  • 1/2 lt di brodo


  • 180 gr di tonno in scatola


  • 1 uovo sodo


  • sale


  • pepe


  • olio evo


Per la tapenade:





  • 80 gr di olive nere


  • 3 acciughe sott'olio


  • 1 cucchiaio di capperi


  • olio evo


Procedimento:



Affettare la cipolla a velo e le altre verdure a tocchetti e farle insaporire in pentola a pressione con un filo di olio evo. Appena il tutto avrà "legato", aggiungete il brodo e fate cuocere per 15 minuti dal fischio. Aggiustate di sale e pepe e aggiungete il tonno sbriciolato. Fate cuocere altri due minuti a pentola scoperta, per amalgamare i sapori e servite nelle scodelle, con una cucchiata di tapenade, preparata tritando insieme gli ingredienti suddetti, e qualche fettina di uovo sodo.



Mi scuso per la scarsità e la cattiva qualità delle foto,


ma,


a parte la pessima luce serale,


mi risulta che


in questi giorni


Blogger


abbia qualche difficoltà a caricarle.


Capita anche a voi?

Ringrazio Luca e Sabrina per avermi attribuito il premio amicizia

24 feb 2009

Cake rustico di mele e curry



Questo cake è decisamente indian style... così ho pensato di ritrarlo affiancato dalla sfera della vita yogi, sicuramente il più bel soprammobile che ho in casa, insieme al bastone masai.

Per la verità, la ricetta originale al posto del curry usava il cren, ma io il cren in casa non lo avevo e non sono nemmeno certa che mi piaccia, quindi, per una certa, ipotetica, assonanza tra le due parole, ho pensato di sostituirlo con il curry.



Ne è uscito un cake molto profumato e, per la presenza della mela, morbido, ottimo per accompagnare la "solita" salade composée che, con un largo range di variazione degli ingredienti, è diventata la nostra cena della domenica sera.






Alla ricetta base del cake rustico ho sostituito l'emmenthal con altrettanto caciocavallo grattugiato e ho aggiunto una mela non sbucciata e tagliata a cubotti e due cucchiai abbondanti di curry.





Siccome l'ultima volta che avevo pubblicato un cake salato,
dai vostri commenti si capiva che
(per quanto contenesse cipolle e formaggio)
non era chiaro che si trattava di un rustico e non di un dolce,
stavolta, dato che tra gli ingredienti figura una mela,
il che potrebbe renderlo ancora più equivoco,
lo specifico:
si tratta di un cake salato

23 feb 2009

Tartufi Fioriti




Prego entrate, accomodatevi, assaggiate uno dei miei speciali, omaggio della casa...





Un cuore di eburnea vaniglia per la sensualità e di lavanda pungente per scacciare gli spiriti malvagi, racchiuso in un involucro di cacao amaro, contro la malinconia, e sognante violetta per arricchire la vita interiore, marcati con il segno della Signora Luna Coniglio, simbolo di prosperità e fecondità...


Allora, che ne dite: ho indovinato i vostri preferiti?






Ingredienti:
  • 125 gr di mascarpone
  • 100 gr di biscotti secchi
  • 2 cucchiaini di fiori di lavanda
  • 3 cucchiai di zucchero vanigliato
  • cacao amaro
  • zucchero alla violetta

Procedimento:

Tritate i biscotti con i fiori di lavanda e amalgamateli al mascarpone e allo zucchero vanigliato, fino ad ottenere un composto omogeneo. Formate delle palline, che rotolerete nel cacao amaro, mescolato con lo zucchero alla violetta.

Il mix di cacao/violetta avanzato non si butta via, ma si usa per aromatizzare il caffè, nella misura di 1/3 di cucchiaino per una caffettiera da due tazze, da mettere direttamente nel filtro, insieme alla polvere di caffè.







20 feb 2009

"I" Canederli



In quanto lieta intestataria di un libercolo esclusivamente dedicato alla preparazione di canederli, posso garantirvi che di questo piatto esistono una quantità praticamente sconfinata di versioni, che si diramano dalle oltre 30 ricette presenti nel libro verso almeno altrettante declinazioni, basate sugli ingredienti a disposizione in casa.


Ciononostante mi sento di affermare con una certa protervia che questi sono "I Canederli" quelli dell'immaginario collettivo, quelli che ci si aspetta ci vengano serviti quando li si ordina in un rifugio incastonato tra due cunette sulle piste da sci o in un ristorante tipico a fondo valle, odoroso di funghi e di cacciagione in umido.

Quando penso ai canederli mi sorprende automaticamente l'immagine di una sala da pranzo in stile altoatesino, con i mobili in legno chiaro, intagliati da cuoricini che traforano ogni casssetto o sportello e un tavolo circondato da panche, coperto da una tovaglia di tessuto tirolese. La mia stanza immaginaria si affaccia tramite grandi finestre a parete su un paesaggio innevato, immerso nel crepuscolo bluastro, ed è riscaldata dal crepitio di una Stua in maiolica.

Così, partendo da alcuni avanzi che imploravano pietà dal freezer e dal frigorifero, ho cercato di ricreare questa atmosfera ovattata il cui ricordo/sogno giace da qualche parte, nel cassetto della mia infanzia.


















Ingredienti:
  • 150 gr di pane raffermo
  • 2 cucchiai di latte
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di farina
  • mezza cipolla
  • 50 gr di pancetta
  • 1 salsiccia
  • un ciuffo di prezzemolo
  • sale
  • pepe
  • noce moscata

Per condire:

  • burro fuso e parmigiano q.b.

Procedimento:

C'è da puntualizzare che i veri canederli si preparano a mano. Ma c'è da tenere presente anche che per i veri canederli si utilizza un pane molto diverso da quello toscano, un pane più "gnucco", e dotato di un'alveolatura molto più fitta, quindi più facilmente lavorabile e più incline ad impregnarsi degli ingredienti liquidi, dando comunque vita a un impasto consistente.

Il pane toscano si presta meno a certi virtuosismi e impastandolo a mano si rischia di dover aggiungere troppi liquidi e di ritrovarsi con dei canederli non sufficientemente compatti, che si sfaldano in cottura.

Quindi la soluzione migliore è mettere tutti gli ingredienti (tranne la salsiccia e la pancetta) in un mixer e frullare il tutto finché non si forma una palla o comunque un composto sodo. A quel punto si aggiungono la pancetta a dadini e la salsiccia sbriciolata e si formano delle polpette grandi come un uovo, da far cuocere per 15 minuti in acqua bollente salata e condire con parmigiano e burro fuso.

19 feb 2009

Blanc Manger Coco

Con Kiwi Caramellati
Foto 003
Il vento tropicale che ha sparpagliato gli incarti dei cioccolatini ricevuti per San Valentino, facendoli mulinare nell'aria, come farfalle nell'occhio del ciclone, ha lasciato cadere la spolverata cremosa del cocco anche sul dessert, semplificando l'esecuzione di un classico della cucina medioevale, e vestendolo d'oriente.
Sotto il nome di Blanc Manger non va un' unica preparazione, ma una categoria di pietanze, dolci e salate, cosiddette per il prevalente colore bianco, simbolo di purezza e di ascetismo.
Ha origini remote: il primo documento scritto che lo cita riguarda il menu servito da Matilde di Canossa per ingraziarsi Papa Gregorio VII e convincerlo alla riappacificazione con Enrico IV.
Nei primi ricettari medioevali, si parla di biancomangiare in riferimento a piatti a base di pollo, pesce (a seconda che si fosse o meno in Quaresima) e brodo. Più tardi venne impreziosito con l'aggiunta di mandorle, zenzero, miele.
La versione dolce del Blanc Manger prevede l'utilizzo di panna montata e mandorle e il filtraggio dell'infusione ottenuta lasciando riposare queste ultime nel latte.
Io ho voluto sveltire il procedimento tralasciando questa operazione e sostituendo le mandorle con il cocco e la panna con mascarpone.
Foto 002
A coronamento di questo morbido dessert, la cui texture levigata, simile a quella della panna cotta, è movimentata dalla granulosità delle scaglie di cocco che ho voluto lasciare, ho scelto i Kiwi Caramellati de La Compagnia del Cavatappi.
Definire questo prodotto una marmellata sarebbe riduttivo: si tratta, piuttosto, di una composta di kiwi piuttosto consistente, ammorbidita dall'abbondante caramello, che regala all'insieme un retrogusto fumé decisamente più interessante di quello di una confettura classica e la rende, a mio parere, adatta tanto a impreziosire il sapore spesso plain (perdonatemi, ma non trovo la parola italiana adatta... è il male di utilizzare troppo spesso ricettari stranieri) dei dessert cremosi quanto a ingentilire i formaggi stagionati più decisi.
Foto 007
Ingredienti:
  • 125 ml di latte
  • 125 ml di latte di cocco
  • 40 gr di coco rapé
  • 75 gr di zucchero
  • 125 gr d mascarpone
  • 2 fogli di gelatina

Per guarnire:

Kiwi Caramellati

Procedimento:

Portate a ebollizione il latte, il latte di cocco e metà dello zucchero, quindi versatevi il cocco grattugiato, coprite e lasciate in infusione per 15 minuti. Nel frattempo, ammollate la gelatina in acqua fredda e, trascorso il tempo di riposo del composto precedente, strizzatela e aggiungetevela, mescolando a lungo, finché non si scioglie del tutto. Lasciate intiepidire, quindi aggiungete il resto dello zucchero e il mascarpone. Amalgamate il tutto e trasferitelo in 4 cocottine monoporzione. Fate raffreddare, quindi riponete in frigo per almeno 18 ore.

Al momento di servire, versate una cucchiaiata di kiwi caramellati o di marmellata che vi sembra si addica, sulla superficie di ciascuna porzione.

Foto 001

18 feb 2009

Gamberi al curry con salsa di cocco

(Prawn Sukke)














Il vento è cambiato.

E' ora di lasciarsi alle spalle l'aura color fango che mi aveva circondato negli ultimi mesi e riprendermi i miei colori: il giallo polveroso della curcuma, il rosso leccalecca del peperoncino, il nero notturno del sesamo tostato.

Il vento che ha soffiato per il mio San Valentino era quello di Zanzibar, mi ha portato un soffio di sabbia nivea, il bagliore trasparente della marea che risale la spiaggia nel tardo pomeriggio, l'odore acre del curry, la dolcezza del cocco, la sensualità dei gamberi appena pescati.

E nel vapore profumato di spezie che si alzava dalla pentola in cui la preparazione dolcemente sfrigolava, ho visto.

Ho visto una baracca di canne sul mare, illuminata appena da una lampada a petrolio, la penombra che accieca e accresce, per contro, le altre percezioni: il tonfo sordo della risacca, lo scricchiolio dei granchi che si nascondono nelle buche scavate sottoterra, il fruscio del vento che alza i granelli di sabbia, mille aghi che sferzano la pelle ancora calda di sole, il profumo legnoso del chapati che cuoce nell'olio di cocco e quello franco, di fumo e salsedine del pesce che arrostisce (o forse viene dal mare?), il sapore amaro e stonato della birra che prepara a questi:





Ingredienti:
  • 400 gr di gamberi sgusciati
  • 1/2 cipolla
  • 2 cucchiaini colmi di curry
  • 100 ml di latte di cocco
  • olio di semi
  • sale

Procedimento:

Far appassire la cipolla nell'olio, aggiungere i gamberi, spolverati con la metà del curry e farli cuocere qualche minuto.

Aggiungere il latte di cocco, in cui avrete disciolto il curry rimanente, fate addensare un po', cuocendo a fuoco alto e aggiustate di sale.

17 feb 2009

Cornetti allo yogurt di Anna Moroni




Ve li ricordate ancora questi cornetti? Quest'estate o poco dopo spopolavano, ma non mi ero mai decisa a farli: yogurt non disponibile, marmellata gnucca o granulosa, Nutella finita, troppi dolci in lista d'attesa...



Domenica, invece, mi avanzava giusto un vasetto di yogurt dalla preparazione dei muffin, la marmellata aperta in frigo era della densità giusta, sufficentemente corposa per essere spalmata senza straripare dai bordi del cornetto, ma non così grossolana da impedirmi di arrotolare le sfoglie abbastanza strettamente, il dessert di San Valentino (coming soon) era stato spazzolato la sera stessa.








E, soprattutto, il sole mi rendeva di buon umore quel tanto che basta a voler garantire a me e a Topy79 un risveglio coccoloso per i successivi 4 giorni, mentre il freddo pungente mi faceva vivere lo sgarro senza troppi sensi di colpa.






L'impasto è facilmente lavorabile, stendibile e arrotolabile e il sapore è favoloso, vale a dire, nel mio concetto di favoloso, assolutamente neutro, il che lo rende adatto anche alla preparazione di un vassoio di stuzzichini da aperitivo, magari dividendolo in due parti e ricavando dei cornetti più piccoli, cosa che credo farò anche in caso lo utilizzassi nuovamente per quelli dolci, perché trovo che le porzioni lillipuziane rendano tutto molto più sfizioso.

Per la farcitura ho utilizzato la marmellata fatta l'estate scorsa in montagna, con i mirtilli raccolti da noi, anzi da me, mentre Topy79 dormiva dietro un cespuglio.





Ingredienti:
  • 250 gr di farina
  • 125 gr di burro
  • 125 ml di yogurt
  • 1 cucchiaino di lievito chimico
  • 1 pizzico di sale

Per il ripieno:

  • marmellata o Nutella

Procedimento:

Si impastano tutti gli ingredienti (tranne la marmellata, ovvio) e si stende il composto così ottenuto a formare un cerchio (più o meno approssimativo). Da questo si ricavano otto spicchi triangolari, si spalma ciascuno con la farcitura prescelta, badando a non avvicinarsi troppo ai bordi e si arrotolano i triangoli partendo dalla base. Si modellano per dar loro la forma di un cornetto e si infornano a 180° per circa 20 minuti o finché il sotto non appare leggermente dorato.




Col senno di poi,
credo che la prossima volta dividerò l'impasto in due parti uguali, ritagliando 8 spicchi da ciascuna,
per ricavare così 16 cornetti più piccoli, che trovo più gestibili di 8 cornetti smisurati.

16 feb 2009

I bucatini del Cavatappi e l'Amatriciana ripensata




Innanzitutto tre hurrà per i bucatini della Compagnia del Cavatappi: lo sapete, non sono una grande consumatrice di pasta e nemmeno ne sono un'estimatrice.




Ma, anche se trovo difficile affermarlo senza apparire condiscendente, forse questo è in parte dovuto alla difficoltà di reperire pasta di qualità pregevole: vivendo in città, a ritmi frenetici che limitano molto le "puntate" nei negozi di nicchia e impongono invece la spesa nei grandi ipermercati, dove in un colpo solo si trova tutto, senza fare troppe deviazioni, ci si accontenta dei prodotti industriali, realizzati senza la cura che soprattutto il vanto della nostra cucina, la pasta, richiederebbe.




Assaggiare i bucatini della Compagnia del Cavatappi è stato, invece, illuminante; anzi, per descrivere la mia esperienza sensoriale, dovrei partire dalla vista: la confezione, lunga almeno 50 cm conteneva bucatini della stessa lunghezza, ma no, che dico, in un secondo tempo mi sono accorta che ciascun bucatino era piegato su sé stesso, per un totale di circa un metro (sto esagerando? Signor Giovanni, se mi legge mi corregga pure!), una roba che per trovare una pentola adeguata ho dovuto riesumare quelle per la marmellata, che in condizioni normali giacciono inutilizzate in cantina... per non parlare della padella necessaria per saltare la pasta... Insomma, pur essendo solo in due ho cucinato in formato maxi!
E vogliamo parlare della consistenza rugosa, che cattura il condimento, o del profumo di sole, sì, proprio di sole, che usciva dalla confezione?
Il gusto, poi, è completamente diverso da quello della pasta prodotta su larga scala, più pieno, ruvido, pasta che deve essere assaporata lentamente, gustata a ogni boccone, non che si fonde in bocca...






Per il condimento, ovviamente, ho scelto per il classico dei classici, l'Amatriciana, un'Amatriciana che farà raccapricciare gli amatriciani, perché io il guanciale non ce l'avevo e francamente non so nemmeno cosa sia, ho usato i pomodori insalatari, non i Sammarzano, e li ho messi in padella a crudo, senza sbollentarli prima, non ho usato vino, ma ho messo la cipolla e ho fatto cuocere la pancetta insieme al sugo, senza toglierla dalla padella dopo averla fatta rosolare.


Quindi, per lo stesso principio per cui se non c'è cavolo nero, per quanto ricca, non è ribollita e se le melanzane non sono fritte, sebbene gustosa, non è parmigiana, questi non sono bucatini all'Amatriciana, ma sono buoni e li pubblico lo stesso per segnare l'inizio della distensione tra me e la pasta.








Ingredienti:
  • 200 gr di bucatini
  • 80 gr di guanciale
  • 1/2 cipolla
  • 1 pezzetto di peperoncino
  • 3 pomodori
  • sale
  • olio

Procedimento

So che ad Amatrice non si fa così, ma io ho fatto rosolare la pancetta, finché il grasso non è diventato trasparente, poi ho aggiunto cipolla a velo, peperoncino e pomodori (con buccia, semi e tutto) tagliati a cubotti, aggiunto un filo d'olio e ho fatto andare, mescolando sempre, finché il sugo non ha raggiunto la consistenza che cercavo (ho aggiunto anche un po' d'acqua, per far cuocere il tutto, cosa che molti giudicheranno immonda, ma è l'unico modo in cui riesco a ottenere sughi cremosi, che avvolgono la pasta, se qualcun altro conosce un metodo più ortodosso sono aperta a ogni suggerimento). Ho aggiustato di sale e ci ho condito i bucatini, che intanto avevo lessato per 15 minuti (!)







12 feb 2009

Seppie in umido con pistacchi





Questa ricetta è di una banalità sconcertante e non ho avuto nemmeno la fantasia di arricchirla con un tocco personale, che non fossero i pistacchi, sostituiti ai pinoli dell'originale (si è capito che snobbo i pinoli? Hanno un costo ingiustificato: spesso penso che nella stima della casa di campagna che abbiamo venduto anni fa avrebbe dovuto essere incluso anche il valore della pineta non in quanto tale, ma in base alla produzione annua di pinoli, valutata al prezzo di mercato degli stessi. Adesso sarei benestante).










Malgrado la sua semplicità, questo piatto merita di essere pubblicato, perché la sua preparazione riserva una sorpresa: il brodetto di pesce aggiunto alle seppie dopo la rosolatura, in cottura, anziché evaporare, aumenta. Non so se dipenda dal liquido rilasciato dalle seppie stesse o da qualche magica alchimia, fatto sta che, esaurita la componente solida della portata, abbiamo avuto anche la gioia di gustare un delizioso e piccantissimo consommé.

In alternativa, potete servire le seppie con il loro brodo su fette di pane abbrustolito.








Ingredienti:
  • 500 gr di seppie pulite
  • mezza cipolla
  • un pezzetto di peperoncino
  • 1 manciata di erbe di Provenza
  • un bicchiere di brodo di pesce
  • olio
  • sale
  • pepe
  • una manciata di pistacchi

Procedimento:

Sciacquare le seppie, eliminare il becco e tagliarle a listarelle. Metterle in padella con l'olio, la cipolla, le erbe di Provenza e il peperoncino e cuocerle a fuoco basso finché la cipolla non appassisce (Volendo, si può anche soffriggere la cipolla separatamente e in un secondo tempo aggiungere le seppie, le erbe e il peperocino, ma in questo caso il tutto risulterà più pesante).

Aggiungere il brodo di pesce, aggiustare di sale e pepe, coprire e lasciar cuocere una ventina di minuti.

Fare le porzioni e cospargere di pistacchi spezzettati grossolanamente.





11 feb 2009

Zuppa di cavolfiore speziata




Rientro in casa, il riscaldamento condominiale, che viaggia incurante del risparmio energetico, mi avvolge in una culla protettiva. Cerco di lasciare fuori sullo stoino le ansie, le preoccupazioni, lo stress di una giornata trascorsa a fare un lavoro che sento sempre meno mio, a rispondere di azioni che sento sempre meno sensate.

Accendo un incenso alla lavanda, per scacciare gli spiriti malevoli che da troppe settimane tormentano i miei sogni, le Anime Belle che, novella Vianne Rocher, mi hanno costretto per troppo tempo a seguire il vento, a spostarmi con esso, senza trovare requie.

Ma, come per Vianne, stavolta non sarà così: ho voglia di casa, di sicurezza, di stabilità, e per questo mi serve un lavoro normale, anche se il prezzo è rinunciare al dono e accontentarmi di un'esistenza che passerà inosservata...

Ne sono davvero sicura?

Stacco le cimette del cavolfiore, doso le spezie esotiche che mi parlano di quando ero un'altra persona, con un'altra vita, verso il latte di cocco, cremoso come la spuma del mare e sento una voce che mi canta
















V’la le bon vent, v’la le joli vent.
V’la le bon vent, ma mie m’appelle.
V’la le bon vent, v’la le joli vent.
V’la le bon vent, ma mie m’attend









Ingredienti:

  • 300 gr di cavolfiore (vanno benissimo anche il torsolo e le foglie esterne)
  • 1 cipolla
  • 1 cucchiaino di cumino
  • 1 cucchiaio di curcuma
  • 1 cucchiaino di zenzero
  • 1 cucchiaio di erbe di Provenza
  • mezzo peperoncino piccante
  • 300 ml di brodo vegetale
  • 200 ml di latte di cocco
  • sale
  • pepe
  • olio di semi

Procedimento:

Far appassire nella pentola a pressione la cipolla in poco olio, aggiungere le spezie, il peperoncino, il cavolfiore diviso in cimette o affettato (se usate il torsolo e le foglie) e far insaporire il tutto. Aggiungere brodo, latte di cocco e chiudere la pentola. Dal fischio, abbassare la fiamma e cuocere per 10 minuti.

10 feb 2009

Brioche Perdue con composta tropicale









Devo ammettere che la presentazione di questo piatto è un po' delirante...


Non è propriamente un dessert scenografico e, per quanto mi sia sforzata di aggiustarlo nel vassoio, non c'è stato proprio modo di dargli un aspetto un filo più dissimile dalla sbobba dei militari.

C'è da dire che ultimamente la mia fantasia in fatto di composizione delle foto lascia a desiderare.

Ciononostante, la brioche perdue è deliziosa, un vizio ipercalorico che ancora le temperature permettono di osare.

Con il termine Brioche Perdue o Pain Perdu si indica una sorta di toast francese, laddove i francesi sono specialisti nel complicare e appesantire anche una cosa rapida e, tutto sommato, digeribile, come un toast: il pane o la brioche vengono infatti passati nel latte zuccherato e nelle uova e dorati nel burro, dando vita a un piatto oltremodo ricco e pesante, ma incredibilmente gustoso.

Non ho trovato notizie chiare sull'origine della definizione "perdu" riferito a questo tipo di preparazione, così, se qualcuno volesse illuminarmi sul perché il pane o la brioche siffatti vengono chiamati "perduti" (che si riferisca al giro vita?) gli/le sarei molto grata.

Ho voluto accompagnare la mia brioche con una morbida composta di frutta, il cui gusto acidulo stempera il sapore carico e burroso della base.








Ingredienti:
  • 4 fette di brioche o panettone piuttosto spesse
  • 2 uova
  • 200 ml di latte
  • 100 gr di zucchero
  • burro q.b.

Per la composta

  • 2 mele
  • 6 fette di ananas
  • un bicchiere scarso di succo di ananas
  • 1 cucchiaio di cannella
  • 70 gr di zucchero di Vellam


Procedimento:

Per la composta:

Tagliare le mele (io ho lasciato la buccia, ma potete anche toglierla) e l'ananas a dadini e metterle in una casseruola con gli altri ingredienti. Portare a ebollizione e far cuocere 20 minuti mescolando continuamente. Trascorso questo tempo frullare il tutto con il frullatore a immersione e lasciar raffreddare.

Per la Brioche Perdue:

In una ciotola montare le uova con lo zucchero, aggiungere il latte e far riposare in frigo per un'oretta.

Far sciogliere poco burro in una padella antiaderente, passare rapidamente le fette di brioche nel composto di uova/latte/zucchero e dorarle da ambo i lati nel burro.

Impiattare, affiancati da una cucchiaiata abbondante di composta.

Nota: le gentilissime Wennycara, Maya, Elga, Mariluna e Gaia mi hanno spiegato che il pane "perduto"

viene definito tale in quanto fatto con il pane avanzato, che altrimenti, andrebbe perso.

Le ringrazio moltissimo per il chiarimento,

la derivazione del nome mi incuriosiva non poco

9 feb 2009

La Compagnia del Cavatappi: solo per dire... grazie












Ed ecco che nella mia credenza, è approdato un bastimento carico di delizie: avvolti in un imballaggio accurato, per non permettere nemmeno a un angolo delle bellissime etichette di ammaccarsi, racchiusi in confezioni che definire di classe sarebbe riduttivo, i prodotti ricevuti in omaggio da La Compagnia del Cavatappi, grazie a questa iniziativa qui di cui parlavo qui, sono finalmente tra le mie mani, senza che mi sia stato chiesto nemmeno un euro di contributo per le spese di spedizione.







Come ho detto, la prima cosa che mi ha colpito è stata la precisione con cui è stato realizzato l'imballaggio, poi l'eleganza delle confezioni, infine e soprattutto l'aspetto visibilmente genuino, non solo in quanto salutare, ma proprio nell'accezione più "piena" del termine, quindi nel senso di verace, schietto di quello che ammicca dall'interno di esse...


Impressione confermata da una rapida scorsa alla lista degli ingredienti; avevo già accennato alla chiarezza in merito, a partire dal sito, ma leggere sull'etichetta di una marmellata di mandarini l'espressione "Ingredienti: mandarini, zucchero" e su quella dei kiwi caramellati "kiwi, zucchero, succo di limone", nient'affatto seguite da un interminabile elenco di E-qualcosa, eccipientiduepuntielalistadeicaduti, aromiartificiali, conservanti, per me che abito in città e non posso far spesso conto su cose provenienti direttamente da piccoli produttori, è stato strabiliante.


Immaginatevi l'Ondina in piedi su una scala, che sistema i barattoli e strilla "Topy79, ma ti rendi conto? Arance e zucchero, come quella che facciamo noi, solo che non dobbiamo sporcare le pentole!!!"






E i miei laboriosi neuroni di aspirante cuoca creativa si sono istantaneamente messi all'opera per congetturare nuove ricette a base di queste leccornie, che saranno seguite da altrettanti post e da una recensione più "gustativa" dei prodotti, che per ora non mi è stato possibile fare, perché questo è stato un weekend un po' così.






Tengo quindi molto a ringraziare l'azienda, per la cura e la sollecitudine che ripone in tutte le fasi del suo lavoro, dalla scelta dei fornitori e dei prodotti alla consegna degli stessi, e in particolare il Sig. Giovanni Putignano, che è stato incredibilmente gentile e disponibile, nello spiegarmi il funzionamento dell'iniziativa, le modalità per effettuare l'ordine e persino nel correggere di propria mano l'indirizzo di fatturazione, visto che a quanto pare non ho ancora capito dove abito.